Cassazione Penale, Sentenza n. 20957/2025 del 05/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la confermata confisca di somme su libretti postali decisa dalla Corte d'appello e poi dalla Corte di Cassazione, sostenendo che la confisca era stata erroneamente ritenuta rinunciata dalla difesa nell'ambito del concordato ex art. 599-bis c.p.p.; inoltre deducono che la confisca non sia estranea alle questioni attinenti alla determinazione della pena e che quindi la Corte di Cassazione abbia commesso un errore di fatto nella valutazione
La decisione
I ricorsi straordinari sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. sia circoscritto all'errore di fatto percettivo (svista o equivoco nella lettura degli atti) e non estendibile ad errori di valutazione o di diritto. Dal verbale della Corte d'appello risultava espressamente che le parti avevano chiesto il concordato "previa rinuncia a tutti i motivi di appello, fatta eccezione per quelli relativi al trattamento sanzionatorio. Vedasi intercalare allegato al presente verbale" e il motivo sulla confisca risultava distinto nel ricorso di appello, sicché la Corte ha ritenuto che non si trattasse di un errore percettivo ma di valutazione/diritto. Perciò il gravame è inammissibile. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria, la cui misura è indicata nel dispositivo della sentenza
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
Disciplina dell'accordo sulla determinazione della pena (concordato) e delle eventuali rinunce connesse; la Corte si è riferita a tale istituto per valutare l'ambito delle questioni rinunciate dalle parti durante l'accordo
art. 625-bis cod. proc. pen.
Istituisce il ricorso straordinario per cassazione basato sull'errore di fatto percettivo; la Corte ha precisato che tale rimedio vale solo per errori percettivi (svista/quivoco) e non per errori di valutazione o di diritto
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori di fatto percettivi (svista o equivoco nella lettura degli atti) e non per valutazioni giuridico-sostanziali o di merito
- Se in sede di accordo ex art. 599-bis le parti intendono preservare specifiche censure (es. sulla confisca), devono riservarle espressamente nel verbale/intercalare; una formulazione generale potrebbe essere ritenuta come rinuncia
- La qualificazione di una questione (p.es. se la confisca rientri nel 'trattamento sanzionatorio') è questione di diritto/valutazione e non è sanabile con il rimedio straordinario per errore di fatto
- In situazioni analoghe, quando si contesti una confisca è preferibile preservare il relativo motivo separatamente e usare i rimedi ordinari (impugnazioni previste) per le questioni di diritto o di merito
- Documentare chiaramente le rinunce o le riserve nel verbale d'appello è fondamentale: il verbale ha valore decisivo per stabilire se la questione è stata rinunciata
- L'inammissibilità del ricorso può comportare condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie; valutare il rischio prima di promuovere un rimedio straordinario quando la questione è di diritto/valutazione
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