Cassazione Penale, Sentenza n. 20471/2026 del 03/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione impugnava la conferma della condanna per aver realizzato abusivamente una pista in terra battuta e per aver deviato l'alveo del torrente Rao (iscritto nell'elenco delle acque pubbliche e soggetto a vincolo paesaggistico), con conseguente mutamento dei fondi delle parti civili. La difesa contestava: 1) la valutazione probatoria dei fotogrammi Google Earth ritenuti inattendibili e letti contraddittoriamente; 2) la mancata considerazione di documentazione (elaborati grafici delle concessioni comunali della dante causa ICLA S.p.A.) che attesterebbe preesistenza e diversa sistemazione del tracciato; 3) l'erronea qualificazione della pista come trasformazione urbanistica permanente (sostenendo la natura precaria/agropastorale dell'opera e quindi l'assenza di necessità di permesso); 4) l'omessa valutazione dell'incidenza dell'evento alluvionale del 2018 sulla deviazione dell'alveo e la mancata acquisizione di accertamenti tecnici indispensabili; 5) l'asserita inesistenza del vincolo paesaggistico sulla specifica porzione di torrente secondo il SITR; 6) la non applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 7) l'assenza di prova di un danno economicamente valutabile per le parti civili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle Ammende. In motivazione la Corte ha ritenuto: - preclusi alcuni profili perché non devoluti in appello o dedotti per la prima volta in cassazione; - pienamente utilizzabili i fotogrammi Google Earth come prova documentale; - corretta la valutazione di merito secondo la giurisprudenza consolidata che considera la realizzazione di una pista in terra battuta, idonea a consentire il transito di persone o mezzi, come trasformazione urbanistica soggetta a concessione edilizia; - sufficienti gli elementi probatori (sopralluogo, rilievi su particella 419, evidenze di movimentazione terra e arretramento dell'alveo) a fondare la responsabilità; - fondato il vincolo paesaggistico ex art. 142 co.1 lett. c) d.lgs. 42/2004 in relazione al torrente Rao; - infondata la richiesta di esclusione della punibilità per tenuità, posto il carattere plurimo e l'offensività delle condotte anche rispetto a beni pubblicistici; - corretta la condanna al risarcimento generico delle parti civili, già ammessa dalla giurisprudenza anche senza prova puntuale dell'ammontare del danno, rimessa al giudice della liquidazione.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173, comma 1, disp. att. cod.proc.pen.
Richiama i limiti di devoluzione dei motivi in Cassazione; la Corte costituisce che alcune doglianze erano precluse per mancata deduzione in appello
artt. 530, 546, comma 1 lett. e), 125 cod. proc. pen.
Norme processuali citate a supporto delle censure difensive; la Corte le considera non utilmente invocate o precluse nella parte non tempestivamente dedotta
D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), art. 44 lett. b) ed e)
artt. 44 lett. b) ed e) Dpr 380/2001
Riferimento alla normativa edilizia che disciplina gli interventi soggetti a titolo abilitativo; la Corte conferma che la pista richiede concessione edilizia in quanto trasformazione urbanistica
codice penale, art. 632
Articolo richiamato (distruzione o deterioramento di beni della collettività o di privati) nella contestazione complessiva; la Corte valuta l'offensività delle condotte
codice penale, art. 639-bis
Articolo richiamato tra i reati contestati (illecito connesso con altre condotte); la Corte considera la pluralità di violazioni ai fini della gravità
codice penale, art. 61 n. 2
Causa di aggravamento/recidiva richiamata nella cornice delle imputazioni; la Corte tiene conto degli aspetti aggravanti per la valutazione complessiva
d.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 181
Norma in materia di vincoli paesaggistici; la Corte accerta che la modifica dell'alveo e l'opera ricadono in ambito paesaggisticamente tutelato
codice penale, art. 131-bis
Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte nega l'applicazione per la pluralità e la gravita' delle violazioni e per il pregiudizio a beni pubblicistici
codice penale, artt. 539 e 541
Norme richiamate nelle censure circa motivazione e vizio di legittimità; la Corte ritiene che i rilievi difensivi su quei punti siano manifestamente infondati o non devoluti
d.lgs. 42/2004, art. 142 comma 1 lett. c)
art. 142 comma 1 lett. c) d. lgs 42/2004
La Corte ritiene sussistente il vincolo paesaggistico in relazione al torrente Rao in quanto affluente di corso tutelato e ricomprendente beni paesaggisticamente rilevanti
codice di procedura penale, art. 234 comma 1 (e art. 189)
art. 234, comma 1, cod. proc. pen. o 189 cod. proc. pen.
Riferimento alla utilizzabilità dei documenti e delle immagini reperibili; la Corte conferma che i fotogrammi Google Earth sono prove documentali ammessa ai fini processuali
Massime di principio
- La realizzazione di una pista in terra battuta che consente il transito di persone o mezzi è generalmente considerata trasformazione urbanistica permanente e richiede il titolo edilizio (concessione/permesso).
- I fotogrammi e le immagini tratte da Google Earth costituiscono prova documentale utilizzabile in giudizio e possono integrare elemento probatorio significativo se riferibili temporalmente.
- Doglianze nuove formulate per la prima volta in Cassazione o questioni non sollevate nell'appello sono in massima parte inammissibili o precluse; è cruciale sollevare in tempo utile le eccezioni di merito e di prova.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa (art. 131-bis c.p.) è esclusa se le condotte sono plurime, ledono beni pubblicistici o presentano una offensività non trascurabile; va valutata complessivamente la fattispecie concreta.
- La condanna generica al risarcimento in favore delle parti civili è ammissibile anche senza prova puntuale dell'ammontare del danno; la quantificazione concreta è rimessa al giudice della liquidazione.
- Se si eccepisce mancanza di accertamenti tecnici (es. per deviazione di corso d'acqua) è necessario produrre o richiedere tempestivamente perizie e elementi istruttori in grado di contestare concretamente i rilievi di sopralluogo e le evidenze satellitari.
- Verificare sempre il regime dei vincoli (paesaggistico/idraulico) sulle specifiche porzioni di territorio tramite banche dati ufficiali e documenti amministrativi prodotti nel merito, e sollevare contestazioni documentali in sede di primo grado e appello per non incorrere in preclusioni.
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