Cassazione Civile, Sentenza n. 5049/2022 del 16/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato revocabile, ai sensi dell'art. 67, comma 2, legge fall., la rimessa di Lire 40.000.000 accreditata alla banca su conto corrente del debitore fallito, somme derivanti dall'incameramento del corrispettivo della vendita di un certificato di deposito costituito in pegno. Il ricorrente contestava: a) l'insufficiente prova della scientia decoctionis (conoscenza dello stato di insolvenza); b) la natura ripristinatoria (non solutoria) delle rimesse alla luce di affidamenti bancari; c) l'irrevocabilità dell'incasso derivante da un pegno consolidato e, in subordine, chiedeva che, se revocata la rimessa, il creditore fosse ammesso al passivo con rango privilegiato e non in chirografo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il motivo principale volto ad escludere la revocabilità, confermando il principio che il pagamento effettuato nel periodo sospetto ex art. 67, comma 2 legge fall. è revocabile quando sia provata la scientia decoctionis del beneficiario, anche se il pagamento deriva dall'incasso della vendita di un bene gravato da pegno consolidato. Tuttavia la Corte ha affermato altresì che, a seguito di revoca, il credito derivante dalla restituzione può essere insinuato al passivo con la stessa causa di prelazione che assisteva il credito originario, nel rispetto delle regole distributive degli artt. 111, 111-bis, 111-ter e 111-quater legge fall. (quindi non necessariamente in chirografo), bilanciando la funzione redistributiva della revocatoria con la tutela del diritto di prelazione consolidato. Le spese sono compensate.
Norme richiamate
art. 67 legge fallimentare (l.fall.)
Stabilisce la revocabilità dei pagamenti effettuati nel periodo sospetto; la Corte conferma che tale disposizione comprende anche pagamenti eseguiti con i proventi della vendita di beni gravati da pegno consolidato se è dimostrata la scientia decoctionis del beneficiario
art. 70 legge fallimentare
Regola l'insinuazione al passivo del credito derivante dalla restituzione per revocatoria; la Corte interpreta la norma nel senso che il nuovo credito può mantenere la stessa causa di prelazione del credito originario
art. 53 legge fallimentare
Disciplina il regime speciale di realizzazione dei crediti garantiti da pegno/ipoeca in sede concorsuale; la Corte distingue tra realizzazione ante fallimento e le conseguenze concorsuali di pagamenti effettuati nel periodo sospetto
art. 56 legge fallimentare
Riferita dalla Corte quale disciplina della compensazione e casi di esclusione della concorsualità extraprocedimentale (es. pegno irregolare)
art. 111, 111-bis, 111-ter, 111-quater legge fallimentare
Norme sulle regole distributive e sui crediti prededucibili: la Corte dispone che il credito derivante dalla revoca deve essere soddisfatto nel rispetto di queste regole, con priorità per i crediti prededucibili e rispetto della graduazione dei privilegi
art. 2787 codice civile
Invocato dal ricorrente in tema di efficacia del pegno consolidato e dell'irrevocabilità dell'incameramento; la Corte ritiene superata la tesi dell'irrevocabilità assoluta quando operi la revocatoria fallimentare
artt. 2697, 2727, 2729 codice civile
Norme sulla prova: richiamate dal ricorrente per contestare l'accertamento della scientia decoctionis; la Corte ha ritenuto che la valutazione probatoria fosse di merito e non sindacabile in cassazione
art. 363 c.p.c.
Base giuridica per la formulazione del principio di diritto 'nell'interesse della legge' pronunciato dalla Corte
art. 378 c.p.c.
Norma processuale richiamata in relazione ad una memoria depositata; la Corte ha dichiarato inammissibile la censura formulata in tale memoria
Massime di principio
- Se il curatore prova che il beneficiario di una rimessa effettuata nel periodo sospetto era a conoscenza dello stato d'insolvenza (scientia decoctionis), il pagamento è revocabile ai sensi dell'art. 67, comma 2 l.fall., anche se il denaro proviene dalla vendita di un bene gravato da pegno consolidato
- La valutazione della scientia decoctionis è questione di merito probatorio: in sede di cassazione non sono ammissibili appelli che mirino soltanto a riconsiderare la valutazione delle prove senza vizio di diritto
- La revocatoria fallimentare ha funzione distributiva (ripristino della par condicio): l'eventus damni è considerato in re ipsa quando un bene o il suo controvalore escono dalla massa nel periodo sospetto
- A seguito della revoca, il credito derivante dalla restituzione non fa rivivere automaticamente la garanzia reale ma può essere insinuato al passivo conservando, per la Corte, la stessa causa di prelazione del credito originario, purché rispettate le regole distributive (prededuzioni, priorità dei crediti di pari grado, ecc.)
- L'ammissione al passivo del credito risultante dalla revoca deve rispettare la graduazione concorsuale: prededucibili e creditori di grado pari o priorità devono essere trattati conformemente agli artt. 111 e ss., evitando sia un esito indennitario per la procedura sia la totale privazione della prelazione per il creditore pignoratizio
- Se si vuole opporre l'applicazione della revocatoria occorre dimostrare, con mezzi di prova idonei, che il pagamento non rientra nel periodo sospetto o che il beneficiario era all'oscuro dello stato di insolvenza; altrimenti il curatore ha titolo a proporre l'azione revocatoria
- Nel progettare e gestire escussioni di garanzie e realizzi ante fallimento, il creditore deve considerare il rischio che, se il realizzo avviene nel periodo sospetto e con scientia decoctionis, il ricavato possa essere recuperato dalla procedura e riportato in concorso, con conseguente necessità di insinuazione e ripartizione secondo le regole concorsuali
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