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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40089/2023 del 03/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sorrentino impugnava la conferma della condanna per estorsione aggravata: contestava violazioni di principi costituzionali e di norme processuali (tra cui garanzia del giudizio oltre ogni ragionevole dubbio), la valutazione probatoria e il travisamento della prova; denunciava l'illegittima utilizzazione di una fonte confidenziale e dei tabulati telefonici, la mancata considerazione delle divergenze tra le dichiarazioni della persona offesa e quelle di altri testi, l'erronea attribuzione di concorso ex art. 110 c.p., e l'assenza di prova di un accordo o della consapevolezza dell'evento estorsivo da parte sua nonché dell'aggravante ex art. 416-bis.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto inammissibili i motivi relativi all'inutilizzabilità della fonte confidenziale e dei tabulati nella misura in cui i giudici di merito non si sono basati su detta fonte per la condanna; ha inoltre respinto le censure riguardanti la valutazione complessiva delle dichiarazioni e delle prove, ritenendo che i giudici di merito avessero adeguatamente motivato la credibilità della persona offesa e la convergenza degli elementi probatori. Tuttavia la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli perché non è stato adeguatamente valutato se il Sorrentino avesse la piena consapevolezza delle finalità estorsive dell'incontro che aveva anticipato alla persona offesa: occorre un nuovo giudizio limitato a verificare la consapevolezza del ricorrente circa la finalità delittuosa dell'incontro.

Norme richiamate

  • art. 2 Cost.

    Richiamata in relazione ai principi generali, come parametro costituzionale per la garanzia dei diritti fondamentali nel processo; la Corte non ha riscontrato violazioni evidenti di principi costituzionali in ordine alla decisione di merito.

  • art. 101 Cost.

    Richiamato in rapporto al principio di imparzialità e terzietà del giudice; la censura non ha trovato accoglimento.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato rispetto al principio del giusto processo e del diritto a una decisione motivata; la motivazione delle sentenze di merito è stata ritenuta nel complesso adeguata, salvo la specifica lacuna sulla prova della consapevolezza del ricorrente.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato con riguardo al divieto di superare i limiti della prova e alla regola dell'integrale motivazione; la Corte ha valutato che non vi sia stata una violazione tale da inficiare il giudizio tranne quanto riguarda la consapevolezza soggettiva del ricorrente.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai motivi dell'impugnazione e al controllo di legittimità; la Cassazione ha valutato i profili dedotti senza ritenere fondate molte delle censure processuali.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine ai limiti della motivazione e alle ragioni che devono sorreggere la decisione; la Corte ha ritenuto la motivazione complessivamente congrua salvo la lacuna indicata.

  • art. 110 c.p.

    Rilevante per la dedotta responsabilità per concorso nel reato; la Corte ha esaminato se l'attività attribuita al Sorrentino (convocare e anticipare la presenza di altri) integrasse concorso doloso e ha ritenuto necessaria una verifica specifica della consapevolezza delle finalità estorsive.

  • art. 203 cod. proc. pen.

    Richiamato nella contestazione sull'acquisizione dei tabulati e sulle fonti delle indagini; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito non abbiano fondato la condanna su una fonte confidenziale utilizzata in modo illegittimo.

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla valutazione delle dichiarazioni e dei contesti probatori; la Corte ha ritenuto corretto l'esame complessivo dei fatti operato dai giudici di merito.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Rilevante per la valutazione della credibilità e dei criteri di valutazione della prova; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano applicato criteri logici nella valutazione delle dichiarazioni.

  • art. 187 cod. proc. pen.

    Centrale nelle censure sulla rilevanza di determinati elementi probatori; la Cassazione non ha ritenuto che la sentenza di merito abbia trascurato principi decisivi salvo la questione della consapevolezza del ricorrente.

  • art. 500 cod. proc. pen.

    Richiamato in riferimento alla valutazione delle contestazioni di precedenti dichiarazioni in dibattimento; la Corte ha ritenuto che la ricostruzione non si sia incentrata illecitamente su contestazioni di dichiarazioni ma su prove testimoniali complessive.

  • art. 416-bis c.p.

    Richiamato con riguardo all'aggravante 'metodo mafioso' contestata; il ricorso sosteneva l'assenza di prova dell'aggravante, e la Corte ha osservato la mancanza di prove sulla consapevolezza del ricorrente circa le finalità estorsive rilevanti anche ai fini dell'aggravante, rimandando quindi la verifica.

Massime di principio

  • La Cassazione tende a considerare integrate le motivazioni di primo grado e d'appello quando le conclusioni sono conformi; l'appello può rinviare alla motivazione di primo grado per parti non specificamente censurate.
  • La mera acquisizione di una fonte confidenziale che abbia dato impulso alle indagini non rende automaticamente inutilizzabili le risultanze delle indagini, a meno che il giudice abbia effettivamente fondato la condanna su dichiarazioni provenienti dalla fonte confidenziale.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono essere ritenute attendibili se valutate in un quadro probatorio convergente; divergenze con altre dichiarazioni non determinano automaticamente l'innocenza se sono di contorno e non incidono sui punti essenziali.
  • Per configurare il concorso nel reato (art. 110 c.p.) non è sufficiente la partecipazione formale (es. convocare la vittima); è necessario provare la consapevolezza e la volontà di contribuire alla finalità delittuosa.
  • Quando emerge in sentenza una possibile carenza motivazionale su un elemento soggettivo rilevante (es. consapevolezza dell'evento estorsivo), la Cassazione può annullare con rinvio limitatamente a quella questione perché sia nuovamente valutata in concreto.
  • La qualificazione aggravata per metodo mafioso (art. 416‑bis) richiede elementi probatori specifici e non può essere automaticamente estesa senza prova della consapevolezza e del ruolo effettivo dell'imputato rispetto alla struttura criminale.

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