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Ordinanza

Ordinanza n. 1754/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602107

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Torino di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato; ordinanza cautelare del TAR Piemonte di reiezione della domanda cautelare

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell’interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’interessato ha impugnato in appello l’ordinanza cautelare del TAR Piemonte che aveva respinto la domanda di sospensione degli effetti del decreto questorile di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che il diniego era fondato sulle condanne penali riportate dall’istante e su un giudizio di pericolosità sociale, con prevalenza delle esigenze di tutela della sicurezza pubblica. Il provvedimento questorile aveva inoltre esaminato le controdeduzioni presentate dall’interessato a seguito del preavviso di rigetto. L’appello cautelare contestava quindi, in sostanza, la legittimità e la sufficienza della motivazione del diniego e la valutazione amministrativa di pericolosità sociale.

La decisione

Il Consiglio di Stato, ai sensi dell’art. 62 c.p.a. e nei limiti della sommaria delibazione propria della fase cautelare, ha ritenuto insussistente il fumus boni iuris. Il decreto del Questore è apparso congruamente motivato perché ha considerato sia le condanne penali a carico dell’istante sia le controdeduzioni procedimentali presentate contro il preavviso di rigetto, formulando un compiuto giudizio di pericolosità sociale e ritenendo prevalenti le esigenze di tutela della sicurezza pubblica. L’appello cautelare è stato pertanto respinto. Le spese della fase d’appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato; la decisione è stata assunta sulla base della sommaria delibazione propria della fase cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, il Consiglio di Stato respinge la domanda quando, alla luce della sommaria delibazione propria della fase cautelare, l’atto impugnato appare assistito da adeguata motivazione e non emerge il prescritto fumus boni iuris.
  • Nel diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, la valutazione amministrativa può fondarsi sulle condanne penali dell’interessato purché il provvedimento esprima anche un concreto giudizio di pericolosità sociale e dia conto della prevalenza delle esigenze di tutela della sicurezza pubblica.
  • La motivazione del diniego risulta adeguata quando l’amministrazione considera le controdeduzioni presentate dall’interessato dopo il preavviso di rigetto e formula, all’esito, un giudizio compiuto sulla pericolosità sociale e sul bilanciamento con le esigenze di sicurezza pubblica.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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