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Sentenza

Sentenza del 25/10/2024 n. 538 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Bologna

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Recupero del credito d'imposta per ricerca e sviluppo maturato nel 2017 per €35.885,06 (più sanzioni e interessi) relativo a un progetto realizzato dalla Società_1; l'Ufficio ha contestato che il progetto non avesse i requisiti di incertezza/rischio tecnico, originalità e avanzamento tecnologico richiesti per il riconoscimento dell'agevolazione. I ricorrenti hanno eccepito, tra l'altro, nullità dell'atto per cancellazione della società, violazione del contraddittorio, carenza motivazionale, violazione dell'onere probatorio dell'Amministrazione e, nel merito, la sussistenza dei requisiti normativi per il credito e l'infondatezza delle sanzioni.

La decisione

La Commissione tributaria ha accolto il ricorso. Pur ritenendo valide le notificazioni agli ex soci dopo la cancellazione della società (richiamando principio di diritto della Cassazione), il Collegio ha ritenuto che l'Agenzia non avesse fornito elementi tecnici sufficienti a motivare il disconoscimento del credito. I ricorrenti avevano prodotto una perizia giurata e una certificazione di effettività delle spese, assolvendosi così l'onere della prova sull'innovatività degli investimenti. Il Manuale di Frascati non era applicabile per gli anni d'imposta 2017-2019. Inoltre la Corte ha richiamato la giurisprudenza sulle condizioni che qualificano un credito come "inesistente" e ha rilevato l'assenza di una fraudolenta rappresentazione; pertanto è stato riconosciuto il credito d'imposta invocato. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 65, comma 4

    Principio richiamato per affermare la validità delle notificazioni agli ex soci dopo l'estinzione della società, per analogia con il caso di morte del debitore: gli ex soci subentrano nelle obbligazioni sociali.

  • Ordinanza Cassazione n. 753/2024

    Principio di diritto secondo cui le notificazioni di atti impositivi intestati a società estinta sono valide se indirizzate agli ex soci; usato per ritenere efficace l'atto di recupero notificato dopo la cancellazione della Società_1.

  • DLgs n. 218/2017, art. 5-ter

    Norma richiamata dalle parti per eccepire violazione del diritto al contraddittorio; la Corte ha comunque valutato la validità sostanziale dell'atto alla luce della giurisprudenza sulla notificazione agli ex soci.

  • DLgs 546/1992, art. 7, comma 5-bis

    Richiamato dalle parti in ordine all'onere probatorio; la Corte ha ritenuto che l'Amministrazione debba supportare il recupero con adeguati elementi tecnici e che il contribuente abbia prodotto prova (perizia giurata e certificazione spese).

  • DL 145/2013, art. 3

    Norma sostanziale sul credito d'imposta R&S invocata nel merito dai ricorrenti; la Corte ha ritenuto sussistenti i requisiti a fronte delle prove fornite e dell'assenza di convincente motivazione dell'Ufficio.

  • Legge 27/12/2019 n. 160, art. 1, comma 200

    Introduzione normativa che ha reso esplicito l'uso del Manuale di Frascati in anni successivi; la Corte ha osservato che il Manuale non era applicabile agli anni d'imposta 2017-2019 in contestazione.

  • D.P.R. n. 600/1973, artt. 36-bis e 36-ter

    Strumenti di controllo formale/automatizzato citati nella giurisprudenza di legittimità per distinguere tra credito "inesistente" e credito "non spettante"; se la carenza è rilevabile con controlli formali si applicano i termini ordinari.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 54-bis

    Richiamato come fattore di valutazione insieme agli artt. 36-bis/36-ter per la possibilità di rilevazione tramite controlli automatizzati/formali delle carenze del credito.

  • D.L. n. 185/2008, art. 27, comma 16

    Norma che prevede il termine più lungo di otto anni per l'accertamento quando il credito è "inesistente"; la Corte ha esaminato la condizione di inesistenza in base alla giurisprudenza di legittimità.

  • D.Lgs. n. 471/1997, art. 13, comma 5 (richiamato nelle pronunce)

    Richiamato nel contesto della definizione di credito inesistente e della rilevanza della carenza dei presupposti costitutivi in combinazione con l'impossibilità di rilevarla tramite controlli formali.

  • Cass. SS.UU. pronunce nn. 34419/2023 e 34452/2023

    Principio secondo cui per qualificare un credito come "inesistente" devono concorrere: (a) la mancanza del presupposto costitutivo e (b) l'impossibilità di riscontrare tale inesistenza mediante controlli formali/automatizzati; applicato dalla Corte per escludere che il credito fosse inesistente nel caso in esame.

Massime di principio

  • La cancellazione di una società non impedisce la validità delle notifiche fiscali: le comunicazioni indirizzate agli ex soci possono essere efficaci, poiché gli ex soci subentrano nelle obbligazioni sociali.
  • Per disconoscere un credito di imposta R&S l'Amministrazione deve fornire elementi tecnici convincenti; in assenza di competenze tecniche interne, è opportuno avvalersi di pareri tecnici o perizie settoriali.
  • Il contribuente può assolvere l'onere probatorio sull'innovatività mediante perizia giurata e certificazione di spese: tali documenti, se attendibili, possono far prevalere il contribuente in giudizio.
  • Il Manuale di Frascati ha efficacia normativa solo a partire dalla data di introduzione legislativa: non può essere automaticamente imposto per periodi precedenti alla sua entrata in vigore.
  • Distinguere tra credito "inesistente" e "non spettante": la qualifica di inesistente richiede la concomitanza della mancanza del presupposto e dell'impossibilità di riscontrarla tramite controlli formali; se l'ufficio poteva rilevarla con controllo formale, si applicano termini ordinari e si parla di credito non spettante.
  • Le sanzioni richiedono prova di artificiosa rappresentazione o di elementi che giustifichino la qualifica di inesistente; in mancanza di frode e con documentazione probatoria del contribuente, le sanzioni sono difficilmente sostenibili.

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