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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23409/2022 del 27/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia verteva sulla richiesta di oscuramento (redazione) di dati personali, sensibili o informazioni riservate contenute negli atti oggetto di valutazione: il ricorrente invocava la tutela della privacy, del segreto commerciale o della riservatezza; la resistente sosteneva l'esigenza di trasparenza amministrativa e il diritto di accesso ai documenti per garantire imparzialità nella valutazione.

La decisione

Il giudice ha bilanciato il diritto alla protezione dei dati personali con il principio di trasparenza amministrativa. Ha ammesso l'oscuramento/ redazione in modo limitato e motivato: esclusi dalla pubblicità e dall'accesso sono stati i dati effettivamente sensibili o idonei a pregiudicare interessi riservati (dati personali, segreti tecnici/industriali), mentre sono stati lasciati accessibili gli elementi necessari a verificare la regolarità e l'imparzialità della procedura. L'oscuramento è stato disposto in forma proporzionata e specifica, con indicazione delle parti oscurate e della motivazione a supporto dell'intervento di redazione.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)

    La norma impone il principio di minimizzazione e la tutela dei dati personali; l'oscuramento è giustificato quando necessario e proporzionato per proteggere i dati personali durante procedure amministrative pubbliche

  • D.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice privacy) e successive modifiche/adeguamenti al GDPR

    Prevede obblighi per il trattamento dei dati personali e limiti alla diffusione; usato come riferimento per motivare il diritto all'oscuramento degli atti contenenti dati personali

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241 (legge sul procedimento amministrativo) - diritto di accesso agli atti

    Il diritto di accesso ai documenti amministrativi è bilanciato da esclusioni e limitazioni quando la conoscenza degli atti possa ledere interessi legittimi (privacy, segreto d'ufficio, segreto commerciale); il giudice richiede motivazioni specifiche per rifiutare l'accesso completo

  • D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (trasparenza e pubblicità degli atti)

    Impone obblighi di pubblicazione e trasparenza della PA ma prevede eccezioni per la protezione dei dati personali e per il segreto, giustificando così interventi di redazione selettiva

Massime di principio

  • L'oscuramento degli atti in fase di valutazione è consentito se basato su una motivazione concreta e proporzionata: non è sufficiente una generica affermazione di riservatezza
  • Deve farsi un bilanciamento tra interesse pubblico alla trasparenza e interesse privato alla protezione dei dati; prevale la soluzione meno invasiva (redazione parziale anziché segreto totale)
  • Occorre specificare quali dati vengono oscurati e perché, indicando la tipologia di rischio (es. divulgazione di dati sensibili o segreti commerciali) e la durata dell'oscuramento se pertinente
  • Gli enti pubblici dovrebbero applicare il principio di minimizzazione e documentare la valutazione (motivazione dell'esclusione) per resistere a eventuali ricorsi
  • In caso di dati personali, applicare le regole del GDPR (base giuridica, proporzionalità, limiti temporali) e, se necessario, valutare alternative meno restrittive (pseudonimizzazione)
  • Se il contenuto è necessario per garantire la trasparenza della procedura (verificabilità, imparzialità), la parte pubblica deve lasciare accessibili quegli elementi essenziali anche quando altri dati vengono oscurati

Testo integrale

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