Cassazione Penale, Sentenza n. 29237/2025 del 07/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza del 11/02/2025 che aveva rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari ("anche con braccialetto elettronico") per reati connessi al traffico di stupefacenti (artt. 74 e 73 d.P.R. 309/1990). Il ricorrente deduce vizio di motivazione: sostiene di aver ammesso i fatti limitando il proprio ruolo a pusher/vedetta per bisogno economico e segnala una "circostanza sopravvenuta" (disponibilità di un luogo ad Agrigento, distante dal luogo dei fatti) quale indice di cesura dai coindagati; contesta inoltre la mancata considerazione del principio del minore sacrificio necessario.
La decisione
Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto applicabile la "doppia presunzione" di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere prevista dall'art. 275, co. 3, c.p.p. e ha condiviso la valutazione del Tribunale che ha considerato il ruolo stabile del Licandro nell'associazione (pusher), i precedenti penali e il contesto organizzato nel quartiere di Librino, con conseguente elevato e attuale rischio di reiterazione. La corte ha inoltre escluso che il mero decorso del tempo, la confessione scritta o la disponibilità di un domicilio in luogo diverso siano elementi idonei a superare la presunzione. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende; è disposto l'invio della sentenza al direttore dell'istituto penitenziario ai fini di legge (art. 94 c.1 ter disp. att. c.p.p.).
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
ricorso contro provvedimento cautelare
Norma procedurale che disciplina il ricorso; utilizzata quale titolo formale del gravame proposto dal Licandro
art. 74 d.P.R. 309/1990
associazione finalizzata al traffico di stupefacenti
Titolo di reato che, per la sua gravità e il contesto organizzato, attiva la presunzione di pericolosità cautelare ai sensi dell'art. 275 c.p.p.
art. 73 d.P.R. 309/1990
illecita detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
Reato contestato al ricorrente, rilevante ai fini della valutazione delle esigenze cautelari
art. 275, co. 3, cod. proc. pen.
doppia presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere
La Corte conferma che per i reati di cui alla norma opera una presunzione relativa di attualità e concretezza del pericolo, superabile solo con prove concrete non riconducibili al solo decorso del tempo
art. 274 cod. proc. pen.
norma generale sulle esigenze cautelari
Richiamata per contrasto: la presunzione speciale di cui all'art. 275 co. 3 prevale sulla norma generale dell'art. 274
art. 299, co. 2, cod. proc. pen.
Richiamata in giurisprudenza per spiegare che l'esclusione prevista non elimina la persistenza della pericolosità per i reati di cui all'art. 275
art. 94, c.1 ter, disp. att. cod. proc. pen.
adempimenti a carico dell'istituto penitenziario
Disposta la trasmissione del provvedimento al direttore dell'istituto per gli adempimenti previsti
Corte cost. n. 186/2000
principio in materia di condanna alle spese per ricorsi inammissibili
Richiamata per giustificare la condanna alle spese e al pagamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità
Massime di principio
- Per reati previsti dall'art. 275, co. 3, c.p.p. (es. associazione finalizzata al traffico di stupefacenti) opera una presunzione relativa di attualità e concretezza del pericolo che rende assai difficoltosa la sostituzione della custodia carceraria con misure meno afflittive.
- Il mero trascorrere del tempo non è di per sé idoneo a superare la presunzione di pericolosità: sono necessari elementi concreti e nuovi che dimostrino l'attenuazione del rischio di reiterazione.
- L'ammissione dei fatti, la condizione di indigenza o la disponibilità di un domicilio in luogo diverso non sono, di per sé, sufficienti a superare la presunzione se persistono elementi indicativi di stabile inserimento nell'organizzazione (ruolo, precedenti, contesto operativo).
- La valutazione cautelare è centrata sul ruolo effettivo e sui precedenti del soggetto, non solo sul titolo di reato; per contrastare la presunzione è necessario offrire prove concrete che dimostrino l'assenza di attualità del pericolo.
- Quando si propone la sostituzione della misura cautelare è utile allegare elementi fattuali nuovi e specifici (p.es. documentazione che attesti la reale cesura dai contatti criminali, iniziative di reinserimento, garanzie efficaci) e proposte di misure alternative strutturate e plausibili.
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