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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6058/2023 del 28/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della cartella di pagamento emessa a seguito di ruolo derivante da sentenza di merito favorevole all'Ufficio, concernente l'avviso di liquidazione delle imposte di donazione e delle imposte ipotecaria e catastale per lo scioglimento di un vincolo di destinazione (trust "Ertis Trust") e la reimmissione nel patrimonio del disponente di due unità immobiliari. La ricorrente denunciava: (1) nullità della procura conferita dall'Agenzia a un avvocato del libero foro; (2) illegittimità della tassazione perché non vi sarebbe stato trasferimento né arricchimento (i beni sarebbero stati solo formalmente intestati al trustee); (3) carenza di motivazione e prematura esecuzione tramite cartella mentre la legittimità dell'avviso di liquidazione era ancora sub iudice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto legittima la costituzione dell'Agenzia - Riscossione con avvocato del libero foro alla luce della normativa sopravvenuta e della giurisprudenza delle Sezioni Unite (che chiariscono i presupposti e l'alternatività fra Avvocatura dello Stato e avvocati del libero foro). Ha inoltre escluso che l'opposizione alla cartella possa riproporre inammissibilmente le doglianze relative all'avviso di liquidazione quando la cartella è impugnabile solo per vizi propri. Infine ha affermato la corretta applicazione della disciplina della riscossione frazionata prevista dall'art. 68 d.lgs. 546/1992, che consente l'esecuzione basata su sentenza di merito non definitiva; perciò la cartella è valida e la riscossione può procedere. Il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata alle spese (liquidate in euro 5.800,00 oltre spese prenotate a debito) con onere del contributo unificato aggiuntivo previsto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Decreto sulle commissioni tributarie)

    art. 11, comma 2; art. 36; art. 68

    Art. 68: la riscossione frazionata delle somme determina che, se vi è una sentenza di merito (anche non definitiva), l'esecuzione può procedere. Art. 11 e 36 richiamate nel quadro della rappresentanza e della disciplina del contenzioso; la Corte ha affermato che la cartella può essere impugnata solo per vizi propri e non per riproporre integralmente le doglianze sull'avviso di liquidazione.

  • decreto-legge 193/2016, convertito dalla legge n.225/2016

    "L'ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato... Lo stesso ente può altresì avvalersi, sulla base di specifici criteri... di avvocati del libero foro... o può avvalersi ed essere rappresentato, davanti al tribunale e al giudice di pace, da propri dipendenti delegati" (comma 8, art. 1)

    Legittima la possibilità per l'Agenzia delle Entrate - Riscossione di farsi rappresentare da avvocati del libero foro o da propri dipendenti; la necessità di una delibera motivata opera solo se la convenzione riserva la difesa all'Avvocatura e l'Agenzia decide di non avvalersene.

  • Regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611

    La previsione della necessità di apposita motivata delibera per evitare l'Avvocatura di Stato si applica solo nei casi in cui, secondo la convenzione, la difesa è riservata all'Avvocatura e l'Agenzia intenda non avvalersene; non si applica quando la convenzione non riserva la materia all'Avvocatura o quest'ultima è indisponibile.

  • Legge 28 giugno 2019, n. 58 (interpretazione normativa)

    Norma di interpretazione autentica dell'art. 1, comma 8 del d.l. n.193/2016

    Chiarisce ex tunc che l'art. 43, comma 4 R.D. si interpreta solo nei casi di riserva convenzionale all'Avvocatura; conferma la possibilità dell'Agenzia di utilizzare avvocati del libero foro senza delibera nei casi non riservati.

  • Cassazione, Sezioni Unite, sent. n. 30008/2019

    "a) ... l'Agenzia delle Entrate - Riscossione si avvale: 1) dell'Avvocatura dello Stato nei casi previsti ... 2) ovvero, in alternativa e senza bisogno di formalità, ... di avvocati del libero foro...; b) quando la scelta discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla Convenzione ... la costituzione postula necessariamente e implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge, senza bisogno di allegazione e di prova"

    Principio di diritto richiamato per confermare la legittimità dell'utilizzo di avvocati del libero foro da parte dell'Agenzia e per spiegare i limiti dell'obbligo di delibera motivata.

  • D.P.R. 30 aprile 2002, n. 115

    Rilevato l'obbligo del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, quando sussistono i relativi presupposti; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'applicazione di tale contributo.

Massime di principio

  • L'Agenzia delle Entrate - Riscossione può essere rappresentata in giudizio da avvocati del libero foro senza necessità di una delibera motivata quando la convenzione non riserva la materia all'Avvocatura dello Stato o quest'ultima è indisponibile; la delibera è richiesta solo se la convenzione riserva la difesa all'Avvocatura e l'Agenzia decide di non avvalersene.
  • L'opposizione alla cartella di pagamento è diretta a contestare vizi propri della cartella stessa e non può essere utilizzata per riproporre integralmente le contestazioni relative al precedente avviso di liquidazione già oggetto di diverso giudizio.
  • La disciplina della riscossione frazionata (art. 68 d.lgs. 546/1992) consente l'esecuzione basata su una sentenza di merito non definitiva: la riscossione può procedere anche se permane un giudizio di legittimità sull'avviso impugnato.
  • Nel caso di trust, affinché intervenga la tassazione per donazione o trasferimento occorre valutare se dallo scioglimento o dalla reimmissione nel patrimonio del disponente sia derivato un effettivo trasferimento di proprietà o un arricchimento di terzi; l'intestazione formale al trustee non esclude automaticamente l'accertamento fiscale se gli elementi fattuali indicano capacità contributiva.
  • In sede processuale è strategico proporre le eccezioni e le prove pertinenti nel grado di giudizio competente; talune questioni (es. rappresentanza dell'ente o vizi formali della cartella) possono essere risolte in via autonoma senza rimettere in discussione il merito tributario già sottoposto a diversa impugnazione.
  • La soccombenza comporta condanna alle spese e possibile aggravio per contributo unificato; valutare quindi il rapporto costi-benefici prima di proporre nuovi ricorsi che ripropongano questioni già trattate.

Testo integrale

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