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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16286/2025 del 29/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Non vi è stata riforma della sentenza impugnata, che resta ferma quanto alla responsabilità e al trattamento sanzionatorio.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la sua responsabilità per la violazione degli obblighi connessi all'allontanamento autorizzato da una comunità. Dal testo emerge che l'imputato era stato autorizzato ad allontanarsi dalla comunità solo per recarsi presso l'abitazione familiare, ma veniva invece trovato a passeggio con la fidanzata in un orario e in un luogo incompatibili con il rientro dovuto. Con il ricorso si censuravano: 1) la ritenuta responsabilità, dedotta però in modo generico e apodittico; 2) la ritenuta recidiva e il trattamento sanzionatorio, sostenendo in sostanza che la pena fosse eccessiva e che non vi fossero elementi per negare ulteriori riduzioni. La Corte di cassazione ha rilevato che il primo motivo era non solo genericamente formulato ma anche manifestamente infondato, perché la Corte d'appello aveva legittimamente richiamato integralmente la decisione di primo grado. Ha inoltre ritenuto generico anche il motivo su recidiva e pena, osservando che la Corte territoriale aveva valorizzato i numerosi precedenti dell'imputato, la maggiore pericolosità desunta dalla condotta e l'assenza di elementi favorevoli per concedere attenuanti generiche o ridurre ulteriormente la sanzione.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    La decisione presuppone la violazione della disciplina sull'evasione, poiché il fatto contestato consiste nell'essersi allontanato senza rispettare le condizioni dell'autorizzazione al rientro in comunità.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva è stata ritenuta valorizzando la lunga serie di precedenti, come indice di accresciuta pericolosità dell'imputato.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche sono state negate in assenza di elementi favorevoli da valorizzare.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso è stata applicata la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a una deduzione apodittica e non specificamente articolata è inammissibile e, se inoltre infondato nel merito, non può condurre a una rivalutazione del giudizio di responsabilità.
  • Quando la sentenza di appello richiama integralmente la decisione di primo grado e ne fa propri gli accertamenti in fatto, la censura che non confronti puntualmente tale apparato motivazionale è destinata al rigetto o alla declaratoria di inammissibilità.
  • La recidiva può essere valorizzata alla luce della pluralità dei precedenti e della condotta concreta, specie se il fatto esprime una maggiore pericolosità sociale dell'imputato.
  • Le attenuanti generiche possono essere negate quando non emergano elementi positivi specifici da bilanciare in favore dell'imputato e la pena già inflitta risulti contenuta rispetto al parametro applicato.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneReati ostativiImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiRecidiva

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