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Legge

L.R. Lazio 1/2017

Interventi per promuovere la coltivazione della canapa (Cannabis Sativa) per scopi produttivi, alimentari ed ambientali e relative filiere

Normativa regionaleL.R. Lazio 1/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge del Lazio promuove coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa industriale a fini produttivi, alimentari e ambientali, con limiti di THC tra 0,2% e 0,6% e divieto di uso ricreativo. Prevede progetti pilota, programmi attuativi e contributi, soprattutto per il biennio 2017-2018, oltre a controlli, monitoraggio e regole UE sugli aiuti di Stato.

Promozione della coltivazione della canapa e delle relative filiere nel Lazio

Promozione della coltivazione della canapa e delle relative filiere nel Lazio

La legge regionale disciplina gli interventi con cui la Regione Lazio promuove la coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa industriale, con finalità produttive, alimentari, ambientali e di integrazione tra agricoltura e industria. La disciplina è limitata al territorio regionale ed è costruita per sostenere filiere locali e progetti sperimentali.

Finalità, ambito e limiti della disciplina

La Regione interviene per sostenere la competitività e la diversificazione delle imprese agricole, contenere l’impatto ambientale in agricoltura, ridurre il consumo di suolo e tutelare la biodiversità. La canapa è considerata utile anche per bonifica dei terreni, fitodepurazione dei siti inquinati, bioedilizia e bioingegneria.

La legge si applica esclusivamente alla canapa con contenuto di THC inferiore allo 0,2% e comunque non superiore allo 0,6%, coltivata preferibilmente con pratiche di agricoltura biologica. È vietata la coltivazione per uso ricreativo e ogni attività illecita finalizzata alla produzione o estrazione di sostanze stupefacenti.

Progetti pilota e interventi previsti

La Regione promuove progetti pilota per sviluppare filiere produttive regionali e verificarne la sostenibilità economica e ambientale. I progetti possono riguardare, tra l’altro:

  • individuazione delle varietà più idonee, con priorità a quelle autoctone nazionali e, se reperibili, regionali, purché autorizzate e certificate;
  • coltivazione delle varietà selezionate;
  • campi sperimentali per diversi processi produttivi;
  • impianti sperimentali di prima trasformazione e filiere a chilometro zero;
  • meccanizzazione di coltivazione, raccolta, movimentazione e stoccaggio;
  • coltivazione florovivaistica;
  • uso dei semi per alimenti, olio, farina e mangimi;
  • utilizzo della bacchetta per bioedilizia, bioingegneria, tessile, carta di pregio ed energia;
  • ricerca sull’infiorescenza per uso alimentare e parafarmaceutico;
  • banca dei semi e mappatura delle coltivazioni;
  • campi dimostrativi e formazione di operatori;
  • coltivazione per fito-depurazione in aree inquinate, con riferimento a Valle del Sacco, Valle Galeria e aree limitrofe agli impianti di Civitavecchia;
  • impiego dei residui nella bioedilizia o come biocombustibile in microimpianti ad uso aziendale, ferma l’esclusione della coltivazione per biomassa energetica.

Programma degli interventi e attuazione

La Giunta regionale, entro 90 giorni dall’entrata in vigore, approva il Programma degli interventi e ne affida l’attuazione tramite procedure ad evidenza pubblica a soggetti pubblici o privati con comprovata esperienza e professionalità. Il Programma è approvato sentita la commissione consiliare competente.

Nel Programma hanno priorità, nell’ordine, studio e ricerca su impianti sperimentali e industriali, banca dei semi e utilizzo dei derivati per settori parafarmaceutico, alimentare e cosmetico. I soggetti attuatori possono avvalersi del supporto tecnico di ARSIAL.

Contributi per ulteriori interventi e protocollo di qualità

La Regione può concedere contributi, in coerenza con la programmazione regionale di sviluppo rurale, anche per interventi ulteriori rispetto al Programma, a favore di:

  • aziende agricole, cooperative agricole e loro consorzi;
  • associazioni di comprovata esperienza costituite da almeno 24 mesi;
  • imprese, società e associazioni tra imprenditori dei settori agricolo, industriale, alimentare e ambientale.

Entro 90 giorni la Giunta definisce modalità di domanda, criteri di valutazione, importi massimi, percentuali di contributo, modalità di erogazione, controlli, revoche e recuperi. La Regione promuove inoltre un protocollo con regole comuni di certificazione volontaria di qualità per la filiera.

Monitoraggio, relazione annuale e controlli

Dal secondo anno successivo all’entrata in vigore, la Giunta presenta annualmente una relazione sugli effetti della legge alla commissione consiliare competente e al Comitato per il monitoraggio delle leggi regionali. La relazione riguarda stato di attuazione dei progetti, ulteriori interventi finanziati, dati sulle coltivazioni di cannabis sativa nel Lazio e criticità emerse.

Per controlli e sanzioni si rinvia alla legge statale n. 242/2016. La Regione acquisisce annualmente i dati dei controlli effettuati dai Carabinieri forestali e, se risultano sanzionati soggetti attuatori o beneficiari dei contributi, attiva il recupero delle somme erogate.

Regime europeo sugli aiuti di Stato

I contributi sono concessi nel rispetto della disciplina UE sugli aiuti di Stato. Se rientrano tra gli aiuti esentati da notifica, devono rispettare i regolamenti europei vigenti; se soggetti a notifica, sono concessi solo dopo autorizzazione della Commissione europea o dalla data di pubblicazione dell’avviso di autorizzazione sul BUR Lazio. La Regione promuove anche il riconoscimento della canapa come greening nell’ambito della PAC.

Disposizioni finanziarie

Per gli oneri della legge sono istituiti due fondi nel programma regionale agricolo: uno di parte corrente e uno in conto capitale. Per il 2017 e 2018 sono autorizzati rispettivamente 100.000 euro annui e 200.000 euro annui, con copertura tramite riduzione di fondi speciali del bilancio regionale 2017-2019. Possono concorrere anche risorse dei programmi operativi 2014-2020 e altre risorse pubbliche o private.

Decorrenza

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio. Le autorizzazioni di spesa e i contributi richiamano espressamente le annualità 2017 e 2018.

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