Cassazione Civile, Sentenza n. 24045/2021 del 06/09/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Azioni di responsabilità civile promosse dalla cooperativa contro amministratori e sindaci per distrazioni di fondi e fatture per operazioni inesistenti accertate dalla Guardia di Finanza. I ricorrenti (Mangano; Abinanti e Cascino; inoltre ricorsi incidentali di Bruno, Cordone e Puccio) censurano la sentenza di appello che li ha ritenuti, in diversa misura, responsabili per omessa vigilanza: Mangano contestava l'omessa valutazione della sua estraneità rispetto ai reati del presidente; Abinanti e Cascino contestavano la mancata distinzione tra responsabilità dei due diversi collegi sindacali nel tempo e la quantificazione indistinta del danno; i ricorrenti incidentali chiedevano la verifica del nesso causale e la non responsabilità per periodi antecedenti la loro carica.
La decisione
La Corte di cassazione ha riunito i ricorsi. Ha respinto il ricorso di Daniela Mangano (n.r.g. 6957/2016). Ha parzialmente accolto il ricorso di Michele Abinanti e Giuseppa Cascino (n.r.g. 7281/2016) e, nei limiti indicati, ha accolto i motivi primo, secondo e quarto del ricorso incidentale di Grazia Bruno, Gabriella Cordone e Davide Puccio (respingendo il terzo motivo). Ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale adesivo di Mangano nel secondo procedimento. La sentenza di appello è stata cassata in parte e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Palermo, in diversa composizione, per nuovo esame limitato ai profili accogliti dalla Cassazione; indicazioni anche sulla ripartizione delle spese procedurali e sui contributi unificati in capo a Mangano.
Norme richiamate
art. 2392 c.c.
Disciplina la responsabilità degli amministratori verso la società per violazione dei doveri di gestione; la Corte ricorda che la società deve dimostrare la violazione e il nesso causale, mentre l'amministratore deve provare di avere adempiuto i doveri
art. 2393 c.c.
Riferimento al risarcimento del danno derivante da mala gestio degli amministratori; utilizzato dal giudice di merito per collegare le condotte illecite al danno
art. 2403 c.c.
Attribuisce ai sindaci il dovere di controllo sull'amministrazione e sulla contabilità; la Corte sottolinea l'ampiezza dei poteri di ispezione e l'obbligo di attivarsi
art. 2404 c.c.
Regole sul funzionamento del collegio sindacale; richiamata in rapporto agli obblighi di verbalizzazione del dissenso e alla decadenza
art. 2407 c.c.
Stabilisce la responsabilità dei sindaci: primaria (per loro inadempimenti) e solidale con gli amministratori quando l'omessa vigilanza ha contribuito al danno; la Corte precisa che la solidarietà va applicata dopo avere accertato il contributo causale per ciascun danno
art. 2055 c.c.
Principio della solidarietà nel risarcimento: la Corte ricorda che la solidarietà presuppone l'unicità del fatto dannoso rispetto al danneggiato e che, se i danni sono distinti nel tempo, la responsabilità deve essere quantificata secondo il contributo causale di ciascuno
art. 2697 c.c.
Regola l'onere della prova: la Corte evidenzia che la società attore deve allegare il fatto illecito e il nesso causale, mentre amministratori/sindaci devono provare l'inesigibilità di attivarsi
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Limiti del vizio per omesso esame: il 'fatto' omesso ha natura strettamente storico-naturalistica; la Corte ribadisce che argomentazioni o deduzioni difensive non rientrano nella nozione qualificata di 'fatto' rilevante per cassazione
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Richiamato nei motivi incidentali per violazione di norme sostanziali; la Corte valuta le doglianze sui criteri di imputazione della responsabilità e sul nesso causale
art. 335 c.p.c.
Riunione dei ricorsi: la Corte ha riunito i procedimenti per ragioni di economia processuale
art. 378 c.p.c.
Memorie in vista dell'udienza depositate dalle parti; richiamata procedimentalmente
art. 23, comma 8-bis, d.l. 137/2020 (conv. L. 176/2020)
Norma procedurale sulla modalità della pubblica udienza (richiamata per indicazioni processuali e per il deposito delle conclusioni motivate del P.M.)
art. 13 d.P.R. n. 115/2002, comma 1-quater
Riferimento ai presupposti per il versamento di contributi unificati aggiuntivi, citato rispetto alla posizione processuale di Mangano
Massime di principio
- La responsabilità civile dei sindaci può derivare dall'inerzia: essi devono esercitare attivamente i poteri di vigilanza (richieste di informazioni, ispezioni, verbalizzazione del dissenso, convocazione assemblee, denunce) e, in mancanza, l'inerzia può integrare colpa rilevante.
- Quando più danni sono prodotti in periodi diversi e con composizioni diverse degli organi di controllo, il giudice deve accertare il contributo causale di ciascun soggetto per ciascun danno e non può applicare indistintamente una solidarietà uniforme su tutta la sommatoria dei fatti.
- La solidarietà ex art. 2055 c.c. richiede che i fatti concorrenti costituiscano un unico fatto dannoso per il danneggiato; se i danni sono distinti, la responsabilità va ripartita secondo il contributo causale di ciascuno.
- In sede di cassazione il vizio per omesso esame (art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.) riguarda fatti concreti e decisivi: non sono ammissibili censure che chiedano la riconsiderazione di argomentazioni o valutazioni di merito già svolte dal giudice.
- Il ricorso successivo contro la stessa sentenza si converte in ricorso incidentale e la sua ammissibilità è soggetta ai termini e ai requisiti di autosufficienza: non è possibile introdurre in cassazione questioni non dedotte nel merito.
- Se si accetta una carica (es. sindaco) dopo fatti illeciti pregressi, resta l'obbligo, salvo impedimenti comprovati, di verificare la situazione contabile e di attivarsi: l'assunzione tardiva non esclude automaticamente la responsabilità se non è seguito un diligente accertamento.
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