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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14547/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con un unico motivo: carenza assoluta di motivazione in ordine al fumus commissi delicti (contestata la mancata individuazione del reato presupposto e del rapporto di pertinenzialità delle somme sequestrate) e al periculum (assenza di un concreto rischio di dispersione); il ricorrente lamenta inoltre un errore nella qualificazione del reato, sostenendo che si tratterebbe di ricettazione anziché di riciclaggio.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per motivi manifestamente infondati, generici e non consentiti. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia devoluto al giudice del riesame specifiche doglianze di merito tali da consentire adeguate risposte di fatto; ha confermato la valutazione di gravità indiziaria relativa al reato di riciclaggio, basata sull'assoluta implausibilità della versione difensiva circa la lecita provenienza di ingenti somme detenute da soggetto pressoché nullatenente e sugli indizi indicati nell'ordinanza di convalida (possibili reati presupposti: estorsione e traffico di stupefacenti, e possibile precedente riciclaggio). Ha ritenuto altresì sufficiente, nel contesto, l'accenno al pericolo di dispersione. Per questi motivi il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Il giudice ha considerato integrato il reato di riciclaggio anche nella fattispecie della consapevole ricezione, trasporto o frazionamento di denaro provento di attività illecita, senza necessità di provare giudizialmente l'esatta tipologia o gli autori del reato presupposto, potendo il giudice affermarne l'esistenza mediante prove logiche.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiama il carattere devolutivo del rimedio e l'onere per il ricorrente di specificare le doglianze di merito (fatti, fonti di prova, valutazioni) per consentire al giudice del riesame di fornire risposte concrete.

  • art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    La trattazione è avvenuta con procedimento scritto ai sensi della norma; ciò condiziona il modo in cui sono state esaminate le memorie e le conclusioni.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e all'irrogazione di una sanzione pecuniaria in caso di ricorso infondato; la Corte ha applicato tale pena equitativamente valutando i profili di colpa dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Per rendere ammissibile un ricorso avverso provvedimenti cautelari occorre devolvere in modo specifico e dettagliato tutte le doglianze di fatto e di prova; censure generiche o non sviluppate comportano l'inammissibilità.
  • La presenza di ingenti somme nella disponibilità di un soggetto privo di giustificazioni plausibili può costituire indice di fumus per il reato di riciclaggio anche se non è stato accertato in giudizio il delitto presupposto nella sua esatta tipologia.
  • Il trasporto, il frazionamento o la detenzione di proventi illeciti sono condotte idonee a integrare il reato di riciclaggio perché rendono più difficile l'identificazione dell'origine illecita della provvista.
  • Non è sempre necessario provare nel dettaglio il reato presupposto per disporre il sequestro preventivo per riciclaggio; il giudice può basarsi su prove logiche e indizi concordanti.
  • L'accertamento del pericolo di dispersione non richiede una motivazione estesa se, nel complesso della vicenda, emergono elementi che giustificano il rischio; tuttavia è sempre consigliabile fornire elementi concreti che sminuiscano tale pericolo quando si richiede il dissequestro.
  • Ricorsi formulati in modo generico espongono il ricorrente al rischio non solo di inammissibilità ma anche di condanna alle spese e di sanzioni pecuniarie; è pertanto opportuno valutare preventivamente la fondatezza e la specificità delle doglianze.
  • Prassi consigliata in casi analoghi: raccogliere e produrre documentazione dettagliata sulla provenienza lecita delle somme (contratti, fatture, bonifici, giustificativi fiscali), articolare contestazioni di fatto precise e circostanziate, e specificare ogni elemento che escluda il rischio di dispersione per ottenere il dissequestro.

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