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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29558/2025 del 19/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia, demandando a quella Corte anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità. Per effetto dell'annullamento non è stata esaminata la censura relativa alla mancata assunzione della teste Savaresi.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso di Daniele Torelli contestava la sentenza della Corte d'appello di Brescia che, in parziale riforma del primo grado, aveva qualificato come eccesso colposo l'azione difensiva di Torelli (capo a) relativa a lesioni personali), riducendo la pena e concedendo la sospensione condizionale subordinata al risarcimento; la Corte di appello aveva invece confermato la condanna per minaccia (art. 612, comma 2, c.p., capo b). L'imputato aveva sostenuto che la condotta era scriminata dalla legittima difesa (art. 52 c.p.) e che la Corte d'appello aveva errato nell'applicare la nozione di "scusabile superamento" della proporzione fra offesa e difesa, nonché aveva chiesto l'assunzione della testimonianza di Ginetta Savaresi. La Cassazione ha rilevato che la motivazione della Corte territoriale è contraddittoria: ha usato argomenti che, se presi nella loro logica, avrebbero dovuto portare al riconoscimento della legittima difesa (o comunque a maggiore approfondimento) e non invece all'affermazione dell'eccesso colposo, che per definizione richiede un errore inescusabile (colpa). Inoltre la Corte d'appello non ha motivato adeguatamente la conferma della condanna per minaccia.

Norme richiamate

  • art. 55 cod. pen.

    Richiamato in connessione con la doglianza sull'eccesso colposo; evocato nella valutazione della responsabilità colposa rispetto alla reazione difensiva

  • art. 590 cod. pen.

    Riferito al capo a) (lesioni personali); la Corte ha valutato se le lesioni fossero riconducibili a eccesso colposo o a legittima difesa

  • art. 52 cod. pen.

    Principio della legittima difesa: la necessità della reazione e la proporzione vanno valutate ex ante nelle circostanze concrete; l'eccesso colposo si configura soltanto quando la perdita di proporzione dipende da colpa (errore inescusabile, precipitazione, imprudenza, imperizia)

  • art. 612, comma 2, cod. pen.

    Norma sulle minacce (capo b); la Cassazione ha rilevato insufficiente motivazione della Corte d'appello nella conferma della condanna per questo capo

Massime di principio

  • La legittima difesa va valutata ex ante: giudicare la proporzione e la necessità della reazione sulla base delle circostanze così come si presentavano al momento dell'azione, non con il senno di poi.
  • L'eccesso colposo nella legittima difesa richiede una colpa (errore inescusabile): se il comportamento dell'aggressore rende 'scusabile' il superamento della proporzione, ciò può avvicinare la fattispecie alla scriminante della legittima difesa, non automaticamente all'eccesso colposo.
  • Il giudice che afferma l'eccesso colposo deve motivare perché il superamento della proporzione sia imputabile a colpa e non rientri in una reazione comprensibile/ 'scusabile' nelle circostanze concrete.
  • Se la Corte d'appello conferma una condanna per capo diverso (es. minacce) deve fornire espressa e specifica motivazione per ciascun capo: la carenza motivazionale su un capo può essere motivo di annullamento.
  • Le richieste istruttorie (es. rinnovazione testimoniale) devono essere valutate dal giudice di merito; tuttavia, in Cassazione, la mancata assunzione della testimonianza può non essere esaminata se la sentenza viene annullata per altri vizi decisivi.
  • In caso di violazione della corretta applicazione dei criteri di legittima difesa, la Cassazione può disporre il rinvio per nuovo giudizio anziché decidere nel merito, affinché il giudice di rinvio determini con nuova, piena motivazione l'applicazione della scriminante o la configurabilità dell'eccesso colposo.

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