Cassazione Penale, Sentenza n. 05409/2026 del 10/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso il rigetto delle istanze di affidamento in prova al servizio sociale, semilibertà e detenzione domiciliare per presunte numerose violazioni delle prescrizioni degli arresti domiciliari; dedotto anche un vizio processuale per omesso esame della richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore, presentata via PEC in data 20/06/2025, e censura sulla carenza di motivazione e contraddittorietà nella valutazione delle violazioni e della (im)meritevolezza del ricorrente rispetto alle misure alternative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo che il Tribunale di sorveglianza abbia omesso di prendere in considerazione la documentata istanza di differimento presentata dal difensore (comunicata via PEC), dichiarando l'udienza/ordinanza affetta da nullità assoluta. Il secondo motivo è stato assorbito. L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Napoli. Il Procuratore generale aveva chiesto lo stesso annullamento con rinvio.
Norme richiamate
art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Richiamata in relazione alla nullità: la Corte ha ritenuto che l'omesso esame della richiesta di differimento integri una nullità assoluta dell'ordinanza/udienza
art. 179 cod. proc. pen.
Collegata alla disciplina delle nullità processuali; la Corte l'ha richiamata per motivare la declaratoria di nullità dell'atto impugnato
art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.
Applicabile anche nei procedimenti di sorveglianza: il legittimo impedimento del difensore, se documentato e tempestivamente comunicato anche tramite PEC, costituisce causa di rinvio dell'udienza; il mancato rinvio determina nullità
art. 678 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al procedimento di impugnazione: la Cassazione ha esaminato il vizio processuale dedotto nel ricorso per cassazione ai sensi della normativa competente
art. 97, comma 4, cod. proc. pen.
Prevede la nomina di difensore d'ufficio; la Corte ha chiarito che la nomina del difensore d'ufficio non supplisce all'obbligo di rinvio quando sussiste un legittimo impedimento documentato del difensore di fiducia
artt. 47, 47-ter, 50 ord. pen. e art. 125 cod. proc. pen.
Norme richiamate dal ricorrente sul merito (valutazione delle misure alternative e contraddittorietà della motivazione); la Corte ha però assorbito l'esame del merito in ragione dell'annullamento per vizio processuale
Massime di principio
- Nei procedimenti di sorveglianza il legittimo impedimento del difensore, se documentato e tempestivamente comunicato anche tramite PEC, impone il rinvio dell'udienza; l'omissione costituisce causa di nullità assoluta dell'udienza/ordinanza.
- La nomina di un difensore d'ufficio non sanifica automaticamente la mancata valutazione di una richiesta di differimento per legittimo impedimento del difensore di fiducia.
- In caso di impugnazione per vizio processuale è possibile che la Cassazione annulli il provvedimento e rinvii la decisione senza entrare nel merito, assorbendo eventuali censure substantive.
- Quando il giudice valuta l'idoneità a misure alternative alla detenzione deve considerare, oltre alle violazioni, la loro entità e gravità, la risalenza temporale, la condotta complessiva, il tempo già trascorso in misura alternativa, la pena residua e le giustificazioni addotte; il mancato esame di tali elementi può costituire motivo di censura.
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