Sentenza del 14/09/2020 n. 602 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione della sentenza n.159/2017 della CTP di Lucca relativa ad accertamento ICI 2010. In appello l'istante ha per la prima volta dedotto di non essere titolare dell'immobile oggetto dell'accertamento e di avere la residenza in altro immobile del medesimo comune, riproponendo altresì ragioni già esposte in primo grado.
La decisione
Il Collegio ha dichiarato inammissibile l'appello per mancata specificità delle doglianze e insufficienza della parte argomentativa atta a confutare il fondamento logico-giuridico della sentenza di primo grado. Il provvedimento richiama orientamenti della Corte di Cassazione secondo i quali l'atto di appello deve comprensibilmente indicare i punti contestati e fornire argomentazioni che contrastino le ragioni del primo giudice. Nulla sulle spese del grado per la mancata costituzione del Comune. Decisione resa in camera di consiglio il 10/02/2020.
Norme richiamate
D.lgs. 546/1992
L'atto di appello deve contenere un contenuto minimo di specificità delle doglianze e delle motivazioni; è richiesta una parte argomentativa che confuti le ragioni del primo giudice.
Ordinanza Corte di Cassazione
11 luglio 2018, n. 18225 (VI sez.)
Ribadisce che l'appello deve opporre alla decisione di primo grado argomentazioni specifiche volte a incrinare il fondamento logico-giuridico della sentenza impugnata; il dissenso non può limitarsi a enunciazioni generiche.
Cassazione civile
Cass. n. 14908/2014; Cass. n. 22510/2015; Cass. n. 13007/2015
Giurisprudenza che sottolinea l'onere di specificità dei motivi di appello e la necessità di una parte argomentativa che contesti le ragioni del primo giudice.
Cassazione Sezioni Unite
Conferma che l'appello deve individuare chiaramente le questioni e i punti contestati, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa; non è richiesta una forma sacramentale né un progetto integrale alternativo, ma sí una argomentazione concreta.
Massime di principio
- L'atto di appello deve indicare chiaramente i punti della sentenza di primo grado contestati e fornire argomentazioni specifiche che confutino il ragionamento del primo giudice; semplici enunciazioni di dissenso sono insufficienti.
- Riproporre le stesse argomentazioni già svolte in primo grado è possibile, ma occorre comunque collegarle espressamente al motivo di impugnazione mostrando perché la decisione di primo grado è illogica o errata.
- Se si introducono nuovi fatti o nuove deduzioni in appello (es. nuova allegazione su titolarità o residenza), tali elementi devono essere corredati da motivazioni e, se possibile, da prova/documentazione, altrimenti rischiano di non integrare la specificità richiesta e rendere l'appello inammissibile.
- L'appello mantiene natura di revisio prioris instantiae: non serve un progetto di decisione alternativo completo, ma serve comunque una parte argomentativa solida che consenta al giudice di seconda istanza di valutare il contrasto rispetto alla prima decisione.
- In caso di mancata costituzione dell'Amministrazione resistente, il giudice può comunque decidere sulla ammissibilità dell'appello e, se lo dichiara inammissibile, può disporre la non imputazione delle spese del grado in presenza di specifiche ragioni (come l'assenza della resistente).
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