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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9854/2023 del 08/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di ricusazione nei confronti delle due giudici nel procedimento penale 'Rinascita Scott'. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge per non aver fissato la camera di consiglio ai sensi dell'art. 127 c.p.p. prima di dichiarare l'inammissibilità della ricusazione (contestando l'applicazione dell'art. 41 c.p.p.); 2) la dichiarazione di ricusazione sarebbe stata tempestiva perché formulata il 12/08/2022 e, secondo il ricorrente, la conoscenza legale della causa di ricusazione sarebbe avvenuta solo in udienza l'8/09/2022, perciò entro i termini previsti.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto legittima la declaratoria di inammissibilità adottata de plano dalla Corte di appello, affermando che ai sensi dell'art. 41 c.p.p. non è obbligatorio fissare l'udienza in camera di consiglio quando la ricusazione è da dichiarare inammissibile, tra cui per tardività. Quanto al termine di tre giorni ex art. 38 comma 2 c.p.p., la Corte ha richiamato i due indirizzi giurisprudenziali (conoscibilità oggettiva vs conoscenza effettiva) e ha concluso che, comunque, l'istanza del ricorrente sarebbe risultata tardiva: se la conoscenza è avvenuta in udienza l'8/09/2022 la ricusazione doveva essere proposta prima della fine dell'udienza o, se riservata, formalizzata nei tre giorni successivi. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 500 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 41 c.p.p.

    Stabilisce che la declaratoria di inammissibilità può essere emessa "senza ritardo" e non richiede necessariamente la fissazione dell'udienza in camera di consiglio; l'art. 41 comma 3 prevede invece l'udienza camerale solo per la decisione di merito sulla ricusazione.

  • art. 127 c.p.p.

    Norma sull'udienza in camera di consiglio; la Corte ha ritenuto che l'adozione di tale forma non sia obbligatoria quando si procede a una declaratoria di inammissibilità ex art. 41, comma 1.

  • art. 38, comma 2 c.p.p.

    Fissa il termine di tre giorni per la proposizione della ricusazione in determinate ipotesi; la Corte ha richiamato che, anche ammettendo la conoscenza in udienza, la dichiarazione deve essere formulata entro la stessa udienza o, se riservata, formalizzata nei tre giorni successivi.

Massime di principio

  • La declaratoria di inammissibilità per tardività può essere adottata de plano senza previa udienza in camera di consiglio quando l'eccezione ricade nei casi previsti dall'art. 41 c.p.p.
  • Esistono due orientamenti sulla decorrenza del termine di tre giorni: one basato sulla conoscibilità oggettiva dell'atto (pubblicità) e l'altro sulla conoscenza personale ed effettiva del ricorrente; tuttavia, in pratica, se la causa di ricusazione emerge in udienza essa va proposta prima della sua conclusione oppure, se riservata, formalizzata entro tre giorni.
  • In caso di mancato rispetto dei termini per la ricusazione la richiesta è inammissibile e il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie qualora non emerga l'assenza di colpa.
  • Per evitare il rischio di inammissibilità, il difensore deve sollevare la ricusazione immediatamente in udienza o verbalizzare una riserva e provvedere alla formalizzazione entro i termini di legge.

Testo integrale

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