Cassazione Penale, Ordinanza n. 20545/2026 del 04/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva confermato la condanna di primo grado per furto pluriaggravato in abitazione. Con il primo e il secondo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, censurando il mancato accoglimento della richiesta di sostituzione della pena detentiva con una pena sostitutiva. Ha sostenuto, in sostanza, che la decisione di merito non avrebbe adeguatamente giustificato il diniego della misura sostitutiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondati il primo e il secondo motivo, osservando che la sentenza impugnata aveva motivato in modo логico e sufficiente sul punto, valorizzando la gravità del fatto e la pericolosità dell'imputato come elementi che rendevano la pena sostitutiva inidonea a perseguire la finalità rieducativa. Ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il diniego della pena sostitutiva è legittimo quando il giudice di merito dia conto, con motivazione logica e non manifestamente illogica, della concreta inidoneità della misura a realizzare la finalità rieducativa in ragione della gravità del fatto e della pericolosità del soggetto.
- La valutazione sulla concedibilità o meno della pena sostitutiva, se fondata su apprezzamenti di fatto adeguatamente motivati, non è sindacabile in sede di legittimità.
- Quando il ricorso per cassazione si risolve nella critica di una motivazione di merito logicamente argomentata sul trattamento sanzionatorio, può essere dichiarato inammissibile se i motivi risultano manifestamente infondati.
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