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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 13462/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR Lazio che aveva ritenuto non dovuto il tributo TASI per l'anno 2015 su terreni adibiti a cave di proprietà della E.T.F.; la controversia verteva sulla qualificazione fiscale del suolo (area fabbricabile vs terreno agricolo/inedificabile) e su questioni secondarie quali lo stato di abbandono dei fabbricati, la data di acquisto (10/04/2015) e l'eventuale errore nel calcolo dell'imposta per l'intero anno. La ricorrente (concessionaria per la riscossione) deduceva violazione e falsa applicazione di norme tributarie e urbanistiche, chiedendo la cassazione della decisione che aveva escluso l'obbligo tributario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della TRE ESSE, ritenendolo fondato. Ha affermato il principio secondo cui l'inclusione di un'area nel PRG (anche se destinata a 'verde attrezzato e viabilità' o ricompresa in piani di recupero/aree estrattive) non esclude automaticamente l'oggettivo carattere edificabile ai fini dell'art. 2 d.lgs. n.504/1992; tale qualificazione incide sulla determinazione del valore venale e quindi sulla base imponibile della TASI. La sentenza impugnata è stata cassata nei limiti accolti e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio in diversa composizione per ulteriore giudizio, con rinvio anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (art. 1, comma 2)

    Definisce il presupposto impositivo (possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli). La Corte ne trae il principio che la qualificazione urbanistica (edificabilità) incide sulla natura fiscale del terreno e sulla scelta del criterio valutativo (valore venale per aree edificabili).

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (art. 5, comma 5)

    Fornisce i criteri per la determinazione della base imponibile delle aree fabbricabili (zona territoriale, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri, prezzi di mercato). La Corte lo applica per sostenere la valutazione in base al valore venale.

  • legge 27 dicembre 2013, n. 147 (comma 669)

    Invocata dalla ricorrente nel motivo di cassazione; nel testo della sentenza è richiamata tra le norme contestate ma la decisione si fonda soprattutto sull'interpretazione della disciplina fiscale (d.lgs. 504/1992) e sulla giurisprudenza interpretativa.

  • d.l. 22 dicembre 2011, n. 214 (art. 13, comma 2)

    Richiamato nel motivo di impugnazione; la sentenza non si sofferma su un'applicazione specifica di tale comma, usato in combinato con altre norme per la contestazione formale dell'atto.

  • legge regionale Lazio n. 17/2004 (art. 9)

    Disposizioni sul Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE). La Corte osserva che l'inclusione nell'ambito di piani estrattivi o autorizzazioni regionali non trasforma automaticamente la natura fiscale del terreno in agricola: la destinazione urbanistica resta decisiva per la qualificazione fiscale.

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (art. 3 lett. e, 7)

    Norme urbanistiche/edilizie richiamate per aiutare la distinzione tra vincoli di destinazione e inedificabilità assoluta; la Corte sottolinea la necessità di analisi concreta degli strumenti urbanistici locali.

  • codice di procedura civile (art. 2697)

    Richiama il principio della distribuzione dell'onere della prova: il giudice evidenzia che il contribuente deve dimostrare elementi permanenti (es. conduzione agricola) per ottenere il trattamento agricolo.

  • codice di procedura civile (artt. 115 e 116)

    Richiami processuali relativi all'attività probatoria e alla valutazione delle risultanze; usati nel contesto dell'istruttoria e della valutazione degli elementi fattuali.

  • codice di procedura civile (art. 360, primo comma, n. 3)

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione invocata dalla ricorrente (violazione di norme). La Corte ha ritenuto fondato il motivo nella parte sostanziale.

Massime di principio

  • Ai fini della TASI/ICI la classificazione urbanistica nel PRG è determinante: un'area qualificata come edificabile (o destinata a usi non agricoli) va normalmente valutata come area fabbricabile e tassata in base al valore venale anche se al momento è utilizzata come cava o sottoposta a vincoli di destinazione.
  • La destinazione a 'verde pubblico', 'viabilità' o l'inclusione in piani di recupero/aree estrattive non esclude automaticamente l'edificabilità fiscale; occorre distinguere tra vincoli di destinazione (che incidono sul valore) e vincoli di inedificabilità assoluta che, solo se presenti, possono precludere la qualificazione come area edificabile.
  • Le esenzioni o regimi agevolati in materia tributaria sono tassativi: il giudice non può crearne di nuovi; la qualificazione agricola richiede sia l'effettiva destinazione agricola sia, spesso, la conduzione diretta da parte del soggetto (requisiti di legge e giurisprudenza).
  • Per contestare un accertamento TASI l'onere della prova è sostanziale: il contribuente deve dimostrare fatti permanenti e documentabili (es. impossibilità reale e permanente di edificare, effettiva conduzione agricola, provvedimenti amministrativi che stabiliscono inedificabilità assoluta).
  • In situazioni simili è necessario verificare concretamente gli strumenti urbanistici locali e la loro portata (PRG, piani attuativi, vincoli e normative regionali): da tale analisi dipende la determinazione della base imponibile e non bastano indicazioni generiche sullo stato d'uso attuale (es. attività estrattiva in corso o cessata).
  • La data di acquisto e la titolarità nel corso dell'anno possono incidere sul periodo di possesso e su eventuali rettifiche della base imponibile, ma non eliminano di per sé l'assoggettamento qualora la qualificazione urbanistica renda il terreno assoggettabile.

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