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Sentenza

Sentenza n. 424/2026 - Perugia, Sezione 1

per l’annullamento 1) della Determinazione del Comune di Gualdo Tadino n. 601 del 12.08.2021, con la quale il Comune di Gualdo Tadino ha disposto: «di sospendere per le ragioni espresse in premessa, ai sensi della L.R. n. 2/2000 e s.m.i. art. 15 comma 1 lettera a) l’Autorizzazione n. 1/2010 e successive proroghe» e «l’immediata sospensione dei lavori di cui all’Autorizzazione n. 1/2010 fino al riallineamento dei lavori (piantumazione ed inerbimento dei fronti di cava coltivati posti nel margine sud/ovest) ed alla conseguente verifica da parte del Servizio Risorse Minerarie e Vigilanza della Regione Umbria»; 2) di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o, comunque, connesso inclusi: 2.a) la nota prot. n. 0021863 del 12.08.2021; 2.b) la determinazione n. 613 del 17 agosto 2021 limitatamente alla parte in cui conferma la Determinazione di n. 601 del 12.8.2021; 2.c) la nota, se esistente, con la quale il Comune di Gualdo Tadino dovesse aver rigettato la richiesta di annullamento della Determinazione 601/2021 presentata dalla ricorrente in 18.10.2021.

Giustizia amministrativa202100700

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., preso atto della dichiarazione delle ricorrenti relativa al venir meno dell’interesse alla decisione e dell’adesione del Comune. Non è stata resa alcuna decisione nel merito sulla legittimità della sospensione dell’autorizzazione e dei lavori. Spese compensate.

TAR Umbria, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione comunale n. 601 del 12 agosto 2021, che aveva sospeso l’autorizzazione alla coltivazione della cava e i lavori fino al riallineamento degli interventi di piantumazione e inerbimento e alla verifica regionale; impugnati anche gli atti connessi e la conferma parziale contenuta nella determinazione n. 613 del 17 agosto 2021

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le società ricorrenti avevano chiesto l’annullamento della sospensione dell’autorizzazione n. 1/2010 e successive proroghe e dell’immediata sospensione dei lavori, disposte dal Comune ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera a), della L.R. Umbria n. 2/2000. Il testo non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel settembre 2026 le ricorrenti hanno dichiarato che, a seguito dell’atto comunale prot. n. 26315 del 18 settembre 2026, era venuto meno il loro interesse alla prosecuzione del giudizio, in ragione della sostanziale sopravvenuta inefficacia o inapplicabilità della determinazione impugnata; hanno inoltre manifestato disponibilità alla compensazione delle spese. Il Comune ha aderito a tale esito processuale il 29 settembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Pertanto, non resta al Collegio che dare atto dell’improcedibilità del ricorso, in applicazione dell’art. 35, comma 1, lettera c), cod. proc. amm., e disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio.

    Il ricorso è improcedibile quando, nel corso del giudizio, viene meno l’interesse alla decisione; nel caso concreto il Collegio ha preso atto della sopravvenuta perdita di interesse dichiarata dalle ricorrenti e condivisa dal Comune.

Massime di principio

  • Il ricorso d’impugnazione diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il venir meno dell’interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia di merito; il giudice può darne atto sulla base della dichiarazione della parte, ove la sopravvenuta carenza di interesse sia riconosciuta nel processo.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàTitoli abilitativi edilizi
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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