Cassazione Penale, Sentenza n. 21281/2025 del 06/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della declaratoria di non doversi procedere ex art. 131‑bis c.p. relativa a opere edilizie abusive (in particolare una tettoia di 96 mq e scavi di terre e roccia). Il PM deduce violazione di legge e omessa/illogica motivazione: l'opera non sarebbe esigua, realizzata in assenza di titolo in area sottoposta a vincoli, non sanabile (parere negativo su istanza di condono), con plurime violazioni edilizie e senza iniziative di ripristino; inoltre la giustificazione della tettoia come protezione di altra opera abusiva è inconcepibile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ritenuto che il giudice di merito non abbia valutato compiutamente tutti i criteri rilevanti per l'applicazione dell'art. 131‑bis c.p. (tra cui la consistenza dell'intervento, la presenza di vincoli, l'impossibilità di sanatoria, il collegamento funzionale ad altre opere abusive, ecc.). Ha quindi annullato la parte della sentenza relativa alla dichiarazione di non doversi procedere ai sensi dell'art. 131‑bis c.p. e ha disposto il rinvio al tribunale di Torre Annunziata in diversa composizione per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 131‑bis cod. pen.
La causa di non punibilità per esiguità del danno o del pericolo richiede una valutazione globale e comparata di molteplici criteri: consistenza (tipologia, dimensioni, caratteristiche costruttive), destinazione dell'immobile, incidenza sul carico urbanistico, contrasto con strumenti urbanistici, impossibilità di sanatoria, rispetto di vincoli, grado di difformità, collegamento funzionale con altre opere abusive, modalità di esecuzione. Se la consistenza o gli altri elementi escludono in radice l'esiguità, l'art. 131‑bis non si applica.
Giurisprudenza - Sez. 3, Sent. n. 33414 del 04/03/2021
Sent. n. 33414/2021 Rv. 282328 - 01
Richiamata come principio secondo cui, quando la consistenza dell'opera è tale da escludere l'esiguità del danno o del pericolo, il giudice deve escludere l'applicazione dell'art. 131‑bis.
Giurisprudenza - Sez. 3, n. 19111 del 10/03/2016 (Mancuso)
Sez. 3, n. 19111 del 10/03/2016, Mancuso, Rv. 266586 - 01
Precisa che la consistenza è solo uno dei parametri; rilevano altresì destinazione, incidenza urbanistica, impossibilità di sanatoria, violazione di vincoli, collegamento con interventi preesistenti, totale assenza di titolo o grado di difformità, modalità di esecuzione. In presenza di concorrenti violazioni rilevanti (urbanistica, antisismica, ecc.) l'art. 131‑bis può essere escluso.
Massime di principio
- L'applicazione dell'art. 131‑bis c.p. richiede una valutazione complessiva: non basta che l'opera sia di ridotta entità in astratto; il giudice deve considerare tipologia, dimensioni, caratteristiche, vincoli territoriali, possibilità di sanatoria e impatto urbanistico.
- Opere realizzate in aree sottoposte a vincoli o che risultano non sanabili (es. parere negativo su condono) sono fattori ostativi all'esiguità e all'applicazione dell'art. 131‑bis.
- Il collegamento materiale o funzionale tra più opere abusive aggrava la valutazione: una tettoia realizzata per "proteggere" un'altra opera abusiva non può costituire giustificazione ai fini dell'esiguità; anzi il collegamento può escluderla.
- La presenza di plurime tipologie di violazioni (paesaggistiche, urbanistiche, antisismiche, sbancamenti, scavi) e l'assenza totale di titolo rendono improbabile il riconoscimento della causa di non punibilità per esiguità.
- Se il giudice di merito non valuta compiutamente i criteri rilevanti per l'art. 131‑bis, la decisione è annullabile e il pubblico ministero può ottenere il rinvio per nuovo esame.
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