Cassazione Penale, Sentenza n. 14912/2024 del 11/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava: 1) l'erronea qualificazione del furto come consumato anziché tentato, sostenendo che la sottrazione era avvenuta sotto la vigilanza di un collaboratore del centro sportivo (Suarez) addetto a prevenire furti; 2) la violazione di legge e vizi di motivazione circa i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, per aver fondato la decisione su deposizioni ottenute tramite domande "suggestive" poste dal giudice all'operante, compromettendo la genuinità della prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha confermato che il furto è stato consumato: il giudice di merito ha correttamente rilevato che Suarez era un collaboratore informale non incaricato ufficialmente della vigilanza dal titolare del bene, quindi la presenza di tale soggetto non impediva l'impossessamento della cosa. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché proposta in parte per la prima volta in Cassazione e, comunque, infondata: le eventuali domande suggestive non comportano nullità della deposizione e rilevano soltanto sul piano della valutazione della prova; l'eccezione andava sollevata nei precedenti gradi (ex art. 504 c.p.p.) e la deposizione in questione era predibattimentale (convalida) resa in sede di rito abbreviato e quindi utilizzabile.
Norme richiamate
Sez. U. Prevete
Sez. U, n. 52117 del 17/07/2014, Prevete, Rv. 261186
Ha definito i casi in cui l'intervento difensivo può far qualificare il furto come tentato: occorre vigilanza continua da parte di soggetto che abbia rapporto qualificato con la cosa o specifico dovere giuridico di prevenire la consumazione (titolare, incaricato della sorveglianza, forze dell'ordine).
art. 504 c.p.p.
Prevede l'eccezione di suggestione da sollevare davanti al giudice che riceve la prova; la Corte ricorda che l'opposizione deve essere formulata nei gradi di merito e non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione.
art. 606 comma 1 lett. c) c.p.p.
Limita i motivi di ricorso per cassazione alla violazione di norme processuali che comportino nullità o inutilizzabilità; la Corte ha escluso che la presunta suggestione delle domande costituisca una violazione rilevante ai sensi di questa disposizione.
art. 499 comma 3 c.p.p.
La norma non prevede sanzioni di nullità o inutilizzabilità per la violazione del divieto di porre domande suggestive; tale violazione incide sulla valutazione della prova e non sull'automatica nullità della deposizione.
art. 178 c.p.p.
La Corte ha escluso che si possa desumere da tale articolo una sanzione di nullità per domande suggestive in sede di esame testimoniale; la valutazione resta di merito.
Giurisprudenza su inammissibilità di novità in Cassazione
Sez. 2, n. 19411 del 12/03/2019, Furlan, Rv. 276062 e altri richiamati
È consolidato l'orientamento che esclude la proponibilità in Cassazione di questioni nuove non dedotte in sede d'appello o non devolute alla cognizione del giudice d'appello.
Massime di principio
- La qualificazione del furto come tentato richiede che chi osti all'impossessamento abbia un rapporto giuridico o un incarico di vigilanza sul bene (titolare, incaricato ufficiale, forze dell'ordine); la mera presenza di un "collaboratore" non incaricato non basta a degradare il fatto a tentativo.
- Le censure su modalità di assunzione della prova (es. domande suggestive) devono essere tempestivamente sollevate nei gradi di merito (art. 504 c.p.p.); sollevare per la prima volta in Cassazione questioni non devolute al giudice d'appello rende il motivo inammissibile.
- La violazione del divieto di porre domande suggestive incide sulla valutazione della genuinità e del peso probatorio della deposizione, ma non determina automaticamente nullità o inutilizzabilità della testimonianza: occorre dimostrare che l'influenza ha contaminato l'intera dichiarazione.
- Le deposizioni predibattimentali richieste in udienza di convalida possono essere utilizzate nel rito abbreviato; le regole dell'esame e controesame tipiche del dibattimento non si applicano a quelle fasi predibattimentali.
- In appello e in Cassazione la Corte valuta più la correttezza della motivazione e la devoluzione delle questioni che non una completa riconsiderazione del merito probatorio; contestazioni di valutazione probatoria richiedono argomentazione specifica per superare la valutazione dei giudici di merito.
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