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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24629/2021 del 13/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della decisione che aveva escluso la dichiarazione di fallimento della "supersocietà di fatto" (s.d.f.) costituita tra Minerva s.r.l. e Ciarrocchi Costruzioni e, conseguentemente, l'estensione del fallimento ai soci illimitatamente responsabili. Il ricorrente deduceva violazioni dell'art. 147 legge fall., sostenendo che l'accertamento dell'esistenza della società di fatto implicasse la dichiarazione (anche implicita) del suo fallimento e che, trattandosi di una s.d.f. composta da soli due soci, l'insolvenza accertata per uno dovesse ritenersi comune. Denunciava poi vizi motivazionali (omessa valutazione di parentela, sedi operative coincidenti, confusione patrimoniale) e richiedeva alla Corte territoriale di decidere anche nel merito sull'istanza di fallimento della Ciarrocchi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha affermato che l'accertamento dell'esistenza di una supersocietà di fatto non equivale a dichiarazione del suo fallimento: il fallimento della s.d.f. è autonomo e richiede una dichiarazione specifica e la prova dell'insolvenza della s.d.f., non sostituibile dall'insolvenza del singolo socio già fallito. I primi quattro motivi, riguardanti la presunta implicità della dichiarazione di fallimento e la motivazione, sono stati ritenuti infondati; il quinto motivo, sulla devoluzione del reclamo, è stato dichiarato inammissibile. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio: liquidate in complessivi € 5.200,00 oltre spese forfettarie e accessori di legge; in più è stata rilevata la sussistenza dei presupposti per gli oneri previsti dal d.p.r. n.115/2002, art.13, comma 1-quater.

Norme richiamate

  • art. 147 legge fall.

    Distinzione tra comma 4 (fallimento dipendente dei soci occulti illimitatamente responsabili quando l'impresa è già stata dichiarata fallita) e comma 5 (caso della "supersocietà di fatto" che costituisce un soggetto nuovo il cui fallimento è autonomo). La Corte ha stabilito che l'accertamento dell'esistenza della s.d.f. non implica una dichiarazione implicita del suo fallimento e che l'insolvenza della s.d.f. deve essere accertata separatamente

  • art. 18 legge fall. (reclamo)

    Richiamata dal ricorrente come base per una devoluzione piena al giudice d'appello; la Corte ha ritenuto però che il reclamo non fosse stato specificamente inteso a devolvere l'accertamento della s.d.f. e, comunque, che la questione decisiva (omesso accertamento dell'insolvenza della s.d.f.) non fosse stata risolta a favore del ricorrente

  • artt. 112, 115, 116, 132 n.4 cod. proc. civ.

    Norme processuali invocate rispetto a motivazione e correzione di vizi decisionali; la Corte ha ritenuto che gli argomenti processuali non consentissero di affermare l'implicita dichiarazione di fallimento della s.d.f. né di sovvertire la necessità dell'accertamento dell'insolvenza della società di fatto

  • artt. 2727 - 2729 cod. civ.

    Norme richiamate in relazione a onere della prova e presunzioni; comunque la Corte ha ritenuto che le deduzioni del ricorrente non producessero una presunzione sufficiente dell'insolvenza autonoma della s.d.f. tale da sostituire una specifica dichiarazione di fallimento

  • art. 111 comma 6 Cost.

    Richiamato in relazione al diritto alla motivazione; la Corte ha valutato la motivazione del giudice di merito e l'ha ritenuta insufficiente a provare l'insolvenza della s.d.f., confermando la necessità di un accertamento motivato

  • d.p.r. n. 115 del 2002, art. 13 comma 1-quater

    Richiamato in ordine ai presupposti per il versamento di somme a carico della parte ricorrente; la Corte ha dato atto che sussistono i presupposti per l'applicazione della norma

Massime di principio

  • L'accertamento dell'esistenza di una "supersocietà di fatto" non equivale né sostituisce la dichiarazione di fallimento di quella società: il fallimento della s.d.f. è un procedimento autonomo che richiede una specifica dichiarazione giudiziale
  • L'insolvenza del singolo socio già dichiarato fallito non comporta automaticamente l'insolvenza della supersocietà di fatto; quest'ultima richiede prova e motivazione specifica della propria insolvenza
  • La disciplina dell'art. 147 legge fall. distingue chiaramente tra i casi di soci occulti illimitatamente responsabili (comma 4) e la scoperta successiva di una supersocietà di fatto (comma 5); occorre applicare la fattispecie corretta in base alla struttura dell'organizzazione imprenditoriale
  • In processi di reclamo ex art. 18 legge fall. la corte d'appello decide entro i limiti della devoluzione esercitata: è necessario specificare quali profili si intende devolvere; l'omessa devoluzione o la carenza di specificità può rendere inammissibile la censura
  • Fatti quali parentela dei soci, sede comune o confusione patrimoniale sono elementi rilevanti ma non bastano da soli a dichiarare il fallimento della s.d.f.: occorre che siano valutati e correlati a una prova dell'insolvenza autonoma della società di fatto

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