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Sentenza

Sentenza n. 9609/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'accertamento e la declaratoria dell’illiceità dell’inerzia comunale sull’istanza attorea del 2 ottobre 2024 e successivi solleciti di revisione del canone concessorio del servizio di distribuzione del gas naturale; dell’inadempimento del Comune al dovere di sottoscrivere l’accordo revisionale esecutivo della deliberazione di Consiglio comunale n. 18 del 4 giugno 2025 recante accettazione del Comune della proposta revisionale della ricorrente nonché per la condanna del Comune a concludere il procedimento di revisione del canone concessorio del servizio di distribuzione del gas naturale mediante sottoscrizione con la ricorrente dell’accordo modificativo di detto canone conformemente a quanto stabilito dalla citata delibera consiliare, oltre che per l’emanazione di tutte le misure ex art. 34 c. 1 lett. c) ed e) c.p.a., o, in subordine, con nomina – anche immediata - di commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202601861

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: inerzia del Comune sull'istanza di revisione del canone concessorio e mancata sottoscrizione dell'accordo revisionale

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società concessionaria ha agito per l'accertamento dell'illiceità dell'inerzia del Comune sull'istanza del 2 ottobre 2024 e sui successivi solleciti relativi alla revisione del canone concessorio del servizio di distribuzione del gas naturale. Ha inoltre dedotto l'inadempimento dell'amministrazione al dovere di sottoscrivere l'accordo revisionale esecutivo della deliberazione consiliare n. 18 del 4 giugno 2025, con cui il Comune aveva accettato la proposta revisionale della società, chiedendo la condanna dell'ente alla conclusione del procedimento mediante sottoscrizione dell'accordo modificativo del canone, nonché l'adozione delle misure di cui all'art. 34, comma 1, lettere c) ed e), c.p.a., eventualmente mediante nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Dopo la proposizione del ricorso, la società ha comunicato che era intervenuta la sottoscrizione dell'accordo di revisione del canone concessorio e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. Il TAR, rilevato che il comportamento sopravvenuto dell'amministrazione aveva soddisfatto la pretesa azionata, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Ha inoltre disposto l'irripetibilità delle spese processuali sostenute dalla ricorrente, ritenendo sussistenti giusti motivi e conformandosi alla richiesta della parte.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 1, lettere c) ed e), c.p.a.

    La ricorrente ne aveva chiesto l'applicazione per ottenere la condanna dell'amministrazione alla conclusione del procedimento e l'adozione delle misure conseguenti, anche mediante nomina di un commissario ad acta; il giudice non ha esaminato nel merito tali richieste, essendo intervenuta la sottoscrizione dell'accordo.

Massime di principio

  • La sottoscrizione, successiva alla proposizione del ricorso, dell'accordo amministrativo richiesto dal ricorrente può determinare la cessazione della materia del contendere quando realizza integralmente la pretesa sostanziale dedotta in giudizio.
  • Quando la parte ricorrente chiede la cessazione della materia del contendere a seguito della sopravvenuta soddisfazione della propria pretesa, il giudice può dichiararla senza procedere all'esame dei motivi e delle ulteriori misure richieste, comprese quelle sostitutive o commissariali.
  • In presenza di giusti motivi, le spese processuali possono essere dichiarate irripetibili, anziché poste a carico di una delle parti.

Come è indicizzato

MaterieDistribuzione del gasEstinzione, perenzione e improcedibilitàGiudizio di ottemperanza
RamiServizi pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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