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Circolare

Circolare INAIL n. 36 del 22 luglio 1992

Assicurazione contro il rischio di silicosi eo asbestosi. Decentramento della trattazione delle pratiche concernenti richieste di annullamento eo riduzione del tasso supplementare.

INAIL

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare dispone il decentramento, dal 1° settembre 1992, della gestione istruttoria e decisionale delle pratiche relative all'assicurazione contro il rischio di silicosi e/o asbestosi e alle richieste di annullamento o riduzione del tasso supplementare. Le competenze vengono attribuite alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale, che riceveranno la documentazione dalle Sedi, trasmetteranno i casi alla Consulenza tecnica per l'accertamento dei rischi professionali e daranno le istruzioni conseguenti dopo il parere tecnico. Restano a livello centrale le pratiche già in corso presso la Direzione generale, mentre i casi non componibili in sede regionale possono ancora essere rimessi alla Direzione generale con documentazione completa.

Decentramento alle Direzioni territoriali della trattazione delle pratiche su annullamento e/o riduzione del tasso supplementare per silicosi e asbestosi

Assicurazione contro il rischio di silicosi e/o asbestosi: decentramento della trattazione delle pratiche

La circolare disciplina il passaggio di competenze dalla Direzione generale alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale per la gestione delle pratiche relative all'assicurazione contro il rischio di silicosi e/o asbestosi e alle richieste di annullamento e/o riduzione del tasso supplementare. Il provvedimento si colloca nel quadro del decentramento amministrativo e nell'ottica di una più diretta gestione territoriale dei casi, con il supporto della Consulenza tecnica per l'accertamento dei rischi professionali.

Ambito del decentramento e decorrenza

A partire dal 1° settembre 1992, le funzioni istruttorie e decisionali, prima attribuite al Servizio normativo per le gestioni assicurative della Direzione generale, vengono svolte dalle Direzioni regionali, interregionali e provinciale. La finalità dichiarata è duplice: da un lato, consentire una gestione diretta delle singole fattispecie in ambito regionale; dall'altro, favorire l'individuazione e il governo sul territorio delle aree soggette a rischio specifico, in vista della futura istituzione di Centri di consulenza tecnica a base regionale.

Documentazione da acquisire e trasmettere

Le Sedi devono trasmettere alle Direzioni territoriali tutte le pratiche che richiedono accertamento tecnico, complete della documentazione utile a consentire una valutazione approfondita del rischio. In particolare, devono essere allegati:

  • copia della denuncia di esercizio originaria e delle eventuali denunce di aggiornamento;
  • copia della denuncia per l'assicurazione contro il rischio di silicosi/asbestosi e delle eventuali denunce di aggiornamento;
  • relazione ispettiva dettagliata sui materiali impiegati, sulle modalità di esecuzione dei lavori, sulla distribuzione del personale nei reparti, sulle mansioni svolte, sui macchinari utilizzati e sulle misure di igiene e prevenzione adottate;
  • elenco degli eventuali casi di rendita per silicosi e asbestosi, con indicazione del grado di invalidità;
  • eventuali campioni di materie o sostanze nocive;
  • ogni ulteriore documento o informazione utile alla completa cognizione della pratica.

Istruttoria tecnica e flusso procedurale

La circolare precisa che, allo stato, non è ancora possibile un decentramento totale per la mancanza di professionalità specialistiche idonee alla verifica del rischio a livello regionale. Per questo motivo, le Direzioni regionali, interregionali e provinciale, ricevuta la documentazione dalle Sedi, devono trasmettere le pratiche alla Consulenza tecnica per l'accertamento dei rischi professionali. Solo dopo aver acquisito il parere tecnico, le Direzioni territoriali impartiscono alle Unità richiedenti le istruzioni conseguenti.

Pratiche già in corso presso la Direzione generale

Le fattispecie già trasmesse alla Direzione generale e attualmente all'esame della Consulenza tecnica continueranno ad essere trattate centralmente fino al completamento dell'istruttoria. La circolare, quindi, non determina il trasferimento retroattivo di tali pratiche alle nuove strutture decentrate.

Casi non definibili in sede regionale

Per i casi nei quali non sia possibile raggiungere, in sede regionale, una composizione della vertenza con il datore di lavoro, è prevista la possibilità di sottoporre la questione alla Direzione generale - Servizio normativo per le gestioni assicurative. Anche in questo caso, la trasmissione deve avvenire con il corredo di tutta la documentazione utile.

Coordinamento con le istruzioni precedenti

La circolare conferma espressamente, per quanto compatibili, le istruzioni contenute nelle circolari nn. 10/1986, 21/1987 e 70/1988. Tali precedenti disposizioni continuano dunque a costituire il quadro di riferimento operativo, integrato dal nuovo decentramento delle competenze territoriali.

Punti principali

Decentramento delle competenze dal 1° settembre 1992

A decorrere dal 1° settembre 1992, le fasi istruttorie e decisionali relative alle pratiche per il rischio di silicosi e/o asbestosi, compresi gli annullamenti e le oscillazioni del tasso supplementare, sono attribuite alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale. La misura si inserisce nel più ampio decentramento delle competenze della Direzione generale e mira a consentire una gestione diretta delle fattispecie sul territorio e il governo delle aree a rischio.

Documentazione da trasmettere dalle Sedi

Le Sedi devono inoltrare alle Direzioni territoriali tutte le pratiche che richiedono accertamento tecnico, corredandole con: copia della denuncia di esercizio originaria e degli eventuali aggiornamenti; copia della denuncia per l'assicurazione contro il rischio di silicosi/asbestosi e dei relativi aggiornamenti; relazione ispettiva dettagliata su materiali, lavorazioni, distribuzione del personale, mansioni, macchinari, misure di igiene e prevenzione; elenco degli eventuali casi di rendita con indicazione del grado di invalidità; eventuali campioni di materie o sostanze nocive; ogni altro documento o notizia utile alla completa cognizione della pratica.

Ruolo della Consulenza tecnica accertamento rischi professionali

Poiché non è ancora possibile un decentramento totale per la mancanza di professionalità specialistiche regionali, le Direzioni regionali, interregionali e provinciale, ricevuta la documentazione, devono trasmettere le pratiche alla Consulenza tecnica accertamento rischi professionali. Dopo aver ricevuto il parere tecnico, le stesse Direzioni impartiscono le conseguenti istruzioni alle Unità richiedenti.

Pratiche già pendenti presso la Direzione generale

Le fattispecie già sottoposte alla Direzione generale e attualmente all'esame della Consulenza tecnica continuano ad essere istruite e completate dalla struttura centrale fino al loro esaurimento, senza trasferimento immediato alle nuove sedi decentrate.

Casi non componibili in sede regionale

I casi nei quali non sia possibile raggiungere una composizione della vertenza con il datore di lavoro in sede regionale possono essere sottoposti alla Direzione generale - Servizio normativo per le gestioni assicurative, purché corredati di tutta la documentazione utile.

Conferma delle istruzioni precedenti

La circolare conferma, per quanto compatibili, le istruzioni già impartite con le circolari nn. 10/1986, 21/1987 e 70/1988, che restano il riferimento operativo per la materia.

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