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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36314/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della cartella di pagamento n. 07120130131333085002 per euro 29.537,95 nei confronti di Cenerazzo Fioravanti quale coobbligato in qualità di socio della società estinta Fioravanti Cenerazzo Petroli s.r.l., sulla base della definitiva efficacia dell'avviso di accertamento n. RE3030300542 per l'anno 2002 (accertamento resosi definitivo per mancata riassunzione del giudizio dopo cassazione con rinvio). La questione centrale era se l'Agenzia avesse dimostrato la condizione dell'azione di regresso verso il socio, ossia la concreta distribuzione di attivo risultante dal bilancio di liquidazione a favore del socio stesso, requisito richiamato dalla CTR per ritenere sussistente la responsabilità ex art. 2495 c.c.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il giudizio estinto per intervenuta definizione agevolata ai sensi dell'art. 6 d.l. n. 119 del 2018 conv. in l. n. 136 del 2018, rilevando che il controricorrente aveva presentato domanda di definizione agevolata e pagato la prima (e unica) rata entro i termini previsti (31 maggio 2019) e che l'Agenzia non ha provato la regolare e tempestiva notifica del diniego entro il termine perentorio (31 luglio 2020). Per tale motivo la fattispecie estintiva si è perfezionata e il procedimento è estinto; le spese di giudizio restano a carico delle parti che le hanno anticipate.

Norme richiamate

  • art. 2495 cod. civ.

    Disciplina la responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali dopo l'estinzione della società; la Corte territoriale aveva ritenuto che per agire contro il socio fosse necessaria la prova della distribuzione di attivo in suo favore risultante dal bilancio di liquidazione

  • art. 65, quarto comma, d.P.R. n. 600/1973

    Norma richiamata dall'Agenzia in ordine agli obblighi tributari e alle modalità di accertamento; la Corte non ha ritenuto sufficiente la mera esistenza di un bilancio in attivo senza prova della distribuzione

  • art. 36 d.P.R. n. 602/1973

    Prevede limiti alla responsabilità dei soci relativamente a quanto ricevuto in denaro nei due periodi d'imposta precedenti la liquidazione; citata dall'Agenzia per delimitare la portata della responsabilità personale

  • artt. 2492 e 2697 cod. civ.

    Art. 2492 (attribuisce effetti della successione nei rapporti attivi e passivi) e art. 2697 (onere della prova): la disputa riguardava l'onere probatorio dell'Agenzia circa la distribuzione di attivo al socio

  • art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5 cod. proc. civ.

    Norme invocate per vizio di motivazione e falsa applicazione di norme nel ricorso per cassazione; l'Agenzia denunciava omissione di esame di fatto controverso e violazione di norme rilevanti

  • art. 6 d.l. n. 119/2018 conv. in l. n. 136/2018

    Regola la definizione agevolata delle liti fiscali pendenti: la definizione si perfeziona con la presentazione della domanda e il pagamento degli importi dovuti o della prima rata entro il termine previsto; la Corte ha applicato questa norma per dichiarare estinto il giudizio in presenza della domanda e del pagamento e dell'assenza di prova della notifica tempestiva del diniego

  • Cass. 14/06/2022, n. 19084

    Precedente richiamato in ordine agli effetti estintivi del mancato rispetto del termine per la notifica del diniego della definizione agevolata; conferma che la mancata notifica entro il termine perentorio integra la fattispecie estintiva

  • Ordinanza Corte di Cassazione n. 24878 del 26 ottobre 2011

    Atto processuale menzionato nei fatti: aveva disposto il rinvio della precedente vicenda giudiziaria, circostanza in relazione alla quale si era poi determinata la presunta definitiva efficacia dell'avviso

  • Cass. n. 10276 del 2008

    Giurisprudenza richiamata dalla CTR per sostenere che la responsabilità del socio post-liquidazione richiede la dimostrazione della concreta distribuzione di attivo in suo favore

Massime di principio

  • Se il contribuente presenta domanda di definizione agevolata delle liti fiscali e paga gli importi dovuti o la prima rata entro i termini stabiliti (31 maggio 2019 per la fattispecie qui esaminata), la definizione si perfeziona salvo prova da parte dell'Amministrazione dell'avvenuta e tempestiva notifica del diniego entro il termine perentorio; in mancanza il giudizio può estinguersi.
  • Quando si agisce nei confronti del socio per debiti della società estinta, l'Amministrazione ha l'onere di provare non solo l'esistenza di un bilancio di liquidazione in attivo, ma anche la concreta distribuzione dell'attivo al socio (condizione della responsabilità ex art. 2495 c.c.), salvo diversi elementi probatori previsti dalle norme specifiche.
  • La responsabilità personale dei soci dopo la liquidazione può essere limitata alle somme effettivamente ricevute nei periodi rilevanti (richiamo all'art. 36 DPR 602/1973); pertanto, prove documentali sulla distribuzione degli utili o delle somme ricevute dai soci sono decisive.
  • L'Amministrazione deve curare la regolarità e la prova delle notifiche (in particolare del diniego della definizione agevolata) perché la mancata prova della tempestiva notifica può determinare l'operatività della definizione e l'estinzione del contenzioso.
  • In procedure di riscossione a carico del socio coobbligato, anche quando esista un bilancio finale con attivo, il semplice dato contabile non è automaticamente idoneo a fondare l'iscrizione a ruolo: è necessaria la prova che l'attivo sia stato effettivamente distribuito al socio richiesto in regresso.

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