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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19801/2021 del 12/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa alla caparra versata a titolo di 'caparra e acconto acquisto' (assegno di euro 30.000) in relazione a un preliminare di vendita immobiliare. Il promissario acquirente (Bodini) chiedeva il riconoscimento del diritto al doppio della caparra (euro 60.000 in totale) per il recesso legittimo derivante dall'inadempimento della venditrice (Baires Viaggi), che dopo pochi giorni aveva dichiarato di non voler più vendere e aveva restituito l'assegno. In primo grado Bodini aveva ottenuto la condanna; la Corte d'appello aveva riformato accogliendo l'appello della Baires ritenendo che la semplice restituzione dell'assegno avesse estinto il titolo per il recesso; la questione è stata devoluta alla Corte di cassazione con ricorso principale della Baires e ricorso incidentale di Bodini.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso incidentale di Bodini, dichiarando assorbiti gli altri motivi e l'unico motivo del ricorso principale. Ha cassato la sentenza di appello e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Brescia, in diversa composizione, conformemente al principio di diritto enunciato: la mera restituzione della somma versata a titolo di caparra da parte dell'inadempiente non fa venir meno il diritto della parte adempiente a ottenere il doppio della caparra, salvo che non emerga un'univoca e inequivoca volontà del creditore di rinunciare al proprio diritto. La Corte ha altresì precisato che la Corte d'appello avrebbe dovuto indagare le ragioni dell'inadempimento e verificare l'eventuale prova della rinuncia senza riserva del promissario acquirente.

Norme richiamate

  • art. 1385 c.c. (caparra confirmatoria)

    La caparra confirmatoria ha natura composita e funzione di garanzia/forfetizzazione del danno; il recesso previsto dal comma 2 si collega all'inadempimento grave dell'altra parte e legittima la richiesta del doppio della caparra; la semplice restituzione non implica automaticamente rinuncia del creditore salvo prova di univoca volontà abdicativa.

  • art. 1385, comma 2 e comma 3 c.c.

    Comma 2: legittima il recesso e la richiesta del doppio della caparra in caso di inadempimento; comma 3: alternativa tra trattenimento della caparra e richiesta risarcitoria integrale, con possibilità di rinuncia al risarcimento in caso di esercizio del recesso.

  • art. 2697 c.c. (onus probandi)

    Richiamato implicitamente nella ricostruzione: incombe alla parte che deduce la rinuncia o l'accettazione senza riserva di dare la prova di una volontà inequivoca di rinuncia.

  • art. 360 c.p.c. (motivi di cassazione)

    Norma processuale invocata per censurare omesso esame di fatto decisivo, errata applicazione di norme civili e vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto fondato il motivo incidentale relativo all'omesso esame degli elementi probatori.

  • art. 92, comma 2, c.p.c. (compensazione spese)

    Contestata dalla ricorrente principale la compensazione integrale delle spese in appello; la questione è stata assorbita dall'accoglimento del motivo incidentale.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.; artt. 1350, 1351, 1360 c.c.; artt. 112 e 101 c.p.c.; art. 111 Cost.

    Norme processuali e di diritto civile richiamate nei motivi incidentali relativi a nullità, limiti del thema decidendum, prova della volontà e interpretazione dei comportamenti concludenti; la Corte ha ritenuto che non sussistesse prova di una rinuncia inequivoca del creditore.

Massime di principio

  • La mera restituzione della caparra da parte dell'inadempiente non equivale automaticamente a una rinuncia del creditore al diritto al doppio della caparra; occorre una volontà univoca e inequivoca di abdicare al proprio diritto.
  • Per ottenere il doppio della caparra ai sensi dell'art. 1385, comma 2, c.c., non basta la sola restituzione dell'acconto: il giudice deve valutare l'effettivo inadempimento dell'altra parte e se quest'ultima abbia fornito giustificazione o prova della conformazione spontanea all'obbligo.
  • La funzione della caparra confirmatoria è composita (garanzia e liquidazione forfettaria del danno): il titolare può alternativamente recedere e pretendere il doppio oppure chiedere la risoluzione e il risarcimento integrale, salvo rinuncia esplicita o inequivoca.
  • La volontà di rinunciare a un diritto patrimoniale può risultare anche da comportamenti concludenti, ma solo se questi sono chiaramente incompatibili con la volontà di valersi del diritto; comportamenti ambigui non sono sufficienti.
  • In giudizio l'onere della prova grava su chi afferma la rinuncia o l'accettazione senza riserve: chi dichiara di aver ricevuto la restituzione e di aver accettato senza riserve deve provarlo.
  • Se la corte d'appello decide che l'estinzione del titolo sussiste per mutuo consenso, deve motivare adeguatamente e accertare fatti univoci che escludano il diritto al doppio della caparra.

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