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Sentenza

Sentenza del 21/01/2021 n. 1153 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

A seguito di verifica contabile l'Agenzia aveva recuperato a tassazione per il 2006 l'importo di Euro 400.000 accantonato a titolo di trattamento di fine mandato (t.f.m.) dell'amministratore, ritenendolo non deducibile ai fini IRES. La società impugnava l'avviso sostenendo la legittima deducibilità per competenza delle somme accantonate; le commissioni di merito le avevano dato ragione. L'Agenzia proponeva ricorso per cassazione articolato su due motivi: (i) deducibilità per competenza ammessa solo nei limiti previsti dal codice civile per il t.f.r. (compenso annuo diviso per 13,5); (ii) violazione del principio di competenza perché l'accantonamento di Euro 400.000 era stato deliberato il 16/06/2006 in favore di un rapporto iniziato nel 1994 e il compenso annuo era solo Euro 20.000, quindi la quota dedotta era di entità superiore a quanto effettivamente maturato nell'esercizio.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il secondo motivo (assorbendo il primo), affermando che la deducibilità per competenza delle quote accantonate a titolo di t.f.m. per amministratori è subordinata all'esistenza di un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto che determini il diritto e il quantum. Poiché l'accantonamento fu deliberato nel 2006 per un rapporto iniziato nel 1994, mancavano i presupposti per la deducibilità per competenza e si doveva applicare il principio di cassa: la quota è deducibile solo nell'esercizio di effettivo pagamento. Di conseguenza la Corte cassava la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigettava l'originario ricorso della società. Furono compensate tra le parti le spese dei gradi di merito; la s.r.l. fu condannata a pagare all'Agenzia delle Entrate le spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 10.300 oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) - articolo 50, comma 1, lettera c-bis)

    Classifica le somme relative agli uffici di amministratore come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, richiamando la disciplina fiscale applicabile alle indennità di fine rapporto.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) - articolo 105, commi 1 e 4

    Stabilisce che gli accantonamenti ai fondi per le indennità di fine rapporto sono deducibili nei limiti delle quote maturate e estende tale regime, tramite rinvio, anche agli accantonamenti per le indennità spettanti agli amministratori purché ricorrano le condizioni previste dall'art. 17.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) - articolo 17 (ex art. 16), comma 1, lett. c)

    Richiede che il diritto all'indennità risulti da atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto e che il quantum sia determinato: requisito necessario per la deducibilità per competenza degli accantonamenti.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) - articolo 95, comma 5

    Principio di cassa applicabile ai compensi degli amministratori quando mancano i presupposti formali per la deducibilità per competenza: gli accantonamenti sono deducibili nell'esercizio in cui sono corrisposti.

  • Codice Civile - articolo 2120

    Norma relativa al trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti; invocata dall'Agenzia per sostenere limiti quantitativi analoghi nell'ipotesi di deducibilità del t.f.m. degli amministratori.

  • Codice di Procedura Civile - articolo 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3 e 4)

    Richiamato come base dei motivi di cassazione per violazione di norme di legge e per vizio di motivazione.

  • Codice di Procedura Civile - articolo 91 c.p.c.

    Principio di soccombenza e riparto delle spese processuali, qui applicato per motivare la compensazione delle spese nei gradi di merito.

  • Decreto Ministeriale n. 55 del 2014

    Richiamato per i parametri di liquidazione delle spese di giudizio nella fase di legittimità.

Massime di principio

  • Per dedurre per competenza gli accantonamenti a titolo di trattamento di fine mandato degli amministratori è necessario che il diritto sia previsto da atto scritto con data certa anteriore all'accettazione della carica e che il quantum sia determinato; in assenza di ciò prevale il principio di cassa (deducibilità quando l'indennità è effettivamente corrisposta).
  • Un'accantonamento deliberato successivamente all'inizio del rapporto (anche se versato in un esercizio successivo) non legittima la deducibilità per competenza delle quote riferite ad anni precedenti: quelle somme sono deducibili solo quando pagate.
  • Se i presupposti formali sono soddisfatti la deducibilità per competenza si applica, ma possono sussistere limiti quantitativi di sintonia con le regole del t.f.r. (natura e misura devono essere coerenti con la normativa e la prassi richiamata).
  • In sede di contenzioso tributario la Corte di cassazione, quando la decisione non richiede ulteriori accertamenti di fatto, può decidere direttamente nel merito e annullare le pronunce delle corti territoriali che non hanno valutato correttamente i presupposti normativi.
  • Quando l'orientamento giurisprudenziale si consolida dopo le decisioni di merito, la Cassazione può anche disporre compensazione delle spese tra le parti nei gradi di merito per l'eccezionale evoluzione interpretativa intervenuta.

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