Provvedimento AGCM C12535 n. 30664 del 19/06/2023
IP ITALIANA PETROLI/ESSO ITALIANA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM esamina l’acquisizione, da parte di Italiana Petroli (gruppo API), del controllo esclusivo di una NewCo cui ESSO conferirà le proprie attività petrolifere downstream in Italia, con esclusione di lubrificanti e chimici. L’operazione interessa i mercati della distribuzione extra-rete di prodotti petroliferi, della distribuzione di carburanti su rete stradale ordinaria e autostradale e, in via residuale, i bitumi stradali tradizionali. L’Autorità ritiene che la concentrazione possa ostacolare significativamente la concorrenza in diversi mercati e articolazioni locali, soprattutto per le reti carburanti e i prodotti extra-rete, e dispone l’avvio dell’istruttoria.
IP Italiana Petroli/Esso Italiana – acquisizione del controllo esclusivo di una NewCo con apporti downstream ESSO; avvio istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, L. 287/1990
IP Italiana Petroli/Esso Italiana: acquisizione del controllo esclusivo di una NewCo downstream ESSO e avvio istruttoria
L’AGCM valuta l’acquisizione del controllo esclusivo da parte di Italiana Petroli S.p.A. di una società di nuova costituzione alla quale ESSO conferirà le proprie attività petrolifere downstream in Italia, con esclusione del ramo lubrificanti e prodotti chimici. Il provvedimento è adottato in prima fase ma conclude per l’avvio dell’istruttoria, ai sensi dell’art. 16, comma 4, L. 287/1990, ritenendo l’operazione potenzialmente idonea a ostacolare significativamente la concorrenza effettiva in più mercati e su numerose aree locali.
Parti e asset trasferiti
IP è una società del gruppo API, attiva nella raffinazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi per autotrazione, con fatturato consolidato 2021 di circa 4,6 miliardi di euro, prevalentemente in Italia. ESSO, controllata da Exxonmobil Petroleum & Chemical BVBA, opera nel downstream petrolifero e nel retail mediante modello branded wholesale. Il ramo oggetto di acquisizione ha realizzato nel 2021 un fatturato di circa [5-6] miliardi di euro, quasi integralmente in Italia.
L’operazione prevede il conferimento in NewCo di:
- attività petrolifere downstream ancora presenti in Italia, al netto di lubrificanti e prodotti chimici;
- partecipazioni in Sarpom (75,04%), EngyCalor (100%) e Disma (12,5%);
- contratti di fornitura di bitume, benzine e gasoli;
- asset logistici, magazzino idrocarburi e capitale circolante.
La concentrazione è subordinata all’autorizzazione AGCM e al Golden Power, già rilasciato il 7 marzo 2023.
Qualificazione giuridica e soglie
L’Autorità qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990. La notifica preventiva è obbligatoria poiché risultano superate le soglie di cui all’art. 16, comma 1, L. 287/1990; l’operazione non ha rilevanza europea perché ciascuna delle imprese interessate realizza oltre due terzi del proprio fatturato UE in Italia, ai sensi dell’art. 1, par. 2, Reg. (CE) 139/2004.
È inoltre segnalata una clausola di non concorrenza di durata quinquennale prevista nello SPA. Le parti la ritengono accessoria all’operazione; l’AGCM rinvia però la verifica dell’accessorietà all’istruttoria.
Mercati interessati e impostazione analitica
L’Autorità sottolinea che l’operazione coinvolge due grandi gruppi petroliferi e richiede di considerare non solo i rapporti orizzontali, ma anche la struttura verticale delle filiere distributive e i vincoli contrattuali con i distributori convenzionati.
Per la rete carburanti, l’AGCM respinge l’idea che le vendite tramite branded wholesale, CODO e DODO possano essere trascurate: i punti vendita che espongono il marchio delle compagnie vendono in esclusiva i relativi carburanti e quindi incidono sulla pressione competitiva e sui ricavi all’ingrosso delle compagnie. La valutazione viene quindi effettuata considerando le reti nella loro articolazione proprietaria e contrattuale.
Mercati rilevanti dei prodotti petroliferi extra-rete
Nei mercati extra-rete l’Autorità considera separatamente i prodotti petroliferi per tipologia merceologica e distingue, ove opportuno, tra:
- segmento B2B, cioè vendite all’ingrosso a intermediari/grandi rivenditori;
- segmento B2C, cioè vendite extra-rete a utilizzatori finali, incluse stazioni di servizio non convenzionate con vincoli di esclusiva.
La dimensione geografica viene individuata, in linea con la prassi recente, tramite catchment areas costruite sulle effettive distanze di spedizione. Sulla base di richieste istruttorie e consultazioni di mercato, l’AGCM assume una distanza media di 150 km per i mercati B2B e B2C. Le quote fornite dalle parti mostrano, in più casi, valori congiunti superiori al 40% nel B2B e superiori al 70% per il gasolio agricolo nel B2C provinciale, indicazioni che rendono i mercati potenzialmente problematici.
Distribuzione carburanti su rete stradale ordinaria
Per la rete ordinaria l’AGCM conferma la distinzione rispetto alla rete autostradale e richiama le diverse configurazioni degli impianti:
- COCO;
- CLOCO;
- CODO;
- CLODO;
- DODO;
- BW.
Ai fini geografici, l’Autorità adotta catchment areas di 15 minuti di guida, sulla base di una survey SWG che mostra che circa l’88% dei consumatori cerca una stazione alternativa entro tale soglia. L’analisi include gli impianti a marchio e quelli legati da esclusiva, anche se non direttamente gestiti dalle compagnie.
Nei mercati locali definiti sulle isocrone centrate sugli impianti IP, risultano 3.407 sovrapposizioni su 3.945 isocrone. Nei mercati sovrapposti, l’entità post-merger raggiunge in media il 35% in termini di numero di impianti e il 29% in termini di volumi; gli indicatori strutturali sono elevati, con HHI post-merger e delta HHI ampiamente sopra le soglie di attenzione. In molte isocrone la quota congiunta supera il 25%, il 40% e talvolta il 50%, con aree problematiche diffuse su tutto il territorio, soprattutto nel Centro e poi nel Nord-Ovest.
L’AGCM conclude che la concentrazione può favorire effetti unilaterali, anche per il rischio di aumento dei prezzi finali o all’ingrosso praticati agli impianti a marchio IP ed ESSO.
Distribuzione carburanti su rete autostradale
Per la rete autostradale la dimensione geografica è definita entro 60 km, in base alla survey SWG che mostra che il 94% dei consumatori è disposto a spostarsi fino a 60 km per trovare un’alternativa. Anche qui l’Autorità considera gli impianti a marchio e quelli con vincoli di esclusiva.
Nei mercati locali di sovrapposizione l’entità post-merger diventerebbe il primo operatore, con quota media pari al 45% per numero di impianti e al 39% in volumi; HHI e delta HHI risultano molto elevati. Su 58 mercati locali sovrapposti, in 55 la quota combinata supera il 25%, in 41 il 40% e in 15 il 50%, con una maggiore concentrazione nel Nord-Ovest.
Mercato dei bitumi stradali tradizionali
L’operazione determina anche una sovrapposizione nei bitumi stradali tradizionali, mentre ESSO non risulta attiva nei bitumi modificati. L’Autorità osserva che il trasporto del prodotto è favorito da distanze non eccessive, ma non esclude un approccio sostanziale basato sui bacini di utenza tracciabili. Le parti sostengono che l’unica area di sovrapposizione sia la macro-area Sud e che, anche includendo un bacino più ampio, la quota congiunta resterebbe inferiore al 35%.
L’AGCM non ravvisa tuttavia, per questo mercato, elementi tali da far ritenere probabile la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante o un ostacolo significativo alla concorrenza.
Valutazione complessiva ed esito
Nel complesso, l’Autorità ritiene l’operazione suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva, in particolare per la possibile costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati della vendita all’ingrosso e al dettaglio extra-rete dei prodotti petroliferi, nonché nella distribuzione di carburanti su rete stradale ordinaria e autostradale, incluse le rispettive articolazioni locali.
L’esito è quindi l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, L. 287/1990. Il provvedimento fissa inoltre il termine di dieci giorni per eventuale audizione delle parti e stabilisce che il procedimento debba concludersi entro quarantacinque giorni dalla delibera.
Punti principali
Parti e operazione
IP è attiva nella raffinazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi ed è controllata da Api Holding. ESSO è attiva nel downstream petrolifero ed è controllata da Exxonmobil Petroleum & Chemical BVBA. L’operazione consiste nell’acquisizione del controllo esclusivo da parte di IP di una NewCo cui ESSO conferirà le attività downstream in Italia, con esclusione del ramo lubrificanti e prodotti chimici, oltre a partecipazioni, contratti di fornitura, asset logistici, magazzino idrocarburi e capitale circolante.
Qualificazione giuridica e profili procedurali
L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990. La notifica preventiva è dovuta perché risultano superate le soglie di fatturato di cui all’art. 16, comma 1, L. 287/1990; l’operazione non ha rilevanza europea perché entrambe le imprese realizzano oltre i due terzi del fatturato UE in Italia ai sensi dell’art. 1, par. 2, Reg. (CE) 139/2004. La clausola di non concorrenza quinquennale prevista nello SPA viene riservata a verifica di accessorietà in istruttoria.
Mercati rilevanti esaminati
L’Autorità individua sovrapposizioni orizzontali nei mercati della vendita extra-rete all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, nella distribuzione di carburanti per autotrazione su rete stradale ordinaria e autostradale e nella commercializzazione di bitumi stradali tradizionali. In relazione ai carburanti, l’AGCM considera anche gli impianti convenzionati o in branded wholesale, in quanto le vendite in esclusiva e i vincoli contrattuali rilevano ai fini dell’analisi concorrenziale locale.
Esito concorrenziale e avvio istruttoria
L’Autorità ritiene che la concentrazione sia suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva, per possibile costituzione o rafforzamento di una posizione dominante nei mercati extra-rete e nelle reti carburanti, incluse le relative articolazioni locali. Per i carburanti su rete, l’operazione farebbe emergere il primo operatore nazionale e determinerebbe molte sovrapposizioni locali con quote elevate e indicatori strutturali critici (HHI e delta HHI). Anche se il mercato dei bitumi tradizionali non appare problematico, l’operazione viene sottoposta a istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990.
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