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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24015/2021 del 06/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente deduceva l'invalidità o annullabilità di vari contratti derivati (swap) stipulati negli anni 2002-2003 per più ragioni: mancata produzione di un contratto-quadro scritto a norma dell'art. 23 T.U.F. e dei regolamenti Consob (n. 11522/1998 artt. 30 e 31); inesistenza o impropria efficacia della dichiarazione di operatore qualificato; nullità o impossibilità di ratifica di contratti stipulati da una dipendente (Attilia Casnici) come falsus procurator; vizio del consenso (dolo/errore) e difetto di causa in concreto; omissione del diritto di recesso ai sensi dell'art. 30 T.U.F.; censure procedurali per omessa pronuncia su questioni rilevanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto in parte fondate le doglianze: ha rigettato la maggior parte dei motivi della ricorrente (confermando la validità della dichiarazione di operatore qualificato anche se inserita nelle premesse, l'avvenuta ratifica da parte del c.d.a. del 25 maggio 2006 e l'irrilevanza formale della collocazione della dichiarazione), ma ha accolto il secondo motivo con riferimento allo "Atlantic Swap" del 14 marzo 2002, disponendo la cassazione della sentenza impugnata e il rinvio alla Corte d'appello di Venezia, in diversa composizione, perché riesamini le domande relative al contratto originario del 2002 (in particolare la nullità per difetto del contratto-quadro scritto). La Corte ha inoltre fissato un principio di diritto: la rimodulazione con recesso e nuova conclusione di contratto direttamente con l'intermediario incorporante rende valida la forma scritta solo per la nuova operazione, lasciando possibile l'invalidità della prima per difetto di forma.

Norme richiamate

  • Testo Unico della Finanza (T.U.F.)

    art. 23, art. 30, art. 21

    Art. 23 (forma scritta del contratto-quadro): la mancata forma scritta rileva per i contratti originari e non è automaticamente sanata dalla mera incorporazione di intermediari; art. 30 (diritto di recesso e obblighi informativi): contestato per la mancata previsione del recesso, ma la Corte ritiene la clausola compensata dalla dichiarazione di operatore qualificato; art. 21 (contenuto informativo): richiamato nelle censure ma non ritenuto determinante dalla Corte

  • Regolamento Consob n. 11522/1998

    Art. 31 (dichiarazione di operatore qualificato): la dichiarazione ha efficacia anche se inserita nelle premesse del contratto-quadro e può sorreggere la validità di operazioni successive concluse dall'intermediario incorporante; art. 30 richiamato in relazione agli obblighi formali e all'effetto della mancata previsione del diritto di recesso

  • Codice di procedura civile (c.p.c.)

    art. 112, art. 132, art. 156, art. 161, art. 345

    Art. 112 (omessa pronuncia): la Corte ha ritenuto che non vi sia stata omessa pronuncia sui motivi contestati perché i punti erano stati affrontati; le altre norme richiamate concernono profili istruttori e decisionali e non hanno determinato cassazione

  • Codice civile

    art. 1362, art. 1364, art. 1399, art. 1423, art. 1444, art. 1421

    Norme sul consenso e sugli effetti della ratifica e della convalida: la Corte ha richiamato i principi sulla convalida dei contratti annullabili e sulla necessità di atti idonei a esprimere la volontà di convalida, ritenendo però che nel caso concreto elementi fattuali e la deliberazione consiliare giustificassero la ratifica. Le norme sulla causa e la nullità sono state valutate, ma molte censure in fatto sono state respinte come rivalutazioni non ammissibili in sede di legittimità

Massime di principio

  • La fusione o incorporazione di banche non trasferisce automaticamente l'efficacia di un contratto-quadro stipulato con una delle enti incorporate: va verificato se sia stato stipulato un nuovo contratto con l'intermediario incorporante o se permanga il rapporto originario.
  • La "rimodulazione" di uno swap mediante recesso e contestuale stipula di nuovo contratto con l'intermediario incorporante crea un nuovo rapporto che deve soddisfare la forma scritta richiesta ex art. 23 T.U.F.; la forma del contratto-quadro si riferisce alla specifica operazione che si intende regolare.
  • La dichiarazione di operatore qualificato mantiene efficacia anche se inserita nelle premesse del contratto-quadro e non necessariamente in documento autonomo, purché risulti chiara la volontà e la qualificazione dell'investitore.
  • La deliberazione di ratifica del consiglio di amministrazione può sanare atti compiuti da un falsus procurator quando emergono elementi concreti che dimostrino la consapevolezza della società e la volontà di convalidare le operazioni; tuttavia la valutazione è fattuale e spetta al giudice di merito.
  • La nullità o invalidità dei contratti per difetto di forma (mancanza di contratto-quadro scritto) può sopravvivere a operazioni successive e deve essere esaminata specificamente rispetto al contratto originario, anche se sono state concluse operazioni "rimodulate" successivamente.
  • Le censure che richiedono rivalutazione di elementi di fatto (qualità delle prove, valutazione indiziaria, valutazione della consapevolezza della società) sono difficilmente accolte in sede di legittimità; tali questioni vanno affrontate e motivate in sede di merito.
  • La convalida di un contratto annullabile richiede, di regola, una manifestazione di volontà idonea e informata; tuttavia, in concreto, possono sussistere forme di convalida tacita o atti che, valutati complessivamente, producono effetto sanante.

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