Cassazione Civile, Sentenza n. 23502/2022 del 27/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Opposizione in sede di distribuzione (ex art. 512 c.p.c.) avente ad oggetto la contestazione della legittimità dell'assegnazione del ricavato dell'espropriazione a favore della signora Balduzzi. La ricorrente (cessionaria dei crediti della Banca Popolare di Marostica) deduceva la simulazione assoluta del negozio sottostante all'emissione delle cambiali che avevano consentito l'iscrizione ipotecaria a favore della resistente, chiedendo il riconoscimento della simulazione e la conseguente alterazione dell'ordine di prelazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, quando la domanda di simulazione è proposta da un terzo (qui la ricorrente), grava su tale terzo l'onere di allegare e dimostrare la simulazione e di specificare il negozio sottostante che si pretende sia simulato. Ha ritenuto corretta l'attività valutativa del Tribunale di Alessandria, che ha esaminato gli indizi in modo analitico e complessivo, fondando la decisione su presunzioni adeguatamente motivate; le censure della ricorrente che chiedevano diversa valutazione delle prove sono state giudicate inammissibili o infondate. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio e ad un ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa vigente.
Norme richiamate
art. 512 c.p.c.
Disciplina dell'opposizione in sede di distribuzione: è lo strumento processuale utilizzato dalla parte postergata per contestare il progetto di riparto; il debitore esecutato è litisconsorte necessario.
art. 23, comma 8-bis, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 176/2020)
Consente la trattazione in camera di consiglio senza discussione orale; la causa è stata trattata in tale modalità con deposito delle conclusioni del Pubblico Ministero in forma scritta.
art. 1414 c.c.
Rilevante in tema di simulazione: la Corte richiama i principi sulla simulazione degli atti negoziali e la possibilità che la simulazione investa il negozio relativo all'emissione del titolo cambiario.
art. 1415 e ss. c.c.
Richiamati in relazione alla disciplina della simulazione (elementi costitutivi e conseguenze). La Corte ribadisce che chi agisce in simulazione deve allegare e provare il negozio sottostante.
art. 1418 c.c.
Norma sulla nullità degli atti (richiamata nella censura relativa a ipotesi di donazione): la Corte osserva che l'eventuale richiamo a una donazione era meramente esemplificativo e non decisivo perché non provato.
art. 48, legge 16 febbraio 1913, n. 89
Norma del regolamento cambiale richiamata dalla ricorrente in relazione alla forma delle donazioni; la Corte ha ritenuto ininfluente l'accenno alla donazione non dimostrata.
art. 2697 c.c.
Principio generale sulla prova: grava sul soggetto che deduce fatti l'onere della prova. La Corte lo applica per affermare che il terzo che deduce la simulazione deve provare l'effettiva simulazione e indicare il negozio sottostante.
art. 2727 c.c.
Norme sulla prova documentale e sui mezzi di prova; la Corte sottolinea la libertà e i limiti nella valutazione delle prove e degli indizi da parte del giudice di merito.
art. 116 c.p.c.
Richiamato in relazione alla valutazione della prova; la Corte conferma che il giudice di merito ha il potere di valutare la prova e che tale valutazione è sindacabile in Cassazione solo in presenza di vizi di motivazione o violazioni di diritto.
art. 360 c.p.c. (n. 3 e n. 5)
Norme che individuano i motivi di cassazione impugnati: la Corte ha ritenuto i motivi (parzialmente) infondati o inammissibili quando miravano a riequilibrare valutazioni di fatto riservate al merito.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Prevede l'ulteriore contributo unificato in caso di specifici presupposti processuali: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'applicazione di tale contributo a carico del ricorrente.
Massime di principio
- Quando la simulazione assoluta di un negozio sottostante titoli cambiari è dedotta da un terzo (non parte originaria del rapporto cambiario), grava su quel terzo l'onere di allegare quale negozio si assume simulato e di fornire elementi (anche indiziari) idonei a provarne la simulazione.
- Il giudice di merito può decidere sulla base di presunzioni e valutare la convergenza di più indizi secondo criteri di coerenza logica e compatibilità inferenziale; tale valutazione è sostanzialmente insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata.
- Non basta prospettare genericamente possibili ragioni che avrebbero potuto giustificare l'emissione delle cambiali: l'attore deve concentrare l'allegazione sulle ipotesi concrete e produrre elementi probatori o indizi specifici e convergenti.
- L'evocazione ipotetica di un atto (es. una donazione) non può sostituire la prova: se l'ipotesi non è allegata e provata, non incide sul rigetto della domanda.
- Proceduralmente, una riattivazione tempestiva della notifica (entro i limiti stabiliti) conserva gli effetti della notifica iniziale; la regolarità delle notifiche è valutata con attenzione dalla Corte.
- In cassazione non è possibile chiedere una nuova valutazione del fatto o delle prove: i motivi devono evidenziare violazioni di legge o vizi di motivazione; le critiche consistenti in una diversa ricostruzione dei fatti sono inammissibili.
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