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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16509/2026 del 07/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto, in sede esecutiva, l'applicazione della disciplina del reato continuato "in executivis" con riferimento a quindici sentenze esecutive, sostenendo l'unicità di un disegno criminoso sulla base dell'omogeneità delle fattispecie (prevalentemente reati contro il patrimonio), della contiguità spazio-temporale e della comune causale (reperire denaro per l'acquisto e il consumo di sostanze stupefacenti). Contestava il diniego del giudice dell'esecuzione ritenendo che non fossero stati considerati gli indici sintomatici dell'unitarietà e prospettava anche un'unificazione per gruppi di reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva richiede la presenza di concreti indicatori (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, causalità comune, modalità della condotta, sistematicità, programmazione preventiva dei reati successivi) e ha ricordato l'onere di allegazione a carico del condannato: indicare i reati da unificare e fornire elementi specifici che dimostrino la preventiva programmazione unitaria. La Corte ha ritenuto corretta l'ordinanza impugnata che aveva escluso l'unicità del disegno criminoso in ragione della diversa natura dei reati (furto aggravato, tentata estorsione, furto in appartamento, resistenza a P.U., lesioni aggravate, oltraggio, falso, rapina aggravata, evasione), del lungo arco temporale (2005-2017) e dell'assenza di elementi concreti e plausibili a dimostrazione di una ideazione comune preventiva. Il mero stato di tossicodipendenza, genericamente dedotto, non è stato ritenuto idoneo a provare la preventiva e comune ideazione dei reati in assenza di ulteriori elementi. Per tali ragioni il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; è stato inoltre disposto l'oscuramento dei dati personali relativi allo stato di tossicodipendenza come da dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 81, comma secondo, cod. pen.

    La continuazione richiede una preventiva e unitaria ideazione delle condotte; l'istituto si applica solo se i reati successivi sono stati programmati, almeno nelle linee essenziali, al momento del primo reato

  • art. 186, disp. att. cod. proc. pen.

    Consente l'acquisizione d'ufficio di sentenze per valutare elementi rilevanti; la Corte osserva che lo stato di tossicodipendenza deve emergere in modo concreto dalle sentenze acquisite o da prove specifiche

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 95

    Norma del codice della strada citata solo nella menzione del falso; la Corte utilizza l'esempio di reati (falso, oltraggio, resistenza) la cui natura rende implausibile una preventiva programmazione comune rispetto ad altri reati

  • Giurisprudenza: Sez. U n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo) Rv. 270074

    Precisa che per la continuazione occorre una approfondita verifica di concreti indicatori e che non è sufficiente valorizzare la presenza di taluni indici se i reati successivi sono frutto di determinazione estemporanea

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 28762 del 28/04/2023 (El) Rv. 284970

    Riafferma l'onere del condannato di indicare i reati da unificare e gli elementi specifici che dimostrino la riconducibilità a una preventiva programmazione unitaria

  • Giurisprudenza: Sez. 5 n. 21326 del 06/05/2010 (Faneli) Rv. 247356

    Sottolinea che la mera contiguità cronologica o l'identità/analogia dei titoli di reato sono indici non decisivi per la preventiva ideazione unitaria, potendo indicare soltanto abitudinarietà criminosa

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 50716 del 07/10/2014 (Iannella) Rv. 261490

    Indica che lo stato di tossicodipendenza può giustificare l'unicità del disegno criminoso solo se collegato e dipendente rispetto ai reati contestati e congiunto ad altri elementi richiesti dalla giurisprudenza

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 881 del 29/09/2015 (Filippone) Rv. 265716

    Afferma che il giudice non viola l'obbligo di motivazione se non prende in considerazione una generica deduzione di tossicodipendenza non comprovata da elementi concreti o certificati

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 39222 del 26/02/2014 (B.) Rv. 260896

    Conferma che la mera inclinazione a reiterare illeciti o un programma generico di attività delittuosa non integra di per sé l'unitaria e anticipata ideazione richiesta dall'art. 81, comma secondo

Massime di principio

  • Per ottenere la dichiarazione di reato continuato "in executivis" è necessario dimostrare elementi concreti e specifici: omogeneità del bene giuridico protetto, contiguità spazio-temporale, causalità comune, analogia nelle modalità e programmazione preventiva dei reati successivi.
  • L'onere di allegazione grava sul condannato: deve indicare quali reati chiede di unificare e fornire indici sintomatici plausibili della unicità del disegno criminoso; non basta la mera elencazione o la cronologia delle condanne.
  • La sola ripetizione di reati della stessa tipologia o la coincidenza di titoli di reato indicano abitualità criminosa, ma non provano automaticamente una preventiva e unitaria ideazione.
  • Lo stato di tossicodipendenza può essere elemento a favore della continuazione solo se è specificamente documentato e collegato causalmente ai reati considerati; una deduzione generica non è sufficiente.
  • Un arco temporale molto ampio e la presenza di reati di natura diversa (es. reati contro la persona o comportamenti contraddittori come falsità/oltraggio) indeboliscono la tesi della programmazione unitaria.
  • In sede esecutiva il giudice dell'esecuzione deve motivare valutando gli elementi prodotti; se le affermazioni del ricorrente non sono supportate da prove o elementi concreti, il diniego della continuazione è legittimo.
  • Se si propone un'eventuale unificazione per gruppi di reati, la richiesta deve essere formulata e motivata specificamente, indicando i criteri di raggruppamento e gli indici che ne giustificano l'applicazione.

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