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Sentenza

Sentenza del 08/10/2019 n. 25060 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle dogane contestava alla società il mancato pagamento dell'imposta erariale sul consumo di energia elettrica acquistata e autoprodotta nel sedime aeroportuale di Fiumicino, sostenendo che la società avesse usufruito indebitamente dell'esenzione prevista dall'art. 52 del d.lgs. n. 504/1995. Secondo l'Agenzia, ADR non poteva qualificarsi come opificio industriale, non aveva correttamente cumulato i consumi propri con quelli delle utenze di terzi e non aveva adempiuto agli obblighi formali relativi alla costituzione di un'officina di esercizio. La CTR aveva però ritenuto sussistente il legittimo affidamento della società, fondato su una nota dell'Agenzia del 2002 e sui successivi comportamenti confermativi dei verificatori.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia delle dogane. Ha ritenuto inammissibile il motivo principale relativo al legittimo affidamento, poiché non contestava specificamente la ratio decidendi della sentenza impugnata, basata sulla nota del 2002 e sulle conferme successive dei verificatori, ma si concentrava soprattutto sull'interpretazione di alcune convenzioni. Gli ulteriori motivi dell'Agenzia e il ricorso incidentale della società sono stati dichiarati assorbiti. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in 3.800 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 52 del decreto legislativo n. 504/1995

    art. 52, comma 2, lett. g) e lett. o-bis)

    Disciplina l'imposta erariale sul consumo di energia elettrica e le relative esenzioni o agevolazioni. La controversia riguardava in particolare la possibilità per ADR di beneficiare dell'esenzione mediante il superamento della soglia di consumo, anche considerando l'energia acquistata e autoprodotta.

  • Art. 10, comma 2, della legge n. 212/2000

    Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell'amministrazione finanziaria

    Il legittimo affidamento derivante da indicazioni dell'amministrazione finanziaria può impedire l'applicazione delle sanzioni, anche se le indicazioni siano successivamente modificate.

  • Art. 366, comma 1, n. 3, cod. proc. civ.

    esposizione sommaria dei fatti di causa

    Il ricorso per cassazione deve esporre in modo sufficientemente chiaro i fatti, lo svolgimento del processo e le posizioni delle parti, così da consentire alla Corte di comprendere la controversia senza ricorrere ad altri atti.

  • Artt. 5 e 6 del decreto legislativo n. 472/1997

    Riguardano la colpevolezza e l'imputabilità nelle sanzioni tributarie; nella sentenza tali questioni sono rimaste assorbite.

  • Artt. 1362-1371 cod. civ.

    Prevedono i criteri di interpretazione dei contratti; l'Agenzia ne invocava la violazione con riferimento alle convenzioni stipulate con ADR, ma la censura è stata ritenuta non pertinente rispetto alla motivazione effettiva della sentenza.

Massime di principio

  • In materia tributaria, le indicazioni ufficiali dell'amministrazione finanziaria e i comportamenti successivi dei suoi verificatori possono generare un legittimo affidamento idoneo a escludere le sanzioni, anche quando l'interpretazione adottata dal contribuente venga successivamente ritenuta errata.
  • Il legittimo affidamento non elimina necessariamente l'imposta dovuta, ma può impedire l'applicazione delle sanzioni e degli interessi moratori nei limiti previsti dall'art. 10 della legge n. 212/2000.
  • Nel ricorso per cassazione è essenziale contestare precisamente la ratio decidendi della sentenza impugnata; una censura rivolta a profili diversi da quelli realmente posti a fondamento della decisione può essere dichiarata inammissibile.
  • Quando un motivo principale viene dichiarato inammissibile e la decisione rimane sorretta da una motivazione non efficacemente censurata, gli altri motivi principali e quelli incidentali possono essere dichiarati assorbiti.
  • Convenzioni o accordi tra contribuente e amministrazione non possono derogare alla legge, ma il loro contenuto, insieme alle note ufficiali e alla prassi amministrativa, può essere rilevante per valutare la buona fede e l'affidamento del contribuente ai fini sanzionatori.

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