Cassazione Penale, Sentenza n. 16370/2026 del 06/05/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la condanna per il capo 1) (delitti commessi per omissione in relazione al dissesto idrogeologico e all'alluvione del 15 ottobre 2015), deducendo: errata qualificazione dell'evento come "disastro"; travisamento della ripartizione delle competenze (attribuzione indebita ai sindaci di poteri di intervento strutturali spettanti a Regione, Genio Civile e Autorità di Bacino); vizio di motivazione per mancata personalizzazione temporale e territoriale delle omissioni rispetto ai singoli sindaci (avvicendamenti di carica); insufficiente accertamento del nesso causale omissivo e della concreta esigibilità degli obblighi; mancata rinnovazione dell'esame del consulente tecnico decisivo (art. 603, comma 3-bis c.p.p.); rilievi anche sulla determinazione e imposizione di provvisionali e sull'applicazione delle attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza rispetto a Paragone Luigi per estinzione dei reati per morte. Quanto a Spina, Vitale e Gizzi la Corte ha ritenuto i ricorsi complessivamente fondati: ha annullato la condanna limitatamente al capo 1) per vizi motivazionali e di diritto (insufficiente qualificazione dell'evento come disastro, carenza nella dimostrazione del nesso causale omissivo, mancata individuazione puntuale dei poteri impeditivi e della concreta esigibilità degli interventi), e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli. Ha anche richiamato l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale nei limiti dell'art. 603, comma 3-bis c.p.p. e ha demandato la regolamentazione delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 426 cod. pen.
La Corte territoriale aveva interpretato la norma come reato di pericolo presunto estendendone l'applicazione alla sequenza di frane ed esondazioni; la Cassazione ha rilevato che anche nel paradigma del pericolo astratto occorre motivare la idoneità dell'evento a porre in pericolo la pubblica incolumità e non limitarsi a una sommatoria di disagi territoriali
art. 449 cod. pen.
Collegata alla disciplina del disastro innominato; la censura ha riguardato la mancata dimostrazione di un evento unitario di proporzioni straordinarie idoneo a integrare il reato
art. 113 cod. pen.
Richiamato in rapporto alla cooperazione nel cagionare il fatto; la valutazione della partecipazione è stata ritenuta non sufficientemente individualizzata
art. 110 cod. pen.
Richiamato in relazione al capo 2) (concorso di persone nel reato), con declaratoria di estinzione per prescrizione per il capo relativo
art. 328 cod. pen.
Contestazione accessoria relativa all'omissione di atti d'ufficio; la Corte ne ha rilevato carenza motivazionale nella individuazione delle richieste rivolte agli imputati
art. 40, comma 2 cod. pen.
Principio della responsabilità per omissione in presenza di posizione di garanzia; la Cassazione ha richiesto puntuale dimostrazione del potere impeditivo effettivo e della concreta esigibilità dell'obbligo
art. 603, comma 3-bis cod. proc. pen.
Previsione sulla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale: la Corte ha ritenuto necessaria la rinnovazione dell'esame del consulente tecnico quando l'appello si fondi su diversa valutazione di dichiarazioni rese in primo grado
legge 225/1992; d.lgs. 1/2018
Norme sul Servizio nazionale di protezione civile richiamate: la Corte d'appello aveva esteso i doveri sindacali interpretando in senso più ampio le funzioni di protezione civile; la Cassazione ha ritenuto che tale estensione richieda rigorosa motivazione e non possa sostituirsi all'analisi delle competenze tecniche e amministrative di altri enti
d.lgs. 152/2006; d.P.R. 616/1977; legge 183/1989
Normativa tecnica richiamata dai ricorrenti per sostenere che compiti di difesa del suolo e sistemazioni idrauliche spettavano ad autorità sovraordinate; la Cassazione ha richiamato la necessità di valutare la ripartizione delle competenze e la concreta disponibilità dei poteri impeditivi
art. 192, comma 2 cod. proc. pen.
Regola sulla prova: la Cassazione ha ricordato che l'esistenza del fatto e delle correlazioni causali deve emergere da elementi gravi, precisi e concordanti
art. 165 cod. pen.
Richiamato in relazione alla sospensione condizionale della pena e alla determinazione della provvisionale; la Corte ha censurato la mancata valutazione delle condizioni economiche e la scarsa motivazione sulla misura della provvisionale
Massime di principio
- Per configurare il reato di disastro ai sensi degli artt. 426 e 449 c.p. occorre motivare in modo puntuale e specifico in che modo l'evento, anche se complesso, sia idoneo a porre in pericolo la pubblica incolumità e non limitarsi a elencare danni e disagi territoriali
- La responsabilità per omissione di un'autorità pubblica richiede l'accertamento individualizzato del potere impeditivo di ciascun soggetto, della concreta esigibilità dell'obbligo e di un nesso causale omissivo controfattuale plausibile
- Quando la contestazione riguarda comportamenti e fenomeni protratti nel tempo, il capo di imputazione deve delimitare chiaramente la dimensione spazio-temporale del fatto e collegare specifiche omissioni ai singoli soggetti e periodi amministrativi
- Non è sufficiente evocare funzioni generiche di protezione civile: va chiarito se e in che misura, per tipo di intervento, competenze e poteri di ordinanza e spesa, il sindaco potesse adottare le misure tecniche richieste o se tali interventi spettassero ad enti sovraordinati
- Se l'appello si fonda su diversa valutazione di elementi tecnici assunti in primo grado, è necessario rinnovare l'esame del consulente tecnico dibattimentale secondo l'art. 603, comma 3-bis c.p.p.; diversamente la valutazione probatoria può essere viziata
- Nel riformare un'assoluzione in condanna il giudice d'appello deve fornire motivazione rafforzata che confuti espressamente i passaggi decisivi del primo giudice, specialmente su questioni tecnico-scientifiche e di competenza istituzionale
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