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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9819/2023 del 08/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva: 1) violazione di legge per difetto di correlazione tra accusa e sentenza (ossia contestazione in fatto delle aggravanti assente rispetto all'applicazione in sentenza); 2) vizio di compatibilità dell'aggravante del "nesso teleologico" (art. 61, n. 2 cod. pen.) con il delitto di rapina impropria

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondati i motivi e ha constatato che, per il protrarsi del procedimento, il reato di lesioni personali aggravate (la circostanza aggravante richiamata) si è estinto per prescrizione (fatto commesso il 05/08/2014; termine prorogato scaduto il 05/02/2022). Di conseguenza la sentenza è stata annullata senza rinvio limitatamente al reato di lesioni, eliminando la pena (1 mese di reclusione e 30 euro di multa) relativa a tale reato; la pena complessiva è stata Rideterminata in 8 mesi di reclusione e 150 euro di multa per il reato di rapina impropria, la cui condanna resta definitiva

Norme richiamate

  • art. 61, n. 2 cod. pen. (circostanza aggravante del nesso teleologico)

    La Corte esamina la compatibilità di tale aggravante con la rapina impropria: esiste un orientamento contrastante; in alcuni casi l'aggravante è ritenuta compatibile, ma la giurisprudenza recente ha affermato che, quando la violenza esercitata immediatamente dopo la sottrazione coincide con l'elemento finalistico di assicurarsi il profitto o l'impunità, l'aggravante del nesso teleologico può essere assorbita nella fattispecie per principio di specialità

  • principio della nullità per aggravante non contestata (giurisprudenza)

    Sez. 5, n. 11412 del 19/01/2021, Rv. 280748 - 01

    La giurisprudenza richiamata afferma che la sentenza che riconosce una circostanza aggravante mai contestata, neppure in fatto, è affetta da nullità assoluta rilevabile in ogni stato e grado; la sottolineatura è stata usata per mostrare che le doglianze del ricorrente non erano manifestamente infondate

  • orientamento su assorbimento dell'aggravante nella rapina impropria (giurisprudenza)

    Sez. 1, n. 33117 del 11/05/2022, Rv. 283507 - 01

    Secondo tale pronuncia, ove la violenza esercitata immediatamente dopo la sottrazione determini conseguenze rilevanti (es. morte), la circostanza aggravante del nesso teleologico può essere assorbita per coincidenza tra la modalità commissiva e l'elemento finalistico, con conseguente principio di specialità

Massime di principio

  • Se in sentenza si applica un'aggravante che non risulta contestata nell'imputazione (neanche in fatto), tale statuizione può integrare una nullità assoluta rilevabile in qualsiasi grado e può sostenere il ricorso in cassazione
  • Quando il procedimento si protrae e interviene la prescrizione per taluni reati, tali reati si estinguono e le relative pene devono essere eliminate, con conseguente ridefinizione della pena complessiva per i reati residue
  • La compatibilità dell'aggravante del "nesso teleologico" (art. 61, n. 2) con la rapina impropria non è pacifica: va valutata caso per caso; se la violenza è parte integrante e coincidente con il fine di assicurarsi il profitto o l'impunità, l'aggravante può essere assorbita dalla fattispecie per principio di specialità
  • In presenza di contestazioni riguardo alla formulazione dell'accusa (discrepanze tra atto di accusa e motivazione della sentenza), è opportuno far valere tempestivamente la violazione per ottenere l'annullamento o la correzione della statuizione
  • Calcolare con precisione le decorrenze dei termini di prescrizione (data del fatto e eventuali proroghe) è cruciale: la prescrizione può determinare l'estinzione del reato anche se la condanna è stata pronunciata in sede di merito

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