Cassazione Civile, Sentenza n. 13435/2024 del 15/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa alla risoluzione di un contratto preliminare di compravendita di terreni: la ricorrente (promissaria acquirente) ha ritenuto di rescindere il preliminare e chiedere il doppio della caparra in ragione di modifiche urbanistiche successive (variante alla S.S. n.12 e vincolo preordinato all'esproprio) che avrebbero reso parte dell'area inutilizzabile e compromesso l'operazione urbanistica prospettata. I promittenti venditori hanno contestato la legittimità del recesso sostenendo che le modifiche erano previste e che la ricorrente era inadempiente per aver rifiutato la stipula definitiva dopo proroghe.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso della Marseghina: ha ritenuto fondati i motivi che sostenevano come l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio possa incidere sulla commerciabilità e utilizzabilità del bene e, qualora l'acquisto fosse stato basato sull'edificabilità del terreno (presupposto del consenso), ciò può legittimare la risoluzione del preliminare per presupposizione. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata e la causa è stata rimessa alla Corte d'Appello di Venezia in diversa composizione per un nuovo esame, con l'indicazione di valutare in concreto le clausole del preliminare (artt. 5 e 6), il prezzo, il comportamento delle parti e, se necessario, aggiornare la CTU e accertare se il mutamento urbanistico abbia fatto venir meno il presupposto oggettivo del consenso.
Norme richiamate
d.P.R. n. 327/2001 (T.U. espropri), artt. 9, 10, 12, 20, 32, 39
La Corte ha riconosciuto che il procedimento espropriativo è complesso e che l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio può incidere sulla utilizzabilità del bene prima del decreto di esproprio; l'art. 39 è richiamato in tema di indennità per vincoli reiterati o sostanzialmente espropriativi.
l.r. Veneto n. 11/2004, artt. 3, 12, 22, 29
Richiamata dalla ricorrente come normativa regionale rilevante per gli effetti delle varianti e delle salvaguardie urbanistiche sull'area; la Corte invita a valutare l'incidenza concreta delle determinazioni amministrative regionali/provinciali.
d.P.R. n. 380/2001, art. 12, co. 3
Richiamato tra le norme urbanistiche rilevanti per la destinazione del terreno e le procedure di pianificazione.
legge n. 241/1990, art. 14-bis e art. 14-quater
Richiamate con riferimento alla conferenza di servizi in forma sincrona e ai suoi effetti, in particolare la dichiarazione di pubblica utilità e l'efficacia degli atti collegati.
Codice Civile, art. 1175
Principio di diligenza nell'esecuzione del contratto; invocato in tema di obblighi accessori di protezione che le parti avrebbero dovuto adottare.
Codice Civile, art. 1375
Buona fede nell'esecuzione del contratto; richiamato insieme all'art. 1175 in relazione ai doveri delle parti nel corso del rapporto preliminare.
Codice Civile, artt. 1256, 1463, 1467, 1468
Norme sul caso fortuito, impossibilità sopravvenuta, risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta e conseguenze; utilizzate per discutere se il vincolo urbanistico abbia determinato impossibilità o eccessiva onerosità della prestazione.
Codice Civile, art. 2932
Riferito in tema di esecuzione specifica del preliminare; la giurisprudenza richiamata distingue i casi in cui il mutamento urbanistico impedisce di disporre l'esecuzione specifica.
Codice Civile, art. 1385
Rilevato nella discussione sui rimedi alternativi in caso di inadempimento (recesso con ritenzione della caparra vs risoluzione e risarcimento) e sulla incompatibilità dei due rimedi se scelti definitivamente.
Codice di Procedura Civile, art. 360, co. 1, n. 5
Motivo di cassazione per omesso esame di fatto decisivo; sollevato dalla ricorrente con riferimento alla valutazione degli atti amministrativi e documentali non considerati.
Codice di Procedura Civile, artt. 112 e 99
Richiamati in relazione ai vizi di ultrapetizione ed extrapetizione e alla corretta pronuncia sulle domande poste in giudizio; parte dei motivi non accolta ma considerati nel quadro complessivo.
Codice di Procedura Civile, art. 210
Richiamato nelle contestazioni sulla produzione documentale e sulle istanze di esibizione; la Corte territoriale aveva rigettato alcune istanze per inammissibilità.
Massime di principio
- Il vincolo preordinato all'esproprio può incidere concretamente sulla commerciabilità e utilizzabilità del bene già prima del decreto di esproprio; se l'acquisto si fondava sull'edificabilità, ciò può giustificare la risoluzione del preliminare per presupposizione.
- Nei contratti preliminari di terreni è essenziale valutare il contenuto delle clausole contrattuali (garanzie sulla libertà da vincoli, indicazioni urbanistiche) insieme al prezzo e al comportamento successivo delle parti per determinare se esistesse un presupposto oggettivo del consenso.
- La distinzione tra vincolo derivante dal piano regolatore generale e vincolo preordinato all'esproprio è rilevante: quest'ultimo è puntuale e può avere effetti pregiudizievoli specifici sull'area che giustificano rimedi contrattuali.
- Il giudice di merito deve aggiornare l'istruttoria (ad es. CTU) se sopravvengono atti amministrativi rilevanti dopo la prima decisione, e valutare la prevedibilità del mutamento urbanistico ai fini della diligenza della parte acquirente.
- I rimedi disponibili (recesso con ritenzione della caparra vs risoluzione con risarcimento) sono alternativi e la scelta ha effetti vincolanti: il corretto inquadramento giuridico della domanda è cruciale.
- In situazioni analoghe, la parte acquirente che invoca la risoluzione dovrà dimostrare che l'edificabilità o altra qualità dell'area costituiva presupposto comune e determinante del consenso; la parte venditrice dovrà dimostrare la prevedibilità o l'assenza di incidenza tale da mutare la causa negoziale.
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