L.R. Emilia-Romagna 19/2018
PROMOZIONE DELLA SALUTE, DEL BENESSERE DELLA PERSONA E DELLA COMUNITÀ E PREVENZIONE PRIMARIA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce in Emilia-Romagna un sistema regionale universalistico per promozione della salute e prevenzione primaria, con Strategia triennale, Piano regionale della prevenzione, rete territoriale e accordi di comunità. Disciplina azioni in scuole, lavoro, ospedali, alimentazione, attività motoria, cardioprotezione, dipendenze e salute mentale. Vigore dal 1° gennaio 2019; abroga la l.r. 18/2007 sui defibrillatori, salvo progetti in corso.
Promozione della salute, del benessere e della prevenzione primaria in Emilia-Romagna
Promozione della salute e prevenzione primaria in Emilia-Romagna
La legge istituisce e regola un sistema regionale per la promozione della salute della persona e della comunità e per la prevenzione primaria, fondato su un approccio universalistico, equo e multisettoriale. L’intervento è circoscritto al territorio dell’Emilia-Romagna e si inserisce nella cornice delle competenze regionali in materia sanitaria e dei LEA.
Finalità, principi e definizioni
Il provvedimento mira a sostenere politiche orientate a migliorare la salute fisica e psichica, ridurre i bisogni di cura, favorire l’invecchiamento sano e contrastare le malattie prevenibili. Assume come riferimento la promozione della salute in tutte le politiche, l’equità, la partecipazione attiva di cittadini e soggetti pubblici e privati, la medicina di iniziativa, la sanità pubblica ecologica, l’empowerment e l’uso di strategie basate su evidenze scientifiche.
Ai fini della legge vengono definite, tra le altre, le nozioni di promozione della salute, prevenzione primaria, prevenzione secondaria/terziaria/quaternaria, determinanti di salute, empowerment, investimenti per la salute, responsabilità sociale per la salute, infrastruttura per la promozione della salute, accordi operativi per la salute di comunità, ambienti organizzativi per la salute, medicina di iniziativa, attività motoria adattata ed educazione alla salute.
Ambito di intervento e programmazione integrata
L’ambito della legge è la promozione della salute e la prevenzione primaria, con coordinamento anche delle politiche che incidono sulla salute. La Regione dispone che la programmazione dei diversi settori regionali tenga conto degli obiettivi di salute, in una logica unitaria e trasversale.
Gli ambiti settoriali coinvolti comprendono, tra gli altri, sanità, welfare, alimentazione, agricoltura, ambiente, protezione civile, territorio, mobilità, lavoro, istruzione, formazione, cultura, parità di genere, sicurezza e legalità, sviluppo economico, sport e politiche giovanili.
Governance regionale: Tavolo multisettoriale, rete e accordi di comunità
La Giunta istituisce entro 180 giorni dall’entrata in vigore un Tavolo multisettoriale di coordinamento, presieduto dal Presidente della Regione o da un delegato, con rappresentanti delle direzioni generali regionali, dell’ARPAE e di altre agenzie o istituti regionali. Il Tavolo coordina le politiche di settore, supporta la Strategia regionale e ne monitora l’attuazione, senza compensi o rimborsi per i partecipanti.
È inoltre istituita la Rete regionale per la promozione della salute e la prevenzione, aperta a enti locali, scuole, università e altri soggetti pubblici o privati idonei a contribuire alle azioni di salute. L’adesione avviene tramite registrazione su piattaforma regionale. Nell’ambito della Rete possono essere stipulati “Accordi operativi per la salute di comunità” a livello locale e regionale, per definire obiettivi comuni, condividere competenze e organizzare iniziative coordinate. A livello locale i contenuti degli accordi sono definiti dai comitati di distretto, con supporto tecnico degli uffici di piano e dei dipartimenti di sanità pubblica.
Strategia regionale e Piano regionale della prevenzione
La Strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione è l’atto di coordinamento delle politiche regionali e definisce priorità, azioni strategiche e integrazione con le misure di prevenzione secondaria, terziaria e quaternaria del sistema sanitario. È adottata dalla Giunta, di norma ogni tre anni, sentito il Tavolo multisettoriale e con il coinvolgimento della Rete regionale e delle conferenze territoriali sociali e sanitarie; poi è sottoposta all’Assemblea legislativa per l’approvazione.
Il Piano regionale della prevenzione è approvato dalla Giunta, previo parere della commissione assembleare competente e dopo consultazioni con enti locali, conferenze territoriali e soggetti della Rete. Il Piano attua il Piano nazionale della prevenzione e la Strategia regionale, individuando priorità di intervento, azioni, responsabilità operative, target, indicatori di risultato e eventuali riprogrammazioni. Le sue previsioni sono recepite nei Piani attuativi locali, nei Piani di zona e negli obiettivi di mandato delle direzioni generali delle aziende sanitarie.
Per attuare Strategia e Piano, la Regione può concedere contributi ai soggetti aderenti alla Rete o agli accordi di comunità, secondo criteri e modalità definiti dalla Giunta.
Ruolo di medicina generale, ospedali, scuola e lavoro
La legge valorizza il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, i nuclei di cure primarie e le case della salute come strumenti della medicina di iniziativa e della prevenzione. Essi possono contribuire all’individuazione dei bisogni di salute della comunità e al monitoraggio degli interventi.
Il sistema ospedaliero e dei servizi sanitari è considerato ambiente organizzativo fondamentale per diffondere la cultura della prevenzione, migliorare la collaborazione con enti locali e soggetti della rete e rafforzare la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.
Nel sistema scolastico, formativo e universitario la Regione promuove iniziative educative e informative, anche tramite protocolli d’intesa o accordi operativi, con priorità a stili di vita sani, alimentazione, attività motoria, contrasto a tabagismo, alcol e sostanze psicoattive, dipendenze e cyberdipendenze, cyberbullismo, educazione all’affettività e sessualità, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e primo soccorso. È istituito un Tavolo regionale permanente per l’educazione alla salute e alla prevenzione nel sistema educativo e formativo.
Nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, la Regione individua ambienti organizzativi per la salute e promuove progetti di informazione, educazione e coinvolgimento, con attenzione a invecchiamento attivo al lavoro, prevenzione del mobbing, disagio lavorativo e stress lavoro-correlato. È valorizzata la collaborazione con i servizi di prevenzione e sicurezza delle AUSL, con l’INAIL e con il medico competente.
Azioni prioritarie e ambiti specifici di prevenzione
La legge individua una serie di aree prioritarie di intervento, tutte da attuare in coerenza con Strategia e Piano regionale della prevenzione.
Cardioprotezione e defibrillatori
La Regione assume l’obiettivo di rendere cardioprotetto l’intero territorio regionale. Promuove la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni, la mappatura permanente dei dispositivi, la consultabilità in tempo reale della rete di defibrillazione e la formazione continua degli operatori laici al BLSD, con accreditamento dei centri di formazione. È prevista anche la diffusione dei DAE nei condomini.
Attività motoria e sport
La Regione sostiene l’attività motoria e la pratica sportiva come strumenti essenziali di salute. Favorisce soggetti sportivi, enti di promozione, CONI, CIP, federazioni e discipline associate, istituzioni scolastiche e soggetti della Rete regionale o gestori di palestre che promuovono salute. Le aziende sanitarie promuovono la prescrizione dell’esercizio fisico e dell’attività motoria adattata, anche per patologie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche, muscolo-scheletriche, diabetologiche, metaboliche e per soggetti trapiantati.
Alimentazione sana e sicura
La Regione valorizza l’alimentazione sana, sicura ed equilibrata, i servizi veterinari e di igiene degli alimenti e della nutrizione e la collaborazione lungo l’intera filiera agroalimentare. Sostiene interventi di sensibilizzazione ed educazione alimentare, anche in raccordo con accordi di comunità e con le norme regionali su sicurezza alimentare ed educazione ai consumi. Particolare attenzione è rivolta ai soggetti più esposti a disuguaglianze economiche e sociali.
Diabete dell’adulto
Sono promossi stili di vita utili a prevenire il diabete di tipo 2, la medicina di iniziativa, l’informazione alla popolazione e l’educazione terapeutica per le persone con diabete, con coinvolgimento delle associazioni dei pazienti.
Dipendenze da alcol e sostanze, gioco d’azzardo, nuove tecnologie
La Regione promuove azioni di contrasto alle dipendenze da alcol, droghe e sostanze psicotrope, specie tra i giovani, tramite studi, osservatori, centri di ascolto, servizi territoriali e collaborazione interistituzionale con i soggetti preposti ai controlli e alla pubblica sicurezza. Sono previsti anche interventi contro le dipendenze legate alle nuove tecnologie, il cyberbullismo e le cyberdipendenze, integrati con le misure contro il gioco d’azzardo patologico.
Sicurezza del bambino e della bambina
La Regione promuove informazione e formazione su rischi e incidenti dell’età pediatrica, con particolare attenzione a genitori, operatori delle comunità infantili, centri per le famiglie e consultori. Tra i contenuti rilevanti figurano le manovre di disostruzione delle vie aeree, il primo soccorso, la prevenzione dei traumi stradali e degli incidenti domestici. La Giunta deve predisporre linee guida per la formazione al primo soccorso pediatrico.
Benessere psicofisico e salute mentale
La Regione promuove azioni per il benessere psicofisico e la salute mentale, intervenendo sui determinanti di rischio e protezione, con misure universalistiche e selettive. Sono previste attività di identificazione precoce di preadolescenti, adolescenti e giovani a rischio di disagio mentale, con raccordo con scuola e famiglie, e interventi per resilienza, empowerment, medicina di genere e ambienti di vita supportivi.
Ambito oncologico
La Regione promuove interventi di prevenzione dei rischi comportamentali, ambientali e genetici connessi alle patologie oncologiche, anche sulla base delle informazioni del Registro tumori. Le azioni comprendono contrasto al fumo, informazione sull’alcol, protezione dai rischi ambientali e dalla radiazione UV, promozione delle vaccinazioni, sperimentazioni innovative e sviluppo di studi, screening e osservatori, con attenzione alle differenze di genere.
Comunicazione sociale, formazione diffusa e partecipazione
La Regione sostiene iniziative di comunicazione sociale e formazione diffusa rivolte a tutta la popolazione, in particolare alle fasce a maggior rischio di esclusione, anche tramite i soggetti della Rete regionale. Sono promossi pacchetti e format di informazione e formazione integrabili nell’offerta scolastica, formativa ed educativa, privilegiando coeducazione tra pari, empowerment e approcci motivazionali sugli stili di vita.
Monitoraggio, valutazione e rendicontazione
La Regione assicura il monitoraggio e la valutazione del sistema regionale, della Strategia e del Piano, considerando obiettivi, copertura dei target e impatti sulla popolazione e sui determinanti di salute. Devono essere definiti indicatori, dati da raccogliere, modalità di rilevazione, report e open data accessibili.
Gli enti locali e i soggetti della Rete sono tenuti a collaborare alla raccolta dati e ai flussi informativi. La Regione promuove l’uso di banche dati condivise, big data e accessibilità dei dati statistici, nei limiti della normativa sulla protezione dei dati personali. È prevista una funzione di Osservatorio permanente per l’analisi economica e progettuale delle politiche di prevenzione, con possibile supporto tecnico anche nelle valutazioni di impatto ambientale quando si debba stimare l’effetto sulla salute.
La Regione promuove inoltre strumenti di bilancio sociale e sostenibilità per gli attuatori delle misure.
Controllo consiliare e valutazione partecipata
L’Assemblea legislativa esercita il controllo sull’attuazione della legge e sui risultati ottenuti. La Giunta deve presentare una relazione triennale alle commissioni competenti, con una prima relazione di sintesi in fase iniziale. La valutazione è supportata dal Tavolo multisettoriale e dall’Osservatorio permanente e può coinvolgere cittadini e soggetti della Rete regionale.
Disposizioni finanziarie, abrogazioni ed entrata in vigore
Per il triennio 2019-2021 gli oneri sono quantificati in 3,5 milioni di euro annui, a carico delle risorse del bilancio regionale destinate alla tutela della salute; la Giunta integra la quota di finanziamento del livello di assistenza “Prevenzione collettiva e sanità pubblica” e può disporre le variazioni di bilancio necessarie. Per gli esercizi successivi al 2021 la copertura avviene entro le autorizzazioni di spesa disposte annualmente con la legge di bilancio; concorrono anche eventuali risorse vincolate del fondo sanitario nazionale.
È abrogata la legge regionale n. 18 del 2007 sui defibrillatori semiautomatici, ma restano applicabili le relative disposizioni per i progetti e programmi in corso e non conclusi alla data di entrata in vigore della nuova legge. La legge entra in vigore il 1° gennaio 2019.
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