Salta al contenuto
decreto_dirigenziale

Decreto dirigenziale n. 134 del 27/05/2021

Piano Strategico Nazionale Della Mobilità Sostenibile: "modalità di erogazione regioni" previsto dall'articolo 3 commi 2 e 3 del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Economia e delle Finanze n° 81 del 14/02/2020.

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti134

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto disciplina, per il quinquennio 2019-2023, le modalità operative di utilizzo delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile già ripartite alle regioni con il decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020. Definisce beneficiari, spese ammissibili, regole per autobus e infrastrutture di supporto, leasing, anticipazioni e saldi, documentazione da produrre, vincoli di destinazione e reversibilità, nonché monitoraggio e revoche. È inoltre determinato il quadro finanziario complessivo pari a euro 2.171.208.280, con riparto annuale fino al 2033.

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per il quinquennio 2019-2023

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile

Il decreto definisce le regole operative per l’utilizzo delle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile riferite al quinquennio 2019-2023, in attuazione della legge n. 232/2016, del DPCM 17 aprile 2019 e del decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020. L’atto interviene anche alla luce dell’articolo 200, comma 7, del decreto-legge n. 34/2020, che ha inciso sul regime del cofinanziamento e sull’obbligo di utilizzo di mezzi a alimentazione alternativa fino al 31 dicembre 2024.

Base normativa e finalità

Il provvedimento si colloca nel quadro del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, finalizzato al rinnovo del parco autobus destinato ai servizi di trasporto pubblico locale e regionale e al miglioramento della qualità dell’aria mediante tecnologie innovative. La disciplina operativa è adottata in attuazione dell’articolo 3 del decreto interministeriale n. 81/2020 e previo accordo espresso in Conferenza Unificata il 5 maggio 2021.

Beneficiari e modalità di utilizzo delle risorse

I beneficiari delle risorse sono le singole regioni, che possono impiegare i fondi direttamente oppure tramite soggetti attuatori. Tra questi rientrano imprese affidatarie o esercenti i servizi di TPL, soggetti individuati dalle norme regionali e soggetti affidatari della gestione di parchi rotabili e/o infrastrutture impiegati per i medesimi servizi.

Le regioni e i soggetti attuatori devono assicurare che le forniture e le infrastrutture di supporto non siano oggetto, per la quota ammessa a contributo, di altri finanziamenti diversi da quelli disciplinati dal decreto interministeriale n. 81/2020.

Rimodulazione dei piani di investimento

Il decreto consente alle regioni di proporre nel 2023 e nel 2028 la rimodulazione dei piani di investimento ammessi a contributo, rispettivamente per i quinquenni 2024-2028 e 2029-2033. La rimodulazione può incidere su:

  • cofinanziamento;
  • tipologia di autobus;
  • quota di risorse destinata alle infrastrutture di supporto.

Spese ammissibili e ambito di finanziamento

Le risorse possono essere utilizzate esclusivamente per:

  • fornitura di autobus;
  • attrezzaggi previsti dall’articolo 5, comma 5, ed eventualmente dall’articolo 5, comma 6;
  • realizzazione delle relative infrastrutture di supporto.

Non sono ammesse a contribuzione, neppure parziale:

  • spese amministrative di gestione gara e contratto;
  • spese di manutenzione, salvo quanto previsto per la redazione dei piani di investimento esecutivi;
  • spese per contenziosi relativi ad affidamento o esecuzione di appalti di lavori o forniture.

L’IVA è ammissibile solo se effettivamente e definitivamente sostenuta e non recuperabile. Sono finanziabili solo forniture e infrastrutture le cui procedure siano iniziate dopo il 17 aprile 2019 con atti formali, come determina a contrarre o atti equivalenti.

È inoltre consentito l’utilizzo delle risorse per coprire quota parte di un contratto di leasing con obbligo di riscatto per autobus, secondo condizioni specifiche.

Leasing

Il contratto di leasing deve avere durata pari o inferiore agli anni residui del programma di investimento al momento della sottoscrizione. Il canone e il riscatto devono rientrare nel cronoprogramma degli investimenti allegato al decreto.

Le risorse del Piano non coprono la parte del canone destinata a remunerare il capitale del fornitore terzo né la quota di cofinanziamento ammessa per lo specifico investimento. Il mezzo acquisito in leasing è soggetto ai medesimi vincoli di destinazione e reversibilità previsti per gli altri mezzi finanziati.

La rendicontazione di ciascun canone deve indicare separatamente:

  • contributo statale;
  • cofinanziamento regionale;
  • quota interessi.

Tipologia di autobus e attrezzaggi obbligatori

Gli autobus acquistabili devono essere idonei al servizio di trasporto pubblico locale e regionale. In via transitoria, per le risorse del biennio 2019-2020, possono essere acquistati anche autobus diesel o ibridi, purché di classe emissiva più recente.

Per le risorse dal 2021 al 2023, l’acquisto di autobus diesel e/o ibridi è consentito solo per mezzi extraurbani in regioni o province non servite dalla rete nazionale di distribuzione del metano e per autobus impiegati in comuni montani, a condizione che i veicoli siano di classe emissiva più recente e previa idonea documentazione sulla mancanza della rete di metano.

Dal 2024 è consentito l’acquisto esclusivamente di mezzi:

  • a metano, elettrici e a idrogeno per il trasporto pubblico urbano;
  • a metano e a idrogeno per il trasporto pubblico extraurbano.

Gli autobus devono essere corredati obbligatoriamente da:

  • attrezzature per accesso e trasporto di persone a mobilità ridotta;
  • conta-passeggeri attivo indipendentemente dalla validazione elettronica dei titoli di viaggio;
  • dispositivi di localizzazione;
  • predisposizione per la validazione elettronica;
  • videosorveglianza e dispositivi di protezione del conducente secondo le modalità previste dalla regione;
  • sistemi di aerazione e climatizzazione.

Ulteriori attrezzaggi, comprese strutture porta biciclette, possono essere finanziati fino al 5% del costo complessivo del veicolo, se previsti nella programmazione regionale.

Infrastrutture di supporto e piani esecutivi

Per le infrastrutture di supporto può essere destinato un importo massimo pari al 50% del contributo previsto per il primo triennio di ciascun quinquennio. I piani di investimento esecutivi possono variare fino al 10% le voci di spesa rispetto ai piani ammessi a contributo, per realizzare infrastrutture di supporto o modificare le tipologie di alimentazione previste.

Sono ammissibili le opere strettamente connesse alla gestione delle tipologie di autobus ad alimentazione alternativa, in particolare:

  • allacciamenti alla rete di erogazione della fonte di alimentazione;
  • luoghi di ricarica e relativi apparati;
  • siti e dispositivi di stoccaggio;
  • eventuali adeguamenti dei depositi esistenti.

Le spese tecniche di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo sono ammesse, previa certificazione regionale, entro i limiti del D.M. Giustizia 17 giugno 2016. Per la redazione dei piani di investimento esecutivi è prevista una erogazione massima pari al 2% del contributo per le infrastrutture di supporto.

È inoltre prevista la possibilità di cofinanziamento al 100% per aziende consorziate che realizzino depositi con stazioni di rifornimento condivise, anche nei casi di consorzi o raggruppamenti già costituiti per la gestione unitaria di contratti di servizio o tra operatori di diversi contratti attivi nelle medesime zone.

Modalità di erogazione delle risorse

L’erogazione avviene su istanza della regione e nei limiti delle risorse disponibili mediante trasferimento su conto corrente. Sono previste tre fasi:

  • anticipazione pari al 20% dell’importo complessivo del contributo del quinquennio, all’avvenuta registrazione del decreto direttoriale di impegno;
  • erogazioni successive in misura corrispondente alla spesa progressivamente rendicontata, comunque almeno pari al 10% dell’importo complessivo del contributo del quinquennio e fino al limite massimo del 90% del contributo riconosciuto;
  • erogazione finale pari al 10% del contributo.

I provvedimenti di erogazione sono adottati entro 60 giorni dalla rendicontazione regionale.

Cofinanziamento

Fino al 31 dicembre 2024 non si applicano le disposizioni del DPCM 17 aprile 2019 relative al cofinanziamento statale. Tuttavia, la regione resta tenuta a garantire direttamente o tramite soggetto attuatore la copertura dell’eventuale quota non coperta dal contributo statale qualora il costo effettivo dei mezzi o delle infrastrutture risulti superiore al contributo concesso.

Istanza, documentazione e rendicontazione

Per ottenere l’anticipazione, la regione deve presentare:

  • documentazione di programmazione adottata ai sensi del decreto interministeriale n. 81/2020;
  • scheda dell’allegato 2 compilata e firmata dal dirigente regionale responsabile, con indicazione del conto di tesoreria e dei CUP;
  • scheda anagrafica dell’allegato 3 compilata e firmata dal dirigente regionale responsabile.

Per gli acconti e il saldo devono essere trasmessi, tra l’altro:

  • piano di investimento esecutivo con dettaglio di autobus e infrastrutture;
  • dati identificativi degli ordini di acquisto, delle procedure di aggiudicazione, CUP e CIG;
  • dati del fornitore/costruttore e delle imprese designate all’acquisto;
  • elenco dotazioni, attrezzature ed eventuali infrastrutture di alimentazione;
  • indicazione dei costi contrattuali ammessi a contributo;
  • provvedimenti regionali sul vincolo di reversibilità e di destinazione;
  • dichiarazioni del RUP su conformità delle forniture, requisiti degli attrezzaggi e assenza di altri finanziamenti.

Per le infrastrutture vanno inoltre prodotti SAL, certificati di pagamento e fatture quietanzate o corredate dai relativi bonifici. Per le forniture devono essere indicati numero di targa, tipologia di alimentazione e fatture quietanzate riferite a ciascun autobus. Per il saldo finale sono richiesti anche certificati di collaudo o di regolare esecuzione e i dati essenziali dei documenti di circolazione per la messa in servizio.

La Direzione generale competente approverà con successivi decreti i format per le richieste di erogazione.

Utilizzo delle economie e revoca

Le economie derivanti da ribassi di gara o altre cause possono essere immediatamente riutilizzate per incrementare il piano di investimento esecutivo, previa comunicazione al Ministero. Le economie residue al completamento delle forniture o delle infrastrutture sono revocate se non riutilizzate entro 12 mesi dal completamento del programma di investimento originariamente ammesso.

Il contributo è revocato anche in caso di mancato rispetto dei termini e delle modalità del decreto. Le somme già erogate e revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento di revoca.

Vincoli di destinazione, reversibilità e pubblicità

Gli autobus e le infrastrutture finanziati devono essere destinati esclusivamente ai servizi di TPL della regione beneficiaria fino alla fine della vita tecnica. Alla scadenza, l’eventuale valore residuo derivante da alienazioni deve essere impiegato per le medesime finalità.

È previsto il vincolo di reversibilità in favore dell’amministrazione pubblica competente, previo riscatto del valore residuo, anche in caso di subentro di nuovi affidatari del servizio secondo i criteri dell’Autorità di regolazione dei trasporti richiamati nel decreto.

Ogni autobus deve recare una specifica dicitura di pubblicità del finanziamento, con logo dello Stato italiano, stemma e denominazione della regione assegnataria e la frase: "Finanziato con risorse del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili".

Verifiche, obblighi contabili e monitoraggio

Il Ministero può svolgere verifiche, anche in loco, sull’attuazione del piano e sull’effettivo utilizzo delle risorse. La regione deve consentire l’accesso alla documentazione e l’assistenza necessaria.

Ai fini del corrispettivo dei contratti di servizio, nel conto economico delle imprese di cui all’articolo 2, comma 3, non devono essere ricompresi ammortamenti e oneri di locazione relativi alla quota di costo coperta dal contributo pubblico.

Gli enti beneficiari devono trasmettere una relazione annuale sullo stato di attuazione del piano operativo.

Risorse finanziarie e decorrenza

L’importo complessivo dei contributi determinati per le regioni beneficiarie è pari a euro 2.171.208.280, ripartiti in annualità dal 2019 al 2033 secondo la tabella allegata. Le risorse sono rideterminate in applicazione dell’articolo 6, comma 2, del DPCM 17 aprile 2019 a partire dal 2025. Le risorse non assegnate con il decreto, ai sensi della possibilità di rimodulazione, sono impegnate nel 2023.

Il decreto produce efficacia dalla data di comunicazione alle regioni dell’avvenuta registrazione presso gli organi di controllo.

Punti principali

Base normativa e finalità

Il decreto attua il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, in collegamento con la legge n. 232/2016 e con il decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020. Regola le modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse assegnate alle regioni per il quinquennio 2019-2023.

Beneficiari, utilizzo delle risorse e rimodulazione

I beneficiari sono le singole regioni, che possono operare direttamente o tramite soggetti attuatori, imprese affidatarie/esercenti del TPL o altri soggetti designati dalla normativa regionale. È prevista la possibilità di rimodulare i piani di investimento nel 2023 e nel 2028 per i periodi successivi, tenendo conto di innovazioni tecnologiche e mutate condizioni finanziarie.

Spese ammissibili, autobus e infrastrutture

Le risorse finanziano esclusivamente l’acquisto di autobus per TPL urbano ed extraurbano, con i relativi attrezzaggi, e le infrastrutture di supporto. Sono escluse spese amministrative di gara e contratto, manutenzione e contenziosi; l’IVA è ammissibile solo se realmente sostenuta e non recuperabile. Il decreto disciplina anche le tipologie di alimentazione ammesse e gli attrezzaggi obbligatori dei veicoli.

Erogazione, rendicontazione, vincoli e controlli

L’erogazione avviene con anticipazione, acconti intermedi e saldo finale, sulla base di istanze regionali corredate da documentazione tecnica e contabile. Sono previsti il vincolo di destinazione dei mezzi al TPL regionale, il vincolo di reversibilità, obblighi di pubblicità sui veicoli, verifiche ministeriali in loco, monitoraggio annuale e revoca delle risorse non utilizzate o non conformi ai termini.

Come è indicizzato

Materietrasporto pubblico localefinanziamenti e contributiautotrasportoopere pubbliche e infrastrutturepnrr

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.