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Sentenza

Sentenza del 20/07/2021 n. 3652 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - Imu Ici - Immobile in comodato al figlio - Esenzione - Compete - Previa comunicazione al Comune - Mancanza o tardiva - Non osta al riconoscimento dell'esenzione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento per omesso pagamento IMU/ICI anno 2011 relativo a un immobile concesso in comodato d'uso gratuito al figlio. Il Comune aveva negato l'esenzione prevista per l'abitazione principale equiparata al comodato perché la contribuente non avrebbe presentato nei termini la comunicazione/dichiarazione prevista dal regolamento comunale.

La decisione

L'appello è stato accolto. Il giudice d'appello ha rilevato che il requisito sostanziale per l'esenzione (comodato gratuito al figlio con effettiva residenza del beneficiario dal 2010 e contratto regolarmente registrato) sussisteva e poteva essere accertato dal Comune mediante semplice istruttoria (certificato anagrafico storico e registrazione del contratto). La tardiva presentazione della comunicazione al Comune non è rilevante perché l'adempimento non è imposto dalla norma statale e il regolamento comunale non può aggiungere condizioni sostanziali non previste dalla legge. Le spese di lite sono compensate.

Norme richiamate

  • decreto-legge n. 93/2008

    La norma rimanda ai regolamenti comunali l'individuazione degli immobili da equiparare all'abitazione principale ma non consente l'introduzione di ulteriori condizioni o limitazioni che impediscano l'esenzione. Una comunicazione preventiva al Comune non può essere posta come condizione ostativa se i requisiti sostanziali sono accertabili.

  • regolamento comunale (materia IMU/ICI)

    Il regolamento richiedeva una comunicazione per il comodato ma non fissava termini perentori e non può imporre condizioni sostanziali che contrastino con la disciplina statale; la sua prescrizione è meramente amministrativa e non baratterà il diritto all'agevolazione quando i presupposti di fatto esistono e sono verificabili.

Massime di principio

  • La mancata o tardiva comunicazione al Comune relativa al comodato non elimina automaticamente il diritto all'esenzione se i requisiti sostanziali (comodato gratuito, effettiva residenza del beneficiario, contratto registrato) sussistono e sono accertabili.
  • I regolamenti comunali non possono introdurre condizioni sostanziali non previste dalla legge per godere di agevolazioni tributarie: eventuali formalità amministrative hanno valore probatorio/organizzativo, non sostitutivo del presupposto di diritto.
  • Il Comune è tenuto a svolgere una minima istruttoria con gli strumenti disponibili (certificato anagrafico storico, registrazione contrattuale) prima di emettere un avviso di accertamento che neghi un'esenzione basata su fatti oggettivi.
  • Il contribuente dovrebbe comunque presentare tempestivamente la documentazione (dichiarazioni, contratto registrato) per evitare contenziosi; tuttavia, la presenza di prove sostanziali può obbligare l'ente a rettificare/annullare l'atto anche in autotutela.
  • In giudizio il comportamento omissivo del contribuente può influire sulla liquidazione delle spese (compensazione), quindi è opportuno adempiere prontamente alle formalità amministrative anche quando il diritto sostanziale sussiste.

Testo integrale

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