Cassazione Penale, Sentenza n. 34796/2025 del 24/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Due motivi: (1) omissione da parte della Corte d'appello di dare avviso alle parti circa la possibilità di sostituire la pena detentiva con pene sostitutive ex art. 20bis c.p. e disciplina transitoria (art. 95 d.lgs. 10/10/2022, n.150), con la conseguente lesione del diritto dell'imputato di valutare la richiesta di pena sostitutiva; (2) mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. (modificato dal d.lgs. 150/2022), che consente di valutare anche la condotta successiva al reato e che, per la difesa, avrebbe reso applicabile l'esimente alla fattispecie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo: il ricorso è inammissibile perché, secondo la consolidata giurisprudenza, il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi sulle pene sostitutive solo se l'imputato ne faccia richiesta, che può essere formulata fino all'udienza di discussione in appello; non è dunque obbligo del giudice sollevare la questione d'ufficio. Sul secondo motivo: manifestamente infondato poiché, pur essendo la modifica di art. 131-bis c.p. retroattiva e applicabile, la difesa non aveva richiesto in appello l'applicazione dell'istituto; tale questione non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità (art. 609 co. 2 c.p.p.). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Norma richiamata nell'imputazione per il concorso di persone nel reato; la Corte non discute specifiche interpretazioni della norma nella decisione di cassazione.
art. 55, comma 9, d.lgs. 21/11/2007, n.231 (oggi art. 493 ter cod. pen.)
Norma sostanziale richiamata nella descrizione del reato contestato (uso indebito di carta bancomat); la qualificazione sostanziale del fatto è stata confermata dal giudice di merito.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata dalla difesa come base per l'obbligo, a loro avviso, del giudice d'appello di avvisare sulle pene sostitutive; la Cassazione richiama la giurisprudenza che richiede una richiesta dell'imputato per far pronunciare il giudice sull'applicabilità delle pene sostitutive.
art. 95 d.lgs. 10/10/2022, n.150 (disciplina transitoria della riforma)
Disposizione transitoria che rende possibile l'applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma (c.d. riforma Cartabia); la Corte ricorda che l'applicabilità richiede istanza dell'imputato in appello.
art. 20-bis cod. pen.
Norma che prevede nuove pene sostitutive per pene detentive brevi; la Corte segnala che l'applicabilità in appello dipende da richiesta dell'imputato.
art. 131-bis cod. pen.
Norma sulla causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, modificata dal d.lgs.150/2022 per includere la condotta successiva al reato; la Corte conferma che la modifica è retroattiva e rilevante ma la sua applicazione deve essere chiesta nel giudizio di appello e non può essere proposta per la prima volta in Cassazione.
art. 2 cod. pen.
Principio di successione delle leggi penali nel tempo invocato dalla difesa per ottenere l'applicazione della modifica retroattiva; la Corte ne riconosce il principio ma sottolinea l'obbligo procedurale di sollevare la questione in appello.
art. 133, comma 1, cod. proc. pen.
Criteri per la determinazione della pena, richiamati nella valutazione dell'esiguità del danno e della condotta successiva ai fini dell'art.131-bis; la Corte osserva che la valutazione va fatta anche considerando la condotta successiva, ma solo se dedotta in sede d'appello.
art. 609, comma 2, cod. proc. pen.
Norma che limita la possibilità di introdurre per la prima volta in Cassazione questioni proponibili in appello; la Corte la applica per escludere la fattibilità del secondo motivo proposto per la prima volta in sede di legittimità.
Massime di principio
- Se si intende ottenere l'applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma (d.lgs. 150/2022), l'imputato deve formulare esplicita richiesta almeno entro l'udienza di discussione in appello; il giudice d'appello non è obbligato a sollevare la questione d'ufficio.
- Le modifiche di natura sostanziale favorevoli (es. art. 131-bis c.p. ampliato) sono applicabili retroattivamente, ma la loro operatività processuale va chiesta tempestivamente nel grado di merito competente (appello) e non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione.
- In sede di impugnazione, è essenziale presentare tutte le istanze e le eccezioni rilevabili di merito (comprese quelle inerenti cause di non punibilità o sostituzioni di pena), perché la Cassazione non è il luogo per sollevare questioni che potevano e dovevano essere affrontate in appello.
- La valutazione dell'eventuale causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis) comprende anche la condotta successiva al reato e l'entità del danno, ma tale valutazione richiede che la difesa abbia formulato la relativa istanza nel giudizio di appello.
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