Cassazione Civile, Sentenza n. 20601/2025 del 22/07/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Dedagroup contestava l'inadempimento di Gia Consulting relativo a un ordine integrativo (offerta 9.6.2015) per l'acquisizione/acquisto di mappe tematiche e banche dati per il progetto MIAPI, chiedendo risoluzione, restituzione dell'acconto (€171.077,59) e risarcimento. Gia si costituiva eccependo l'adempimento e proponendo riconvenzionale per il saldo dovuto. I giudici di merito ritennero che non esistesse prova scritta di un obbligo di acquisto della proprietà delle banche dati e che, anzi, la prestazione fosse stata accettata con collaudo positivo dalla stazione appaltante; Gia ottenne il riconoscimento del credito. In Cassazione Dedagroup impugnava su più profili (nullità per vizio di costituzione del giudice, mancanza di prova scritta e verbale del contratto, errata interpretazione, mancata valutazione dell'inadempimento, erronea valorizzazione del collaudo, e vizio nella condanna ex art.96 c.p.c.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Dedagroup. Ha censurato e respinto le doglianze: la questione di legittimità costituzionale sulla composizione del collegio è stata ritenuta manifestamente infondata alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.41/2021; il rapporto dedotto richiedeva la forma scritta (essendo collegato a un appalto pubblico) e dunque non poteva essere provato oralmente; mancava prova dell'obbligo di acquistare la proprietà delle banche dati (termine 'acquisizione' interpretato come mera estrapolazione di dati nel settore informatico); il collaudo positivo della stazione appaltante è motivo non implausibile per ritenere l'adempimento delle prestazioni subappaltate; la condanna per produzione irrituale del documento e per temerarietà è stata ritenuta adeguatamente motivata. Conseguentemente la sentenza di appello che aveva confermato la decisione di primo grado (accoglimento della riconvenzionale di Gia) è stata confermata. Dedagroup è condannata al pagamento delle spese di legittimità (€12.200 più oneri) e ad eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR n.115/2002.
Norme richiamate
art. 158 c.p.c.
Richiamato nel contesto delle doglianze sulla costituzione del giudice; la questione è stata comunque risolta alla luce della giurisprudenza costituzionale.
art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3 e 4)
Norma di riferimento per i motivi di cassazione (vizi di diritto, motivazione e costituzione del giudice) invocata per censurare le decisioni dei giudici di merito.
articoli 62-72 della Legge n.98/2013
Società ricorrente ne contestava l'applicazione per presunto vizio nella costituzione del collegio; la Corte ricorda l'intervento della Corte Costituzionale (sent. n.41/2021) che ha chiarito i limiti di applicazione, confermando la legittimità della presenza di non più di un giudice ausiliario nel collegio.
art. 102 e art. 106 Cost.
Richiamati nella prospettata questione di legittimità costituzionale relativa alla composizione del collegio; la Cassazione segue la pronuncia della Consulta che ha bilanciato i valori costituzionali.
art. 1325, art. 1350, art. 1326 c.c.
Rilevanti alla questione della forma del contratto: la Corte afferma che, essendo il rapporto collegato a un appalto pubblico, il contratto derivato doveva rispettare il requisito della forma scritta ad substantiam e quindi non poteva essere provato solo oralmente.
art. 112 e art. 134 c.p.c.
Richiamati in relazione al vizio di omessa pronuncia e alla valutazione probatoria: la Corte ha ritenuto che le doglianze sulla mancata valutazione della prova orale fossero comunque infondate per l'esigenza della forma scritta.
art. 1324, 1362, 1363, 1366, 1369 c.c.
Norme concernenti l'interpretazione dei contratti: non sono entrate in rilievo perché, per la Corte, non risultava provato l'esistenza del contratto che sarebbe stato da interpretare.
art. 1477 c.c.
Invocato dal ricorrente come parametro per la mancata consegna dei titoli di proprietà; la Corte ha ritenuto la doglianza nuova in sede di legittimità e non pertinente perché il rapporto era di servizi e non di vendita.
art. 1656 c.c. e artt. 1362 e ss. c.c.
Richiamati nella censura sull'adempimento delle obbligazioni: la Corte ha invece ritenuto congrua la valutazione del collaudo positivo come elemento probatorio dell'adempimento delle prestazioni fornite in subappalto.
art. 96 c.p.c.
Fondamento della condanna per responsabilità per la produzione di documento 'irrituale' e per la temerarietà della lite; la Corte ha confermato la sanzione motivandola con l'irritualità e la temerarietà dell'uso del documento non firmato.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n.115/2002
Previsione amministrativa concernente l'eventuale versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato: la Corte rileva la sussistenza dei presupposti per l'applicazione.
Giurisprudenza di legittimità (principio su forma scritta nei rapporti collegati ad appalto pubblico, es. Cass. Ordinanza n.7323/2024)
Principio utilizzato dalla Corte: se un contratto deriva o è collegato a un appalto pubblico soggetto a forma scritta ad substantiam, anche il contratto derivato/subcontratto richiede la forma scritta per essere provato e valido.
Corte Costituzionale, sentenza n.41/2021
Dichiarata l'illegittimità parziale degli artt.62-72 L.98/2013 e chiariti i limiti di applicazione; la pronuncia ha influito sulla valutazione della legittimità della composizione dei collegi e sulla infondatezza della doglianza sollevata dal ricorrente.
Massime di principio
- Se un rapporto contrattuale è collegato a un appalto pubblico soggetto a forma scritta ad substantiam, i contratti derivati o subappalti relativi richiedono la forma scritta: l'esistenza e il contenuto non possono essere provati solo oralmente.
- Nel settore informatico la terminologia può avere significati tecnici diversi: 'acquisire' può significare estrapolare o accedere a dati, non necessariamente acquistare la proprietà delle banche dati; la prova della volontà di trasferire la proprietà deve essere chiara e, se richiesta la forma scritta, documentata.
- Il collaudo/accettazione da parte della stazione appaltante costituisce un elemento probatorio rilevante per dimostrare l'adempimento delle prestazioni rese in subappalto, salvo prova contraria specifica sulla qualità o completezza delle prestazioni di quel subappaltatore.
- La produzione in giudizio di documenti non firmati o formalmente irregolari può essere sanzionata ex art.96 c.p.c. se connessa a temerarietà o abuso del diritto di azione; l'irritualità sommata alla temerarietà giustifica condanna alle spese e somme ex art.96.
- Le questioni di legittimità costituzionale o di composizione del collegio richiedono attenzione agli orientamenti della Corte Costituzionale e della giurisprudenza consolidata; doglianze già risolte dalla Consulta sono difficilmente riapribili in Cassazione.
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