Cassazione Penale, Sentenza n. 23189/2025 del 20/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorsi contestano, in diverso modo, la sentenza della Corte d'appello di Brescia del 12/06/2024 che aveva dichiarato la responsabilità penale degli imputati per plurimi reati fallimentari e tributari e aveva rideterminato o confermato le pene. Nello specifico: (i) Bertelli impugna la sua condanna per bancarotta fraudolenta documentale (art. 216 l. fall.), denunciando incompatibilità tra il dolo eventuale ritenuto in sede di bancarotta distrattiva e il dolo specifico richiesto dalla fattispecie documentale e lamentando carenza di motivazione circa l'elemento soggettivo; (ii) Mutti e Cipriani censurano (1) la utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee rese da terzi poi indagati senza adeguata verifica della spontaneità; (2) l'attribuzione a Mutti della qualità di amministratore di fatto delle società fallite; (3) l'errata applicazione della continuazione (individuazione del reato più grave e determinazione degli aumenti di pena); (4) la determinazione del tempus commissi per i reati tributari ex art. 10 d.lgs. n. 74/2000 e la conseguente prescrizione di talune posizioni.
La decisione
La Corte di cassazione ha pronunciato una decisione parzialmente accogliente per i ricorrenti: - Il ricorso di Silvia Bertelli è stato ritenuto fondato quanto alla bancarotta fraudolenta documentale: la sentenza impugnata è annullata in parte qua e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia per nuovo esame in ordine alla sussistenza del dolo specifico e alla motivazione sul punto. - Il ricorso di Pietro Mutti è ritenuto fondato in parte: per i reati tributari contestati ai capi 4) e 7b) (art. 10 d.lgs. n. 74/2000) la Corte ha dichiarato intervenuta la prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza nella parte relativa a quei reati; conseguentemente va eliminata la correlata maggiorazione di pena (30 giorni) collegata alla continuazione. - Il ricorso di Valeria Cipriani è stato rigettato. - Le censure relative all'utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee, alla qualifica di amministratore di fatto attribuita a Mutti e alla scelta del reato più grave ai fini della continuazione sono state respinte: la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione di merito e coerente la valutazione degli elementi probatori. - E' stata respinta l'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore per mancata tempestività e insufficiente giustificazione.
Norme richiamate
art. 216 legge fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale)
Distinzione tra fattispecie 'specifica' (sottrazione/distruzione/omessa tenuta di scritture) che richiede dolo specifico (scopo di profitto o di recare pregiudizio ai creditori) e fattispecie 'generica' (tenuta della contabilità in modo da impedire ricostruzione) che richiede dolo generico. Per la fattispecie specifica è necessaria prova concreta della consapevolezza e della finalizzazione fraudolenta.
art. 2392 c.c.
Sancisce l'obbligo dell'amministratore di regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili; la titolarità formale della carica non esclude la responsabilità quando manchi vigilanza effettiva.
art. 10 d.lgs. n. 74/2000 (illeciti relativi a scritture e documenti)
La condotta può consistere in distruzione (reato istantaneo, momento consumativo al momento della soppressione) o occultamento (reato permanente che si protrae fino all'accertamento fiscale; il termine prescrizionale decorre dall'accertamento). La distinzione incide sul tempus commissi e quindi sulla prescrizione.
art. 219 legge fallimentare
Prevede l'aumento di pena per talune fattispecie di bancarotta; la Corte ha considerato l'aumento e la sua incidenza nel calcolo sanzionatorio complessivo.
art. 81, comma terzo, cod. pen. (continuazione)
Nel caso di reati giudicati da giudici diversi, per valutare quale sia il reato più grave si deve fare riferimento alla determinazione concreta della gravità espressa nella misura della pena già inflitta (ossia alla pena concreta nel giudicato).
art. 444 cod. proc. pen. (patteggiamento)
Riferimento alla pena inflitta con sentenza di applicazione della pena (patteggiamento) come elemento concreto da confrontare ai fini della continuazione.
art. 350, comma 7 cod. proc. pen. e art. 64 cod. proc. pen.
Norme richiamate in tema di dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria: dichiarazioni rese in assenza di avvisi possono essere utilizzate purché risultino chiaramente spontanee; il giudice deve accertare e motivare la spontaneità.
art. 420-ter, comma 5 cod. proc. pen.
Riferimento in tema di legittimo impedimento del difensore: l'impegno professionale costituisce impedimento solo se tempestivamente prospettato e adeguatamente giustificato secondo i criteri consolidati.
art. 83, comma 4 del d.l. n. 18/2020 (sospensione termini per Covid)
Richiamata ai fini del calcolo dei termini di prescrizione (sospensione temporanea che influisce sulla maturazione del termine prescrizionale).
art. 129 cod. proc. pen.
Principio secondo cui, in sede di cassazione, se non emergono elementi tali da giustificare una pronuncia di assoluzione immediata per insussistenza del fatto o irrilevanza, la Corte può rilevare cause estintive del reato (es. prescrizione) se maturate.
Massime di principio
- Per la bancarotta fraudolenta documentale (art. 216 l. fall.) va sempre distinto se si tratta della fattispecie 'specifica' (sottrazione/distruzione/omessa tenuta) che richiede dolo specifico, ovvero della fattispecie 'generica' (tenuta contabile tale da impedire ricostruzione) che richiede dolo generico; la prova del dolo specifico richiede indici concreti e motivazione puntuale.
- La mera titolarità formale della carica di amministratore non esonera dalla responsabilità: occorre valutare la concreta consapevolezza e la vigilanza effettivamente esercitata; la qualifica di amministratore di fatto si determina in base a elementi sintomatici di gestione stabile e continuativa (direttive, disponibilità di accessi informatici/password, ruolo negli affidamenti bancari, scambio di fatture intra-gruppo, ecc.).
- Le dichiarazioni spontanee rese a P.G. da soggetti poi indagati sono utilizzabili nel rito abbreviato solo se dal giudice emerge, con motivazione adeguata, che le stesse sono state rese liberamente (accertamento della spontaneità); per censurare il loro utilizzo è necessario indicare in modo specifico quali dichiarazioni si ritengono non spontanee e dimostrarne gli effetti sulla prova.
- In tema di continuazione, quando uno dei reati è già stato giudicato con sentenza irrevocabile, la gravità comparata deve essere valutata concretamente sulla base della pena effettivamente inflitta nel giudicato, non solo sul massimale edittale.
- Per i reati tributari relativi a scritture e documenti (art. 10 d.lgs. 74/2000) è fondamentale distinguere tra distruzione (reato istantaneo; prescrizione decorre dalla distruzione) e occultamento (reato permanente; prescrizione decorre dall'accertamento fiscale). Questa distinzione è decisiva per la determinazione del tempus commissi e della prescrizione.
- In cassazione, se il ricorso non è manifestamente infondato e nel frattempo è maturata la prescrizione, la Corte deve dichiarare l'estinzione del reato quando non emergono elementi che giustifichino immediata assoluzione per insussistenza o irrilevanza.
- L'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore richiede tempestività e motivazione specifica secondo i criteri consolidati; la mancata osservanza di tali requisiti comporta il rigetto dell'istanza.
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