Sentenza del 20/04/2018 n. 9850 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l'accertamento IVA relativo al 2002, contestando il disconoscimento del regime del margine applicato alla rivendita di veicoli usati acquistati da un cedente comunitario soggetto passivo IVA. Ha sostenuto che l'Amministrazione non avesse provato l'insussistenza dei presupposti del regime, che le carte di circolazione non fossero decisive e che le fatture recanti l'annotazione del regime del margine dovessero essere considerate sufficienti. Ha inoltre chiesto, in via subordinata, l'applicazione del regime sanzionatorio più favorevole sopravvenuto.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato i quattro motivi di ricorso relativi all'applicazione del regime del margine. Ha stabilito che l'Amministrazione deve fornire elementi specifici e concreti per contestare il regime, ma che il contribuente professionale deve poi dimostrare la propria buona fede e l'adozione della massima diligenza esigibile, verificando i precedenti proprietari dei veicoli e l'eventuale detraibilità dell'IVA a monte. Nel caso concreto, le risultanze dei documenti di circolazione costituivano elementi sufficienti per far presumere che i precedenti titolari, operanti professionalmente nel settore, avessero diritto alla detrazione IVA; la società non ha fornito la prova contraria. Le annotazioni sulle fatture relative al regime del margine sono state ritenute insufficienti. È stata invece accolta la richiesta di applicazione dello ius superveniens in materia di sanzioni: la sentenza è stata cassata limitatamente alla loro quantificazione e la causa è stata rinviata alla CTR dell'Emilia-Romagna, in diversa composizione, per la rideterminazione delle sanzioni e delle spese.
Norme richiamate
Art. 26-bis della direttiva 77/388/CE
Regime speciale del margine per determinati beni usati
Il regime del margine presuppone che l'IVA non sia stata detratta nella fase precedente della catena di cessioni; la sua applicazione non può essere riconosciuta automaticamente in base alla sola annotazione in fattura.
D.L. n. 41 del 1995, art. 36, convertito dalla L. n. 85 del 1995
Disciplina nazionale del regime del margine
Il regime è subordinato alla sussistenza di presupposti oggettivi e soggettivi, la cui verifica grava sul contribuente che intende beneficiare del trattamento fiscale più favorevole.
D.L. n. 331 del 1993, art. 38, convertito dalla L. n. 427 del 1993
Disciplina degli acquisti intracomunitari
Rileva nel coordinamento tra acquisti intracomunitari e applicazione dell'IVA alle successive rivendite di veicoli usati.
Art. 2697 c.c.
Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento
L'Amministrazione deve indicare elementi specifici e concreti per contestare il regime; una volta assolto tale onere, spetta al contribuente provare la propria buona fede, la diligenza adottata e la sussistenza dei presupposti del regime.
Artt. 1175 e 1375 c.c.
Diligenza, correttezza e buona fede nell'adempimento
L'operatore professionale deve comportarsi secondo correttezza e buona fede, svolgendo le verifiche ragionevolmente esigibili sui precedenti proprietari e sulla detraibilità dell'IVA.
D.Lgs. n. 158 del 2015, art. 15
Nuovo regime sanzionatorio
Il regime sanzionatorio sopravvenuto può trovare applicazione, se più favorevole, anche nel giudizio pendente; la concreta rideterminazione deve considerare la gravità della condotta.
Art. 378 c.p.c.
Memoria illustrativa nel giudizio di cassazione
La memoria depositata dalla contribuente ha consentito di formulare e documentare la richiesta subordinata di applicazione dello ius superveniens alle sanzioni.
Massime di principio
- Nel regime del margine per la rivendita di veicoli usati, la sola indicazione del regime sulle fatture non dimostra la sussistenza dei relativi presupposti.
- L'Amministrazione deve contestare il regime con elementi specifici e concreti, anche presuntivi; tuttavia, il contribuente deve fornire la prova della propria buona fede e della diligenza professionale adottata.
- Un rivenditore professionale deve verificare, nei limiti dei dati disponibili e facilmente reperibili, i precedenti intestatari dei veicoli e la loro attività economica, per accertare se l'IVA a monte fosse normalmente detraibile.
- Se i precedenti proprietari operano nel settore della rivendita, del noleggio o del leasing, può presumersi che avessero diritto a detrarre l'IVA; il contribuente deve allora provare che l'imposta non è stata effettivamente detratta.
- La verifica richiesta al contribuente riguarda i propri presupposti per accedere al regime agevolato e non un generale obbligo di vigilanza sull'adempimento fiscale dei precedenti cedenti.
- In presenza di una modifica normativa sanzionatoria più favorevole, il giudice deve valutare la sua applicazione e, se necessario, rideterminare le sanzioni anche quando la pretesa fiscale principale resta confermata.
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