Cassazione Civile, Sentenza n. 11853/2024 del 02/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello confermativa di un avviso di accertamento TARSU per complessivi €104.319,00 relativo agli anni 2007-2012 circa, con riferimento alla concessione demaniale di un pontile galleggiante per ormeggio nel porto turistico di Agropoli. La ricorrente deduceva (i) incompetenza dell'Unione a riscossione di annualità anteriori al trasferimento del servizio di gestione rifiuti (trasferimento del servizio al 9 giugno 2010), (ii) che gli specchi d'acqua non potevano essere tassati in assenza di specifica previsione regolamentare antecedente (delibera unionale del 3 marzo 2012), e (iii) che gli specchi d'acqua rientravano nella disciplina speciale dei rifiuti prodotti dalle navi (d.lgs. n.182/2003) escludendo la TARSU per i soggetti concessionari, evitandosi così doppia imposizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi della ricorrente e confermato la sentenza di secondo grado che aveva ammesso la pretesa impositiva. Motivazioni principali: (a) l'Unione di Comuni, per effetto dell'affidamento integrale delle funzioni e servizi, subentra anche negli introiti e nelle potestà impositive relative al servizio (inclusi accertamenti relativi ad annualità pregresse non prescritte); (b) gli specchi d'acqua e gli ormeggi rientrano nella nozione di "aree scoperte" ai fini della TARSU e possono essere tassati anche in assenza di una specifica categoria regolamentare; (c) la competenza all'esazione della TARSU in aree portuali è esclusa a favore dell'Autorità portuale (o Autorità di sistema) solo quando tale Autorità sia stata istituita per quello scalo: nel caso di Agropoli, al tempo dei fatti, non era stata istituita l'Autorità portuale, per cui la privativa comunale (e l'esazione da parte del Comune/Unione) permaneva; (d) resta distinta e riservata alle Autorità portuali o marittime la gestione/tassazione dei rifiuti prodotti dalle navi (disciplina speciale), fattispecie diversa da quella degli ormeggi/pontili soggetti a TARSU. Non sono state ordinate spese processuali in favore della ricorrente poiché la parte vittoriosa era rimasta intimata.
Norme richiamate
d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico enti locali), art. 32
1. L'unione di Comuni è l'ente locale costituito da due o più Comuni... ; 7. Alle unioni competono gli introiti derivanti dalle tasse, dalle tariffe e dai contributi sui servizi ad esse affidati.
L'Unione subentra nella totalità dei rapporti amministrativi e fiscali inerenti le funzioni affidate, inclusa la facoltà di accertamento e riscossione dei tributi maturati in precedenza e non prescritti.
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (TARSU/TARI), art. 62, comma 5
esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari, ...
L'articolo individua le ipotesi di esclusione dalla tassa: nelle aree portuali la competenza comunale viene meno solo quando una norma attribuisca la gestione (privativa) ad un'altra autorità (p.es. Autorità portuale); in assenza di tale autorità la competenza comunale permane.
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 68-69 (regolamentazione comunale)
I regolamenti comunali devono classificare le categorie di locali e aree tassabili; tuttavia l'assenza di una specifica categoria per gli ormeggi non esclude la tassabilità se l'area rientra nella nozione legislativa di "aree scoperte".
legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Autorità portuali), artt. 6, 16, 18
Attribuiscono alle Autorità portuali (oggi Autorità di sistema) competenze sulle operazioni e servizi portuali e sulle concessioni demaniali; quando sono istituite, assolvono anche funzioni di gestione di servizi di interesse generale nel porto (inclusa la raccolta rifiuti portuali), escludendo la potestà impositiva comunale nell'area di loro competenza.
d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme ambientali), artt. 200, 202, 204, 208
Regolamentano l'organizzazione e l'affidamento del servizio integrato di gestione rifiuti; confermano che il soggetto cui è affidato il servizio esercita le relative competenze fino alla piena organizzazione del servizio, implicando la successione anche sui rapporti tributari afferenti.
d.lgs. 24 giugno 2003, n. 182 (rifiuti delle navi) - richiamato
Disciplina specifica per i rifiuti prodotti dalle navi e residui del carico: tali rifiuti seguono un regime di tariffe e competenze proprie e non rientrano nella TARSU comunale; ma questo regime è distinto dai rifiuti prodotti dall'uso di ormeggi/pontili.
d.lgs. 4 agosto 2016, n. 169 (riforma Autorità portuali)
Ha istituito le Autorità di sistema portuale e riorganizzato le competenze portuali; tuttavia non muta il principio che la competenza comunale sulla TARSU è esclusa solo se per lo scalo sia effettivamente istituita l'Autorità competente.
d.lgs. 8 novembre 2021, n. 182 (recepimento direttiva UE 2019/883)
Ha rivisto la disciplina sui rifiuti delle navi e stabilito il regime tariffario per il recupero dei costi degli impianti portuali: ribadisce la distinzione tra tariffe per rifiuti delle navi e tributi comunali per aree/ormeggi.
Giurisprudenza Corte di Giustizia UE (C-428/02, C-532/11, C-715/18)
La giurisprudenza europea ha riconosciuto che locazione/uso di posti per ormeggio e superfici adiacenti può rientrare nella nozione di immobili o aree soggette a imposizione analogamente agli spazi terrestri, con conseguente equiparazione ai fini fiscali quando rilevante.
Massime di principio
- L'ente associativo (Unione di Comuni) cui sia stato affidato integralmente il servizio di gestione rifiuti subentra anche nelle entrate e nelle potestà impositive relative a quel servizio, comprese pretese relative ad annualità anteriori non prescritte.
- Gli specchi d'acqua, i pontili e gli ormeggi possono essere qualificati come "aree scoperte" ai fini della TARSU/TARI e sono tassabili anche se il regolamento comunale non contiene una categoria specifica: l'assenza di previsione regolamentare non impedisce l'applicazione del tributo.
- La competenza comunale alla TARSU nelle aree portuali è esclusa solo quando per quello scalo sia stata istituita e operi l'Autorità portuale/di sistema; in assenza di tale Autorità permane la privativa comunale e la potestà impositiva.
- Va distintamente trattato il rifiuto prodotto dalle navi (soggetto a normativa e tariffe portuali/peziali) e i rifiuti prodotti dall'attività connessa all'uso di ormeggi/pontili: la prima è materia di Autorità portuale/marittima, la seconda può restare soggetta a tributo comunale.
- Il concessionario di area demaniale costituisce, di norma, il soggetto passivo della tassa sulle aree scoperte (salvo prova contraria dell'inutilizzabilità o della disponibilità ad altri), pertanto la qualifica di concessionario comporta la presunzione di obbligo tributario.
- Per valutare la legittimità di un avviso di accertamento municipale su aree portuali occorre verificare se esistesse, ratione temporis, un'Autorità portuale/di sistema o altro titolo normativo che avesse escluso la competenza comunale.
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