Sentenza del 09/03/2024 n. 7059 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento che contestava: 1) il recupero a tassazione di perdite fiscali derivanti dalla partecipazione in Telit Mobile Terminals Spa (per Euro 30.402.024) per violazione delle condizioni di riporto previste dall'art. 84 TUIR (trasferimento del controllo e modifica dell'attività principale); 2) la disdeducibilità di costi connessi a un rendimento locativo minimo garantito pattuito in sede di vendita di un complesso immobiliare (parte imputata in bilancio e accantonata per oltre Euro 23.000.000); 3) l'accertamento di proventi non dichiarati per interessi sui finanziamenti infragruppo, riallineati al tasso di mercato (Euro 328.702,17). La società impugnava in Cassazione con cinque motivi, tra cui vizi di motivazione e violazioni di norme tributarie in tema di deducibilità e transfer pricing.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la legittimità dell'accertamento: 1) la CTR ha correttamente ritenuto sussistenti i presupposti di cui all'art. 84, comma 3 TUIR (fatti accertati in sede di merito non sindacabili in Cassazione); 2) la ripresa a tassazione dei costi relativi al rendimento minimo garantito è legittima perché si tratta di oneri futuri privi dei requisiti di certezza e determinabilità richiesti dall'art. 109 TUIR e non riconducibili a un accantonamento fiscalmente deducibile ex art. 107; 3) l'adeguamento degli interessi infragruppo al tasso di mercato ai sensi dell'art. 110, comma 7 TUIR è corretto, potendosi fare riferimento a indicatori di mercato (es. dati Banca d'Italia). Spese e contributo unificato a carico della Curatela del fallimento.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 84, comma 3
Impedisce il riporto delle perdite quando sussistono il trasferimento del controllo o la modifica dell'attività principale; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia correttamente accertato tali fatti e quindi la esclusione del riporto è legittima.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 109 (commi 1 e 5 e relativo principio)
I costi sono deducibili solo se effettivi, inerenti, certi e determinabili. Se l'esistenza o il quantum non sono certi, opera il principio di cassa: la deducibilità si realizza quando il costo diviene certo o determinabile oggettivamente. Applicato per escludere la deducibilità degli oneri del rendimento minimo garantito ancora futuri o indeterminati.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 107, comma 4
Stabilisce la tassatività delle ipotesi di accantonamenti fiscalmente deducibili: accantonamenti non espressamente previsti non sono deducibili; la Corte ha richiamato questa regola per negare valore fiscale agli accantonamenti iscritti per il rendimento minimo garantito.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 110, comma 7
Norma sul transfer pricing: le operazioni infragruppo devono essere rimate al valore normale in base alle condizioni di mercato. La Corte ha ritenuto legittimo l'utilizzo di parametri di mercato (es. tassi Banca d'Italia) per rideterminare gli interessi attivi infragruppo.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 43
Norma richiamata dalla ricorrente in relazione alla non accertabilità di talune perdite; la Corte ha ritenuto il motivo inammissibile o infondato perché la CTR aveva fornito motivazione adeguata e i rilievi erano fondati su accertamenti di fatto.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. d)
Richiamata dalla ricorrente in una censura; la Corte ha considerato il motivo assorbito o infondato alla stregua delle considerazioni sostanziali sul punto relativo alla deducibilità.
Codice di procedura civile: art. 112 c.p.c., art. 132 c.p.c., artt. 115 e 116 c.p.c., art. 360 c.p.c.
Riferimenti procedurali usati per contestare vizio di motivazione e per i rimedi in Cassazione; la Corte ha ricordato che il giudice non è tenuto a esaminare ogni allegazione ma a fornire motivazione logica e sufficiente; gli accertamenti di fatto dei giudici di merito sono incensurabili in Cassazione salvo vizio di diritto.
Massime di principio
- Le contestazioni su fatti (es. prevalenza dell'attività o trasferimento del controllo) decise in sede di merito sono difficilmente sindacabili in Cassazione: occorre impugnare per vizio di diritto o insufficiente motivazione sostanziale.
- Le perdite fiscali sono precluse al riporto quando sussiste trasferimento di controllo o modifica dell'attività principale ai sensi dell'art. 84, comma 3 TUIR; la prova della persistenza dell'attività finanziaria vs. immobiliare grava sul contribuente.
- Gli oneri futuri o gli accantonamenti non espressamente previsti dalla normativa fiscale non sono deducibili: deducibilità solo se il costo è effettivo, inerente, certo e determinabile (art. 109 TUIR) o se rientra tra gli accantonamenti tassativamente ammessi (art. 107 TUIR).
- Per le operazioni infragruppo si applica il principio dell'arm's length (art. 110, comma 7 TUIR): l'Amministrazione può riallineare tassi/interessi al valore di mercato usando indicatori pubblici ragionevoli (es. tassi pubblicati dalla Banca d'Italia).
- In caso di contestazione di deducibilità, documentare la certezza e la determinabilità dell'onere (contratti, cronologia pagamenti, calcoli obiettivi) e, per transfer pricing, produrre analisi comparabili o metodologie di pricing di mercato, è essenziale per contrastare l'accertamento.
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