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Ordinanza

Ordinanza n. 151/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, 1. dell'ordinanza sindacale n. 249 del 14.10.2025, recante ingiunzione ad horas alla rimozione e smaltimento di rifiuti abbandonati, in Via San Francesco a Patria, sulle aree in catasto al foglio n. 46, particelle n. 63 (mq 3.880) e n. 157 (mq 27.087); 2. quatenus opus della nota prot. n. 53582 del 16.4.2025 della P.M.; 3. quatenus opus della nota prot. 1575550 del 26.8.2025 del MASE e di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202506330

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza sindacale di ingiunzione ad horas alla rimozione e allo smaltimento di rifiuti abbandonati, nonché gli atti presupposti e connessi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (regione)

La controversia

La Regione Campania ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l’ordinanza sindacale con cui era stata ingiunta ad horas la rimozione e lo smaltimento di rifiuti abbandonati su due particelle catastali situate in Via San Francesco a Patria, oltre a una nota della polizia municipale, a una nota del Ministero dell’Ambiente e agli ulteriori atti connessi. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità del ricorso sostenendo che fosse stato impugnato un atto inesistente, poiché nell’epigrafe era indicato il numero 249 anziché 294. Nel merito, la ricorrente ha contestato l’insussistenza dei presupposti per l’esercizio del potere contingibile e urgente previsto dall’art. 54 TUEL, deducendo che l’abbandono di rifiuti costituisse un fenomeno ricorrente e annoso, fronteggiabile mediante gli strumenti ordinari. È stata inoltre rilevata l’assenza dei presupposti per l’applicazione dell’art. 192 d.lgs. 152/2006, in particolare per il mancato accertamento in contraddittorio della colpa della Regione quale eventuale proprietaria dell’area.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione di inammissibilità, ritenendo che l’indicazione del numero 249 anziché 294 costituisse un errore materiale facilmente riconoscibile e non idoneo a creare incertezza sull’oggetto dell’impugnazione, anche perché al ricorso era stata allegata copia dell’atto. In sede cautelare ha ravvisato apprezzabili profili di fondatezza nella censura relativa all’assenza dei presupposti per il potere contingibile e urgente ex art. 54 TUEL: l’abbandono dei rifiuti nei luoghi interessati era fenomeno ricorrente e annoso, non riconducibile a un’improvvisa emergenza non fronteggiabile con gli strumenti ordinari. Il Comune aveva già adottato in passato provvedimenti analoghi senza utilizzare il potere ordinario previsto dall’art. 192 d.lgs. 152/2006 né la procedura prevista dal recente accordo di collaborazione tra gli enti coinvolti. Il TAR ha inoltre ritenuto che, anche qualificando l’atto come ordine ex art. 192 d.lgs. 152/2006, mancasse il presupposto dell’accertamento in contraddittorio della colpa della Regione, anche nell’ipotesi in cui essa fosse proprietaria della particella interessata. Ha quindi accolto la domanda cautelare e sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato, rinviando la trattazione di merito all’udienza pubblica del 22 settembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267

    Il potere contingibile e urgente non può essere esercitato per fronteggiare fenomeni ricorrenti e annosi quando questi siano affrontabili mediante gli ordinari strumenti previsti dall’ordinamento; occorre una situazione di improvvisa emergenza non fronteggiabile con tali strumenti.

  • art. 192 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    L’ordine di rimozione dei rifiuti abbandonati presuppone, nei confronti del proprietario o di altro soggetto obbligato, l’accertamento della responsabilità almeno colposa mediante un procedimento svolto in contraddittorio.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la tutela cautelare richiesta nel giudizio; nella fattispecie il TAR ha ritenuto sussistenti apprezzabili profili di fondatezza e ha sospeso l’efficacia dell’atto impugnato.

Massime di principio

  • Il potere contingibile e urgente previsto dall’art. 54 TUEL è legittimo soltanto in presenza di un’emergenza improvvisa e non fronteggiabile con gli strumenti ordinari; non può essere utilizzato per gestire fenomeni di abbandono di rifiuti ricorrenti e protratti nel tempo.
  • La reiterazione di provvedimenti contingibili e urgenti per fronteggiare la medesima situazione, senza ricorso agli strumenti ordinari disponibili, costituisce elemento idoneo a escludere l’attualità e l’imprevedibilità dell’emergenza richiesta dall’art. 54 TUEL.
  • Anche quando l’ordine di rimozione dei rifiuti sia qualificato ai sensi dell’art. 192 d.lgs. 152/2006, la responsabilità del proprietario dell’area non può essere presunta dalla sola titolarità del bene: la colpa deve essere previamente accertata in contraddittorio.
  • L’erronea indicazione del numero dell’atto impugnato non rende inammissibile il ricorso quando l’errore sia riconoscibile e l’atto sia comunque individuabile senza incertezza, anche in ragione della produzione della copia del provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiOrdinanze contingibili e urgentiTutela cautelare
RamiAmbienteEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicitàDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentale

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