Ordinanza n. 10478/2026 - Roma, Sezione 4
per il risarcimento del danno dovuto alla mancata attuazione – in favore del personale difesa e sicurezza – della previdenza complementare.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia e mancata attivazione del sistema di previdenza complementare previsto dalla legge n. 335/1995 in favore del personale dei comparti Difesa e Sicurezza
Esito
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto il risarcimento dei danni asseritamente derivanti dalla mancata attuazione della previdenza complementare prevista dalla legge 8 agosto 1995, n. 335. In vista dell'udienza di discussione hanno depositato memorie e documenti introducendo nuovi elementi e argomenti sui presupposti della responsabilità risarcitoria. In particolare, hanno richiamato la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali del 10 settembre 2025, pubblicata il 4 marzo 2026, secondo cui il protratto blocco dell'attivazione della previdenza complementare per i comparti Difesa e Sicurezza violerebbe l'articolo 12, paragrafo 3, e l'articolo E della Carta sociale europea. Hanno inoltre dedotto la specificità del quadro normativo del comparto militare, con particolare riguardo alla Guardia di Finanza, caratterizzato, fino alla riforma del 2023, dal divieto di costituire associazioni sindacali e dalla conseguente devoluzione della rappresentanza degli interessi al COCER, organo interno all'Amministrazione, sostenendo che l'inerzia e lo stallo negoziale sarebbero imputabili esclusivamente alle amministrazioni.
La decisione
Il TAR non ha assunto decisioni, neppure interinali, sui presupposti di rito o di merito della domanda risarcitoria. Ha rilevato che i nuovi argomenti e gli elementi documentali introdotti dai ricorrenti incidono direttamente sui presupposti costitutivi della responsabilità della pubblica amministrazione e richiedono l'esame e la replica delle amministrazioni resistenti, al fine di preservare il pieno contraddittorio e disporre di un quadro istruttorio completo. Ha quindi ordinato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'Economia e delle Finanze e all'ARAN di depositare una relazione informativa sui profili indicati in motivazione entro sessanta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell'ordinanza. Ogni valutazione di rito e di merito è stata riservata. La trattazione è stata rinviata all'udienza pubblica del 27 gennaio 2027.
Norme richiamate
legge 8 agosto 1995, n. 335
La domanda risarcitoria riguarda la mancata attivazione del sistema di previdenza complementare previsto dalla legge.
Articolo 12§3 della Carta sociale europea
È richiamato nella decisione del Comitato europeo dei diritti sociali quale parametro rispetto al quale il protratto blocco dell'attivazione della previdenza complementare sarebbe stato ritenuto lesivo dei diritti sociali.
Articolo E della Carta sociale europea
È richiamato nella decisione del Comitato europeo dei diritti sociali quale parametro del divieto di discriminazione.
Massime di principio
- Quando, prima della decisione, una parte introduce nuovi elementi e argomenti che incidono direttamente sui presupposti costitutivi della responsabilità risarcitoria, il giudice può differire la trattazione per consentire alle controparti di esaminarli e replicare, assicurando il pieno contraddittorio.
- In presenza di nuovi profili rilevanti per la decisione, il giudice può ordinare alle amministrazioni resistenti il deposito di una relazione informativa e rinviare la trattazione, riservando ogni valutazione di rito e di merito.
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