L.R. Lazio 14/2016
Disposizioni per valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti da filiera corta (1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge del Lazio promuove consumo, vendita e valorizzazione dei prodotti agricoli, agroalimentari, ittici e della silvicoltura provenienti da filiera corta, con misure per ristorazione collettiva, mercati, logo regionale, bandi, GASP e controlli. L’art. 3 sull’OGM è abrogato. Molti interventi dipendono da regolamento attuativo e bandi annuali; gli stanziamenti indicati riguardano il triennio 2016-2018.
Valorizzazione e sostegno della filiera corta agroalimentare nel Lazio
Valorizzazione e sostegno dei prodotti provenienti da filiera corta nel Lazio
La legge regionale del Lazio disciplina un insieme coordinato di misure per promuovere produzione, consumo, commercializzazione e informazione sui prodotti agricoli, agroalimentari, alimentari, forestali, ittici e dell’acquacoltura riconducibili alla filiera corta. L’obiettivo è coniugare sviluppo locale, sostenibilità ambientale, tutela della salute, trasparenza verso i consumatori e legalità.
Ambito di applicazione e definizione di filiera corta
La disciplina riguarda il territorio della Regione Lazio e si applica ai prodotti destinati all’alimentazione umana per i quali il trasporto dal luogo di produzione al luogo di consumo comporta meno di 25 chilogrammi di CO2 equivalente per tonnellata. Rientrano nella nozione anche prodotti tradizionali, stagionali, a sostenibilità ambientale certificata, di qualità riconosciuta, con uso di denominazioni o marchi di aree protette, ottenuti da risorse genetiche autoctone, con marchio collettivo, ittici a miglio zero e prodotti derivati dalla lavorazione di carni di selvatici catturati.
Misure di promozione e sostegno della filiera corta
La Regione prevede interventi per:
- informare adeguatamente i consumatori sull’origine e sulle specificità dei prodotti;
- incentivare l’uso di prodotti a filiera corta nella ristorazione collettiva pubblica;
- sostenere ristorazione e ospitalità che approvvigionano prodotti di filiera corta;
- favorire vendita diretta, anche in forma mobile;
- promuovere packaging riciclabile o compostabile;
- sostenere reti di aziende biologiche territorialmente contigue;
- favorire tecniche sostenibili, con riduzione degli agrofarmaci e risparmio idrico;
- rafforzare i controlli su etichettatura e presentazione;
- incentivare alimenti adatti a persone con intolleranze;
- sostenere gruppi di acquisto, gruppi di consumatori, GASP e gruppi di offerta.
È previsto anche il divieto di somministrazione di alimenti contenenti OGM, ma l’articolo specifico che lo disciplinava risulta abrogato.
Ristorazione collettiva e appalti pubblici
La Regione sostiene la fornitura e l’utilizzo di prodotti di filiera corta negli appalti pubblici destinati alla ristorazione collettiva. La fornitura e l’uso di prodotti di filiera corta in misura superiore al 50 per cento possono costituire titolo preferenziale nell’aggiudicazione, nel rispetto della normativa sui contratti pubblici. Nei servizi di ristorazione collettiva regionale, l’impiego di tali prodotti deve essere reso visibile agli utenti con idonei strumenti informativi. Le modalità operative sono demandate al regolamento attuativo.
Logo regionale, circuito promozionale e requisiti documentali
Alle aziende agricole che producono beni in possesso dei requisiti di legge può essere assegnato un logo regionale da esporre e usare nelle attività promozionali e di vendita. Un logo analogo può essere assegnato anche alle imprese di ristorazione, ospitalità, trasformazione e vendita al pubblico che acquistano almeno il 50 per cento, in valore, di prodotti di filiera corta.
Tali imprese possono essere inserite in un circuito regionale promozionale. L’approvvigionamento deve risultare da fatture che indichino origine, natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati. La Regione deve inoltre predisporre una specifica sezione documentale sul proprio sito istituzionale.
Vendita diretta e mercati locali
La vendita diretta prevista dalla normativa agricola statale si applica anche ai prodotti di filiera corta, compresa la vendita mobile. La disciplina comprende prodotti agricoli manipolati, conservati, trasformati o valorizzati, purché provenienti in misura prevalente dalle aziende condotte dai soggetti legittimati; la prevalenza è definita in base al comparto agronomico e al valore dei beni acquistati da terzi.
I comuni, nell’istituzione o ampliamento di mercati al dettaglio su aree pubbliche, devono riservare preferenzialmente posteggi ai produttori e agricoltori che effettuano vendita diretta di prodotti di filiera corta. Inoltre devono destinare aree a mercati contadini. La Regione può concedere contributi a comuni, enti pubblici e università agrarie che, in collaborazione con aziende agricole o imprese ittiche/cooperative, promuovano tali prodotti nelle scuole o in occasione di feste, sagre e fiere.
Risorse genetiche autoctone e pesca locale
La Regione promuove progetti per valorizzare le risorse genetiche autoctone di interesse agrario, con bando annuale indetto entro il 31 dicembre. Il bando è rivolto a imprenditori agricoli, amministrazioni comunali, associazioni, fondazioni, comitati, cooperative sociali, istituzioni scolastiche e universitarie che intendano promuovere e diffondere tali risorse iscritte nei registri regionali.
In materia di pesca e acquacoltura, la Regione promuove nuovi mercati per i prodotti ittici a miglio zero, il sostegno alla pesca artigianale, l’uso del prodotto locale nelle mense scolastiche e campagne educative sul pesce. Anche in questo caso è previsto un bando annuale entro il 31 dicembre, rivolto a soggetti pubblici e del terzo settore con adesione di pescatori, associazioni o cooperative.
Centri di trasformazione di comunità
La legge promuove la nascita dei centri di trasformazione di comunità (CTC), configurati come associazioni temporanee di scopo per mettere a disposizione degli operatori del territorio strutture tecnologiche di trasformazione delle principali filiere agricole e zootecniche. La Regione pubblica un bando annuale nell’ambito della programmazione europea per lo sviluppo rurale e può mettere a disposizione immobili regionali tramite procedure pubbliche.
Gruppi di acquisto solidale e popolare (GASP)
È istituito presso la Giunta regionale il registro regionale dei GASP, riservato ad associazioni senza fine di lucro che operano in modo stabile e continuativo nel Lazio. Ai gruppi iscritti la Regione può contribuire, in regime de minimis, alle spese di funzionamento, promozione e organizzazione per non più di tre anni.
Il regolamento e la delibera di Giunta devono definire requisiti e modalità di iscrizione e di erogazione dei contributi, tenendo conto di criteri quali: scambio effettivo, acquisti di prodotti a chilometri zero/di qualità/a filiera corta per oltre il 50 per cento, costituzione da almeno sei mesi, almeno quindici partecipanti residenti nel Lazio, proporzionalità del contributo e rendicontazione etico-sociale. Il fondo dedicato è alimentato con risorse previste per le annualità 2016, 2017 e 2018.
Commissione tecnico-scientifica e regolamento attuativo
È istituita una commissione tecnico-scientifica “prodotti a filiera corta” presso l’assessorato competente, con funzioni di supporto alla Giunta, monitoraggio dell’attuazione e raccolta delle criticità segnalate dagli operatori. La commissione propone un disciplinare tecnico che definisca strumenti di attuazione e requisiti minimi per imprese agricole, ristorazione, imprese ittiche e cooperative di pescatori ai fini dell’inserimento nel circuito promozionale.
La commissione è composta da rappresentanti istituzionali, del mondo agricolo, biologico, ambientale, professionale, dei consorzi di tutela e della ricerca. La partecipazione è gratuita e ARSIAL fornisce supporto tecnico-operativo.
Il regolamento regionale attuativo disciplina tracciabilità, etichettatura, pubblicità, appalti per la ristorazione collettiva, caratteristiche e uso del logo, contributi per mercati e bandi, procedure per CTC, criteri per aree a coltivazione biologica e incentivi per certificazioni di sostenibilità ambientale.
Controlli, uso del logo e ruolo di ARSIAL
La Regione e gli enti locali esercitano i controlli sulle infrazioni, avvalendosi anche della polizia amministrativa locale. ARSIAL controlla l’uso del logo e la promozione del circuito regionale, oltre al corretto funzionamento dei CTC. La violazione delle regole d’uso del logo comporta la revoca della concessione.
Iniziative divulgative e grande distribuzione organizzata
Le aziende agricole possono organizzare giornate “contadino per un giorno”, durante le quali i cittadini partecipano alle fasi di raccolta; le date e i luoghi possono essere pubblicati sui siti istituzionali della Regione e di ARSIAL. La Giunta regionale, con regolamento, favorisce inoltre accordi con la grande distribuzione organizzata per fissare obiettivi minimi di prodotti di filiera corta nel circuito della GDO.
Regime europeo degli aiuti e copertura finanziaria
I contributi previsti dalla legge sono subordinati al rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato. Se esentati da notifica, sono concessi nei limiti dei regolamenti UE applicabili; se soggetti a notifica, possono essere concessi solo dopo autorizzazione della Commissione europea o dopo che sia ragionevole ritenere avvenuta l’autorizzazione implicita, con decorrenza dalla pubblicazione dell’avviso sul BUR.
La legge e il regolamento attuativo devono essere comunicati alla Commissione europea ai sensi della direttiva 2015/1535. Sul piano finanziario, sono istituiti fondi dedicati con stanziamenti riferiti agli esercizi 2016, 2017 e 2018; è inoltre previsto il monitoraggio degli effetti finanziari e, se necessario, il successivo riassetto degli oneri con proposta di legge regionale.
Considerazioni sull’attualità della disciplina
La legge conserva valore come quadro di riferimento per la promozione della filiera corta nel Lazio, ma contiene misure fortemente legate a bandi annuali, regolamenti attuativi e stanziamenti del triennio 2016-2018. Inoltre uno degli articoli centrali sul divieto OGM risulta espressamente abrogato. Parte della disciplina è quindi storicizzata o dipendente da atti successivi, pur restando utile per ricostruire il quadro normativo regionale di settore.
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