Cassazione Civile, Sentenza n. 39979/2021 del 14/12/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia contestava a Cecere la corresponsabilità, unitamente all'importatore, per l'inesatta dichiarazione di valore delle merci importate; in primo grado il ricorso dell'Agenzia era stato respinto, in appello la CTR della Campania aveva escluso la responsabilità dello spedizioniere in rappresentanza diretta ritenendo che il rappresentante diretto non risponda dell'obbligazione doganale posta che il dichiarante è il rappresentato. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione sostenendo che la CTR aveva erroneamente escluso la responsabilità dello spedizioniere diretto e che la normativa comunitaria e nazionale consente di ritenere corresponsabile lo spedizioniere quando abbia fornito dati o documenti utilizzati per la dichiarazione e fosse consapevole, o avrebbe dovuto esserlo, della loro erroneità o invalidità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi del ricorso dell'Agenzia, richiamando il principio secondo cui lo spedizioniere che agisce come rappresentante diretto non è normalmente obbligato in solido al pagamento dei dazi se si limita a depositare la dichiarazione predisposta dall'importatore e i documenti da questi consegnati; tuttavia, lo spedizioniere diretto è responsabile in solido quando abbia fornito dati o documenti necessari alla redazione della dichiarazione e conoscesse o avrebbe dovuto conoscere la loro irregolarità, incompletezza o non veridicità (riconduzione all'art. 201, par. 3, seconda proposizione del Codice doganale). La CTR aveva escluso la responsabilità senza verificare se Cecere avesse o meno la conoscenza o la prevedibilità dell'erroneità dei dati/documenti; perciò la Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR della Campania in diversa composizione per l'accertamento di tali profili e per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario)
Quando una dichiarazione in dogana ... le persone che hanno fornito detti dati necessari alla stesura della dichiarazione, e che erano o avrebbero dovuto ragionevolmente essere a conoscenza della loro erroneità, possono parimenti essere considerate debitori conformemente alle vigenti disposizioni nazionali
L'art. 201, par. 3 (seconda proposizione) è stato interpretato nel senso che il rappresentante diretto può essere considerato debitore se ha fornito i dati/documenti utilizzati per la dichiarazione e conosceva o avrebbe dovuto conoscere la loro erroneità
Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (art. 5, § 2) e normativa nazionale di riferimento
La dichiarazione doganale può essere effettuata in proprio dall'importatore o tramite rappresentante diretto o indiretto; la rappresentanza diretta implica un diverso regime di responsabilità rispetto alla rappresentanza indiretta
Legge 22 dicembre 1960, n. 1612 e Legge 213/2000 (art. 2, commi 6 e 7 e art. 8)
in ordine alla regolarità, veridicità e completezza dei dati, nonché alla idoneità e validità dei documenti allegati, gli spedizionieri doganali ... se erano o avrebbero dovuto ragionevolmente essere a conoscenza della loro erroneità, rispondono solidalmente del pagamento del tributo
La norma nazionale contiene un'onere di responsabilità per gli spedizionieri che è compatibile con l'art. 201 CDC: il rappresentante diretto è chiamato a responsabilità quando ha fornito o allegato dati/documenti che risultano errati e di cui conosceva o doveva conoscere l'irregolarità
Art. 2 del DL 746/1983
Riferimento utilizzato dall'Agenzia per sostenere la responsabilità amministrativa/sanzionatoria del rappresentante; la Corte ha ritenuto rilevante la necessità di accertare la conoscenza/colpa del rappresentante
D.Lgs. 472/1997 (art. 10)
Norma sanzionatoria richiamata dal terzo motivo ritenuto assorbito dalla Corte; implicazioni rilevanti solo dopo l'accertamento dei fatti relativi alla responsabilità
D.Lgs. 471/1997 (art. 11)
Richiamata nella doglianza dell'Agenzia in relazione alle sanzioni; la Corte non ha approfondito il tema avendo cassato per motivi preliminari e rimandato la valutazione alla CTR
Massime di principio
- Distinzione tra rappresentanza diretta e indiretta: la responsabilità doganale segue il dichiarante; il rappresentante indiretto, essendo dichiarante, risponde normalmente, mentre il rappresentante diretto non è automaticamente responsabile se si limita a trasmettere la dichiarazione dell'importatore
- Eccezione per il rappresentante diretto: se lo spedizioniere diretto ha fornito dati o documenti necessari alla dichiarazione e conosceva o avrebbe dovuto conoscere la loro erroneità, può essere ritenuto debitore in solido ai sensi dell'art. 201 CDC e della normativa nazionale
- Onere probatorio dell'Amministrazione: l'Amministrazione doganale deve dimostrare che il rappresentante diretto ha effettivamente fornito i dati/documenti rilevanti e che ne conosceva o avrebbe dovuto conoscere l'irregolarità o invalidità
- Necessità di accertamento concreto in fase di merito: i giudici di merito devono valutare fatti e prove relativi alla conoscenza effettiva o alla prevedibilità dell'errore da parte dello spedizioniere, non è sufficiente un'esclusione automatica della responsabilità
- Prassi prudenziale per gli spedizionieri: mantenere documentazione che provi le informazioni ricevute dall'importatore, svolgere controlli di ragionevolezza sui dati e annotare eventuali verifiche o avvisi all'importatore per potersi difendere da contestazioni di corresponsabilità
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