R.R. Emilia-Romagna 1/2021
REGOLAMENTO REGIONALE IN MATERIA DI ACCESSO ALL'IMPIEGO REGIONALE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeRegolamento della Regione Emilia-Romagna che disciplina reclutamento e concorsi per l’impiego regionale a tempo indeterminato, incluse commissioni, bandi, riserve, graduatorie e altre forme di accesso. Si applica alla Regione e agli enti del sistema regionale indicati dalla L.R. 43/2001. Abroga il regolamento regionale n. 3/2015.
Accesso all'impiego regionale in Emilia-Romagna
Regolamento regionale in materia di accesso all'impiego regionale
Il regolamento disciplina, per la Regione Emilia-Romagna e per gli enti ricompresi nell’ambito applicativo richiamato dalla L.R. 43/2001, le regole di accesso all’impiego regionale a tempo indeterminato, anche dirigenziale. Definisce procedure di reclutamento, requisiti, commissioni esaminatrici, bandi, prove, graduatorie e forme speciali di assunzione.
Ambito di applicazione e procedure di accesso
La disciplina riguarda la copertura di posti vacanti e programmati negli organici regionali e degli enti interessati. Le modalità di accesso previste sono:
- concorso pubblico, anche nella forma del corso-concorso, con eventuale riserva di posti per il personale interno entro il limite del 50%;
- avviamento dagli iscritti alle liste di collocamento per qualifiche con solo obbligo scolastico;
- assunzioni riservate a categorie protette;
- mobilità da altre amministrazioni pubbliche;
- chiamata diretta nei soli casi e limiti consentiti dalla legge.
Le procedure devono garantire imparzialità, trasparenza, semplificazione, economicità, celerità, uso di sistemi automatizzati, criteri oggettivi di valutazione e pari opportunità tra uomini e donne. Per l’area non dirigenziale l’accesso comporta l’inquadramento nella posizione economica iniziale dei profili delle categorie B, C e D; per la Regione, l’accesso alla categoria B avviene nella posizione economica iniziale B3.
Requisiti generali e requisiti specifici di accesso
Per l’accesso sono richiesti, in via generale:
- godimento dei diritti civili e politici;
- assenza di condanne definitive per i reati del capo I del titolo II del libro II del codice penale;
- assenza di licenziamento disciplinare da una pubblica amministrazione;
- maggiore età e assenza del limite per il collocamento a riposo d’ufficio;
- idoneità fisica;
- titolo di studio adeguato alla categoria.
I titoli richiesti sono:
- categoria B, profilo B3: scuola dell’obbligo ed eventuale requisito professionale;
- categoria C: diploma di maturità;
- categoria D: laurea almeno triennale ed eventuale abilitazione professionale.
Per i posti dirigenziali è richiesta la cittadinanza italiana. I cittadini non italiani devono possedere anche diritti civili e politici negli Stati di appartenenza o provenienza, adeguata conoscenza della lingua italiana e, per i cittadini extra UE, regolare soggiorno in Italia. I titoli esteri richiedono il relativo provvedimento di riconoscimento. Il bando può introdurre ulteriori requisiti in relazione alla professionalità richiesta. I requisiti devono sussistere alla scadenza della domanda e permanere fino all’assunzione, salvo termini diversi fissati per riconoscimento titoli e soggiorno.
Programmazione dei concorsi e riserva interna
La Giunta regionale, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, approva il piano delle procedure concorsuali insieme alla programmazione del fabbisogno di personale. Nel pubblico concorso può essere riservata al personale regionale fino al 50% dei posti, purché il personale sia in possesso dei requisiti per l’accesso dall’esterno e abbia almeno due anni di anzianità nella categoria immediatamente inferiore. La riserva non opera nei concorsi per un solo posto.
Tipologie di concorso e contenuti delle prove
Le procedure per categorie B, C e D possono svolgersi per esami, per titoli, per titoli ed esami o tramite corso-concorso. Per la qualifica dirigenziale sono previste procedure per esami, per titoli ed esami o corso-concorso.
Le prove possono consistere in:
- prova scritta teorica o pratico-attitudinale, anche in forma di test o quesiti, anche con strumenti informatici;
- prova tecnica o pratico-attitudinale;
- prova orale o colloquio.
Per categorie C, D e dirigenza è previsto anche l’accertamento di competenze digitali e di almeno una lingua straniera. Sono ammesse preselezioni e la valorizzazione delle esperienze lavorative e formative maturate presso l’Ente. Il corso-concorso consiste nell’ammissione a un percorso formativo con esame finale e ulteriori prove o valutazioni.
Requisiti e limiti per l’accesso alla dirigenza
L’accesso alla qualifica dirigenziale richiede, oltre ai requisiti generali, cittadinanza italiana, laurea vecchio ordinamento o laurea specialistica/magistrale e cinque anni di esperienza professionale in amministrazioni pubbliche in categorie per cui è richiesto il diploma di laurea. I bandi possono assimilare esperienze almeno quinquennali svolte presso enti di diritto pubblico o aziende pubbliche/private.
Per gli incarichi dirigenziali e di vertice sono richiamati i divieti di inconferibilità e incompatibilità del d.lgs. 39/2013, che devono essere espressamente previsti come requisiti nei bandi interessati.
Commissioni esaminatrici: composizione, nomina e incompatibilità
Le commissioni sono composte da esperti di comprovata competenza, eventualmente integrati da esperti in lingua straniera, informatica o materie speciali. Devono rispettare la parità di genere, salvo motivata impossibilità. Non possono farne parte né svolgere la segreteria soggetti condannati, anche non definitivamente, per i reati indicati nel codice penale.
La nomina spetta al Direttore generale competente in materia di personale, su proposta del responsabile del servizio competente. Possono essere nominati dipendenti pubblici, compresi quelli regionali e i pensionati da non più di quattro anni, oppure soggetti esterni. Il presidente è scelto tra dirigenti pubblici o docenti universitari, anche in quiescenza da non più di quattro anni. Il segretario è di norma un dipendente dell’Ente. È possibile la nomina di membri aggiunti ed esperti esterni per materie specifiche.
Sono previste rigorose cause di incompatibilità, tra cui rapporti di parentela, coniugio o convivenza con candidati o commissari, grave inimicizia e altre situazioni di convenienza. L’intervenuta incompatibilità comporta dimissioni e sostituzione. Causa di decadenza sono, tra le altre, assenze ingiustificate, sospensioni dal servizio, mancato rispetto dei doveri, incompatibilità sopravvenute e condanne per i reati indicati.
Funzionamento della commissione e vigilanza
La commissione opera come organo collegiale perfetto, con presenza contestuale di tutti i componenti, anche in videoconferenza se sono garantite identificazione, sicurezza e partecipazione in tempo reale. Le decisioni sono assunte a maggioranza assoluta e non sono ammesse astensioni. Ogni seduta va verbalizzata; in caso di rifiuto alla sottoscrizione si dà atto nel verbale.
Sono previste sottocommissioni, con graduatoria finale unica, e comitati di vigilanza nei casi di prove svolte in più sedi o a distanza. I comitati possono assistere la commissione anche nel controllo delle prove telematiche.
Compensi e rimborsi spese dei componenti
La Giunta regionale disciplina i compensi nel rispetto dei criteri nazionali, tenendo conto di:
- compenso base legato alla categoria o qualifica e al numero dei candidati;
- compenso per candidato correlato a categoria, numero di esaminati e complessità/automazione della procedura.
Sono previsti criteri decrescenti per il compenso unitario all’aumentare dei candidati. Ai membri esperti aggiunti spetta anche una quota pari a un terzo del compenso base. È riconosciuto il rimborso di viaggio, vitto e alloggio secondo le regole dei dirigenti regionali. Ai dipendenti regionali non spettano compensi per le sedute svolte in orario di lavoro.
Bando, domanda, termini e pubblicità
Il bando deve indicare in modo completo tipo di selezione, posti, profilo, riserve, requisiti, prove, punteggi, titoli, commissione, domanda, ausili, riconoscimento titoli esteri, preferenze, graduatoria, controlli, modalità di comunicazione, responsabile del procedimento, trattamento economico, parità di genere, tassa d’iscrizione e ogni altra informazione utile.
Le procedure sono pubblicizzate nel BURERT, sui siti internet e intranet dell’Ente e sulla Gazzetta Ufficiale, anche per estratto; possono essere previste ulteriori forme di pubblicità.
La domanda è telematica e il termine non può essere inferiore a 15 giorni dalla pubblicazione dell’estratto in Gazzetta Ufficiale. Le domande presentate con modalità diverse sono irricevibili, salvo impossibilità di utilizzare la modalità telematica prevista dal bando. È ammessa la proroga o la riapertura del termine se le domande sono meno del triplo dei posti messi a concorso.
Ammissione, preselezione e durata del procedimento
L’ammissione può avvenire con riserva, verificando i requisiti completi solo sui candidati che superano la fase iniziale. Le domande parzialmente carenti possono essere integrate entro il termine fissato; è escluso chi non integra o manifesta l’assenza di un requisito essenziale.
Le procedure devono concludersi con l’approvazione della graduatoria finale entro:
- 6 mesi per concorsi pubblici delle categorie C e D e per l’area dirigenziale;
- 2 mesi per i concorsi della categoria B.
Il termine decorre dalla prima prova, dalla preselezione, dall’insediamento della commissione nei soli titoli, o dalla prova di ammissione al corso-concorso; può essere prorogato motivatamente.
Svolgimento delle prove e valutazione
La commissione definisce i criteri di valutazione prima delle prove. Le prove scritte prevedono la formulazione di almeno una terna di tracce o quesiti sorteggiata da un candidato. Le prove tecniche o pratico-attitudinali devono garantire pari condizioni materiali; le prove orali si svolgono di regola in locali aperti al pubblico, ma possono svolgersi anche a distanza in modalità telematica.
Per il candidato con disabilità che ne faccia richiesta devono essere predisposti ausili, presidi logistici ed eventuali tempi aggiuntivi. La commissione stabilisce il punteggio minimo per ciascuna prova; nei test a risposta multipla sono ammesse correzioni automatizzate.
I titoli culturali e professionali possono essere valutati, ma il punteggio massimo per i titoli non può superare quello massimo delle prove. È possibile attribuire punteggi specifici a particolari esperienze professionali svolte presso l’Ente per almeno tre anni, non oltre gli ultimi dieci; il servizio civile volontario e il servizio militare possono essere valutati come servizio presso pubbliche amministrazioni se attinenti.
Graduatoria, riserve, preferenze e assunzione
La commissione formula la graduatoria finale di merito, che viene verificata dal responsabile del procedimento e approvata dal responsabile competente in materia di reclutamento. In caso di parità di punteggio si applica la preferenza della minore età anagrafica. Sono applicate anche le riserve di legge e quella per il personale interno, secondo i limiti previsti.
La graduatoria è pubblicata sul BURERT e sul sito internet dell’Ente e ha valore di notifica. Ha validità di due anni dalla data di approvazione. I vincitori sono convocati per l’assunzione e devono dichiarare nuovamente il possesso dei requisiti generali e sottoscrivere il contratto individuale di lavoro.
Forme semplificate e reclutamenti speciali
Le prove possono essere svolte con modalità semplificate, anche a distanza, mediante sistemi informatici e telematici, con erogazione e correzione informatizzate. Il bando o gli avvisi devono indicare le regole tecniche di partecipazione e può essere previsto il supporto di soggetti esterni specializzati, anche per riconoscimento dei candidati, somministrazione delle prove e vigilanza.
Per l’avviamento dagli iscritti alle liste di collocamento, l’Ente richiede l’avviamento all’ufficio competente indicando titolo di studio, requisiti, categoria, sede e posti riservati. I candidati sono convocati entro 20 giorni dalla comunicazione di avviamento; l’esito va comunicato entro 5 giorni dalla sottoscrizione del contratto.
Per le assunzioni obbligatorie dei soggetti disabili l’accesso avviene tramite graduatorie o convenzioni; nelle ipotesi di avviamento le prove devono svolgersi entro 45 giorni. Per il personale disabile l’idoneità fisica e la permanenza dello stato di invalidità sono accertate dalla commissione medica competente. La Giunta disciplina con propria delibera le assunzioni riservate ai disabili e agli altri soggetti riservatari.
Contratti di formazione e lavoro e concorsi unici
Le regole del regolamento si applicano anche alle selezioni per contratti di formazione e lavoro. Il contratto può essere trasformato in tempo indeterminato se vi è programmazione di fabbisogni analoghi, esito positivo del percorso formativo e valutazione positiva del responsabile della struttura; in tal caso non si svolge il periodo di prova.
La Giunta può disciplinare con convenzione i concorsi unici tra Regione, enti del sistema regionale e altre pubbliche amministrazioni, definendo responsabilità del bando e del procedimento, oneri, assegnazione di vincitori e idonei e durata della convenzione.
Controlli finali e abrogazione
Le dichiarazioni sostitutive rese dai candidati hanno la validità prevista dalla legge. Dopo l’approvazione della graduatoria l’Amministrazione effettua controlli sulla veridicità delle dichiarazioni; in caso di falsità il candidato decade dai benefici ottenuti, ferma restando la responsabilità penale.
Il regolamento abroga il regolamento regionale n. 3 del 2015 in materia di accesso all’impiego regionale.
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